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Shopping ad Amsterdam
In Amsterdam, Shopping on Novembre 3, 2009 at 8:45 am

Claudia/Kika ha i capelli rossi, vive nella rete e fuori girovaga, va in gita con la mamma e lo racconta, scrive, fotografa. Scopre posti che poi condivide. Come questo qui che ci ha segnalato:
“Rood è un grazioso negozio di Amsterdam che vende articoli di un colore solo: il Rosso.
Rosso come il sangue, come il vino e le rose rosse, come le melagrane mature e spaccate dal sole caldo, rosso anch’esso. Rosso come la Ferrari, come le fragole e le labbra di BiancaNeve, rosso come il quartiere più famoso di Amsterdam.
Da Rood puoi trovare oggetti di ogni specie, dalle All Star alle teiere con tazze buffe abbinate, ai grembiuli e le graziose abat-jour, tutti rigorosamente rossi.
Io mi immagino la negoziante che per un mese all’anno chiude tutto e gira per i bazaar e i mercatini del mondo alla ricerca di oggetti rossi di tutti i tipi.
Abiti, stivali di gomma, caramelle, utensili, mazzi di peperoncini scarlatti, abiti, perfino un’amaca, cappelli, borse, e la gamma è infinita!
Bordeaux, granata, carminio, ruggine, ciliegia, corallo, cremisi, amaranto, porpora, magenta.
Un incanto!
E se hai i capelli rossi…avrai il 10% di sconto!”

Taccuino:
Rood
Warmoesstraat 173/a
Amsterdam
www.roodismooi.nl
Mercatino abbigliamento usato, Terre des Hommes
In Eventi & Appuntamenti, Pavia on Ottobre 21, 2009 at 3:03 pm

A Pavia ogni anno c’è un mercatino di abbigliamento usato per bambini che fa bene a quei piccoli che hanno troppi vestiti, ma soprattutto fa del bene ai piccoli che vestiti non ne hanno. E magari non hanno una scuola e non hanno un ospedale e hanno poco o nulla da mangiare.
Da otto anni a questa parte la sezione pavese di Terre des Hommes, organizzazione che si occupa della difesa dei diritti dell’infanzia nei paesi in via di sviluppo, raccoglie abiti usati di bimbi tra gli 0 e i 10 anni per poi rivenderli e così aiutare i bambini meno fortunati.
Gli abiti e gli accessori in vendita costano dai 2 ai 5 euro e il ricavato di questa ottava edizione del mercatino andrà a finanziare una serie di progetti a sostegno delle vittime del terremoto a Sumatra.
Le mamme e i papà pavesi ormai sanno quando fare il cambio dell’armadio e ogni volta che Terre des Hommes prepara il suo mercatino un tam tam cittadino si diffonde. Si svuotano gli armadi di abitini, scarpe e accessori diventati troppo piccoli e ci si prepara all’acquisto di un nuovo guardaroba. Usato, bello e buono. Perché le occasioni del mercatino sono ghiotte e l’occasione di aiutare i bambini in difficoltà è la più ghiotta di tutte.
Taccuino:
Mercatino dell’abbigliamento usato
per bambini da 0 a 10 anni
Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2008, dalle 10.00 alle 19.00
Ala Parrocchiale di S. Maria del Carmine,
Via XX Settembre
Pavia
Per informazioni:
Terre des Hommes Italia – Gruppo Pavia
gruppopavia@tdhitaly.org
Mobili design, Vendita promozionale
In Eventi & Appuntamenti, Milano, Shopping on Ottobre 16, 2009 at 2:30 pm

Se vi siete mai domandati dove vanno a finire gli arredi dei set cinematografici quando si spengono le luci. Se vi piacciono gli arredi vintage ma ahimè quanto costano! Se in casa vostra, in quell’angolo del salotto, sì proprio quello di fianco alla finestra, vicino al vaso del ficus, proprio lì, avete sempre immaginato una Le Corbusier, oppure un pezzetto di Bauhaus, oppure il rosso lucido di una Phanton Chair.
Oppure se, come me, vi piace semplicemente durante una giornata di shopping curiosare tra lampade ad arco, radio Brionvega e altri pezzi del secolo scorso, magari in uno spazio di 400 metri quadri, magari in un cortile interno di Milano.
Insomma se vi riconoscete in