Travel and more

Archivio per Marzo 2009

Pane, formaggio, verdure e fantasia.

In Roma on Marzo 29, 2009 at 3:46 pm

mia-market-3È aperto da pochissimo questo posto curioso in via Parnisperna (siamo a Rione Monti a Roma) e la gentile signora che ci accoglie ci dice che il Mia Market è un fruttivendolo in salotto. Sulle prime ci sembra una buona spiegazione: del fruttivendolo ci sono le cassette di frutta e verdura esposte e del salotto ci sono luci calde e angoli con tavolini. “Ma le due cose come si tengono insieme?”, chiediamo. La signora ci spiega paziente (deve averlo fatto molte altre volte) che al Mia Market ti scegli per esempio i pomodori, del pane, della ricotta fresca e poi ti accomodi ai tavolini e ti prepari la tua insalata. Ti apparecchi un tavolo, lavi la verdura, tagli il pane, ti versi un bicchiere di vino e pranzi in un angolo del negozio. Un cartello appeso al muro ci riassume le varie fasi di questo divertente processo: 1. Scegli 2. Pesi 3. Paghi 4. Mangi. Qui o a casa.

Al Mia Market c’è un’atmosfera easy, da casa appunto. Tutto è terribilmente conviviale e assolutamente self service. Vi si tengono laboratori culinari dove si possono mettere letteralmente le mani in pasta. In più il cibo è dichiaratamente di stagione e biologico.

L’idea di questo curioso negozio nasce da un progetto di Arabeschi di Latte, un gruppo tutto al femminile che si occupa di food design e di organizzazione di eventi e performance legati al cibo e alla convivialità. L’anno scorso le architette di Arabeschi di Latte hanno istallato al Festival del Design di Londra uno Gnocchi Bar, un piccolo angolo-cucina dove i visitatori potevano cimentarsi a preparare gli gnocchi partendo da un pentolone dove pescare la propria patata bollente. Lo scorso San Valentino al Mia Market si preparavano ravioli cantando in formula karaoke canzoni d’amore.
Insomma, fantasia tanta. Pane e amore pure.

Taccuino:

Mia Market
Via Panisperna 225
Roma
Tel. 06 47824611

www.miamarket.blogspot.com

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Da Roscioli, ovvero nel girone dei golosi

In Ristoranti, Roma, Shopping on Marzo 19, 2009 at 9:37 pm

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“Due etti di Pata Negra per favore! E mentre aspetto, un bicchiere di vino…”
Siamo seduti a uno dei tavolini “con vista” da Roscioli, la salumeria-gastronomia-ristorante di Via dei Giubbonari e osserviamo divertiti il via vai dei clienti che entrano a fare la spesa e di quelli che si fermano per mangiare. O entrambe le cose.
C’è il giovane manager che torna da un viaggio di lavoro (si capisce perché trascina un piccolo trolley) che passa a fare la spesa al volo dopo aver trovato il frigorifero vuoto: prosciutto e carciofi. C’è il signore americano appassionato di formaggi che si fa spiegare cos’è la burrata e poi esce dal negozio felice con un pacchettino che olezza di latte di capra. C’è il quarantenne che aspetta un amico bevendosi un bicchiere di vino al bancone e intanto assaggia. E ci siamo noi che abbiamo prenotato per cena un tavolino con vista sul bancone dei formaggi e dei salumi e che non riusciamo a deciderci di fronte a un menù tentatore. Mentre sgranocchio il pane buonissimo (è da tre generazioni che la famiglia Roscioli gestisce un noto forno, poco lontano dal ristorante, che sforna pane e pizza per i romani) mi arrendo di fronte a una lista che contiene, tra le altre cose, 13 diverse selezioni di formaggi e 7 scelte diverse di mozzarella. Abbandono momentanemante il menù di fronte al quale non mi so proprio decidere e mi guardo attorno. Sedersi a cenare in gastronomia, e in particolare in questa gastronomia, provoca una continua sindrome di Stendhal. Da un lato una parete di vini, dall’altro la vetrina dei formaggi, ovunque scaffali colmi di ogni bontà: olii, paste, conserve. C’è di che perdersi e noi ci perdiamo con grande soddisfazione. Quando il cameriere premuroso si avvicina per prendere l’ordinazione, noi non siamo ancora pronti. Sarà una serata lunga… lunga e appetitosa.

Consiglio: prenotare, prenotare, prenotare. I pochi tavolini di Roscioli sono ambiti per pranzo e cena. Quelli di fronte al bancone della salumeria sono appunto di fronte al bancone della salumeria. Se non vi piace l’idea di cenare mentre altri vi fanno la spesa accanto, prenotate un tavolino nella sala sul retro.

Taccuino:

Ristorante Gastronomia Roscioli
Via dei Giubbonari, 21
Tel. 06 6875287

Antico Forno Roscioli
Via dei Chiavari, 34
Tel. 06 6864045

www.anticofornoroscioli.com

Il Gusto degli Altri #1

In B&B, Milano, Provenza, Ristoranti on Marzo 13, 2009 at 5:26 pm
[Il Gusto degli Altri è una passeggiata in rete e tra le pagine di giornali e riviste a sbirciare e raccogliere buoni indirizzi e suggerimenti]

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Il ristorante cinese a Milano

Non è facile come dirlo. Trovare un buon ristorante cinese dove non si abbia l’impressione che tutto sappia di fritto e glutammato. Dove non prevalga il mono-gusto e il mono-odore. Sigrid di Cavoletto di Bruxelles lo ha scoperto, ma dice che i milanesi lo conoscono da tempo. Il cino ristorante milanese che Sigrid descrive con tanto entusiasmo, è sobrio negli arredi. Perché anche l’occhio, oltre al palato, vuole la sua parte. Ma soprattutto, dice Sigrid, gli ingredienti sono buoni e i piatti ben riusciti. A giudicare dalle foto, sembra proprio di sì. [Via Cavoletto di Bruxelles]

Taccuino:

Mandarin 2
via Garofalo Benvenuto, 22/a
Milano
Tel. 02 2664147
www.mandarin2.it

maison

Una maison d’hôtes in Provenza

Adina, della Cucina di Adina, si innamora di una maison d’hôtes in Provenza e non si fa fatica a capire il perché. Anche io mi innamoro leggendo. Mi innamoro della storia di questa coppia, Isa e Philippe, che nel 2003 lascia vite precedenti per cucinare (lei) e coccolare coi massaggi (lui). Mi innamoro delle foto che trovo sul sito della maison: mi innamoro delle stanze, della piscina, del giardino. Mi innamoro e intanto annoto: Maison Felisa. Mi piace anche il nome. [Via La cucina di Adina]

Taccuino:

Maison Felisa
6 rue des Barris
30126 St Laurent des Arbres
Tel. +33 4 66399984
Cell. +33 6 82760789
maison.felisa@gmail.com
www.maison-felisa.com

Conosci un posto dove dormire a Londra?

In Hotel, Londra on Marzo 8, 2009 at 5:00 pm

Conosci un posto dove dormire a Londra? e la seconda domanda è: senza spendere una fortuna? Risposta difficile. Si sa che la cara Londra offre soluzioni per dormire tutt’altro che economiche e mette a dura prova il budget di chi la visita. Da qualche anno però un indirizzo c’è ed è quello dell’Hoxton Urban Lodge.
Nato dall’intuizione del fondatore della catena di sandwich Pret a Manger, l’Hoxton Hotel rispecchia quella nuova tendenza che vuole alberghi di design, a basso costo e no frills, insomma lusso discreto, niente (inutili) orpelli e prezzi abbordabili. 

Funziona così: le stanze partono da un prezzo di 59 sterline e arrivano a 199. Prenotare una camera all’Hoxton è come prenotare il volo con una compagnia low cost. Prima si prenota, meno di paga. Sul sito dell’Hoxton segnalano che esistono anche camere a 1 sterlina e camere a 29 sterline, ma difficili da prenotare se non le si ferma appena queste camere super economiche vengono messe “all’asta”.

Inoltre l’Hoxton, che si trova nel centro di Londra, nelle vicinanze di Liverpool Street Station, offre ai suoi ospiti :

• connessione wi-fi gratuita
• una bottiglia di acqua e una di latte incluse nel prezzo della stanza
• una breakfast bag (yogurt, succo d’arancia, una banana) lasciata fuori dalla porta al mattino
• prodotti Aveda in bagno
• ingresso alla vicina spa, con palestra e piscina per 5 sterline al giorno

Per un caffè, un bicchiere, un pasto veloce a piano terra c’è il ristorante Hoxton Grille. In sintesi: mica male per un low cost!

Taccuino:

Hoxton Hotel
81 Great Eastern Street
Tel. 0044.207.55.01.000

www.hoxtonhotels.com

Si scrive Mama Shelter, si legge Philippe Starck. Ma non solo.

In Hotel, Parigi on Marzo 5, 2009 at 6:04 pm

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Difficile non parlare del Mama Shelter. E infatti tutti ne parlano, tutti lo fotografano, tutti lo commentano. Da quando lo scorso autunno il rifugio parigino progettato dall’architetto-attivista Roland Castro ha aperto le porte nel XX arrondissment è tutto una serie di ammirati: “Oooh!”, “Bello!”, “Però!”. Tutto un parlare di nuova idea di hotellerie, di design hotel alternativo, di lusso democratico. Di extreme urban tourism. Di Philippe Starck di qui, di Philippe Starck di là. Blog, siti, riviste… tutti conquistati. Tutti così estasiati che mi insospettisco. E mi domando: il Mama Shelter è solo una ben riuscita e massiccia operazione di marketing e marchette? O è bello e buono veramente? Oppure è, come credo, una gigantesca operazione di marketing per un hotel che ha sicuramente del bello, ma anche del buono? E soprattutto: se vado a Parigi, lo prenoto o non lo prenoto?
La cosa migliore è chiedere a qualcuno che c’è già stato. Per fortuna mi viene in aiuto Fabrizio, amico di vecchissima data che al Mama Sheleter ha passato un paio di notti e che è felice di farmi una micro recensione.

Cara Miro,
sì, sono stato al Mama Shelter e l’ho trovato un po’ fuori mano ma molto accogliente.
Gli ambienti si rifanno alla cultura dei Graffitari Urbani. Infatti trovi graffiti, appunti, citazioni su ogni parete.
Le camere sono poco illuminate ma molto molto sexy. In più hanno un iMac da 24 pollici con collegamento internet super veloce e musica e video e chat.
Tutto ruota intorno al ristorante. Molto carino e dai prezzi contenuti. Frequentato da clientela eterogenea: giovani uomini d’affari, turisti, pop star, scrittori, nullafacenti. Di tutto un po’.
Note negative: distanza dal centro, lontananza dal metro e dalla fermata del bus. A chi interessa, no room service.

Aggiungerei, e qui cito dal comunicato stampa dell’hotel, che al Mama Shelter ci sono anche:

  • un tavolo da calcetto per 8 a disposizione degli ospiti
  • una sala yoga per chi dovesse avere un impellente bisogno di incastrarsi in un’asana
  • scritte in gesso che annunciano ogni giorno gli eventi & appuntamenti culturali della Ville Lumière.

Aggiungo di mio:

  • gli interni curati da Starck, in particolare le lampade-super-eroi che mi fanno impazzire
  • il prezzo. Buono. Non regalato, ma buono.

In conclusione: io prenoterei. Se tutti ne parlano, e soprattutto se me lo dice Fabrizio con il quale ho diviso il banco e la merenda alle elementari, significa che ci sono buone ragione per andarci.
 
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tavolo-mama

Taccuino:

Mama Shelter
109, rue de Bagnolet,
75020 Parigi
Tel + 33 1 43484848

Prenotazioni al: paris@mamashelter.com
www.mamashelter.com

Join the knitting revolution

In Eventi & Appuntamenti, Milano on Marzo 1, 2009 at 9:21 pm

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Photo: www.woolandthegang.com

Fare la maglia non è più (solo) un passatempo da nonne. Fare la maglia è metropolitano. Fare la maglia dicono sia il nuovo yoga o il nuovo nero, come preferite voi. Fare la maglia si dice knitting e oggi va in mostra alla Triennale di Milano.
Dritto e Rovescio si chiama, non sorprendentemente, la mostra sugli intrecci tessili e i processi creativi (leggi: sull’arte di fare la maglia) in corso alla Triennale fino alla fine di marzo. La mostra, che nasce dall’esperienza condotta del gruppo do-knit-yourself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano), propone oggetti di design, fotografie, installazioni e video di circa 30 artisti e offre laboratori aperti al pubblico,  che vanno dai corsi di maglia e ricamo alle conferenze di filosofia.

Ma la mania del tricot non finisce qui. Al caffè della Triennale un gruppo agguerrito di knitters milanesi si trova da tempo ogni terzo sabato del mese per sferruzzare in compagnia. Tra una sciarpa, una chiacchiera e un gomitolo, sedute nelle sedie design, intessono il filo dei Knit Café meneghini (qui e qui gli indirizzi degli altri Knit Café in giro per l’Italia). Partecipazione aperta a tutti, anche a chi non è proprio un mago del filato. Se però volete studiare prima di andare a un incontro di knitters, provate a guardare le video lezioni di maglia di Lei Web, oppure quelle in inglese dello chicchissimo “collettivo” Wool and the Gang, nato dall’idea di una ex-modella che ha appreso da ragazzina l’arte del lavoro ai ferri e ha pensato di trasmettere il know-how a una gang estesa di knitters, “ragazzi e ragazze dai 7 ai 77 anni, tutti legati da un filo di lana”.
Wool and the Gang ha anche creato un kit per aspiranti knitters che contiene aghi giganti, lana (la Crazy Sexy Wool) e schemi per farsi da sé una sciarpa, un cappello, un gilet, a seconda delle proprie capacità. Il kit è in vendita sul sito del progetto e su quello di Colette e non è esattamente a buon mercato. Ma molto bello a vedersi.

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Il kit di Wool and the Gang

E poi… e poi ci sono anche le Knitta Please, artiste di strada che lasciano segni di lana nel paesaggio urbano ricoprendo di lavori di maglia lampioni, cartelli, monumenti (avete presente i semafori con la sciarpa? Ecco, sono opera loro). E il charity knitting delle Tricoteuses sans frontières che devolvono i loro incassi ai medici in prima linea.
Una rivoluzione nel modo di vedere e vivere un lavoro/passatempo che è utile e creativo e perché no anche caritatevole, divertente, socializzante, artistico, modaiolo…

Taccuino:

Dritto Rovescio
Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa
24 febbraio – 29 marzo 2009
Triennale Design Museum
viale Alemagna, 6
Milano
Ingresso: 8 euro
Orario:
martedì-domenica: 10.30 – 20.30
www.triennaledesignmuseum.it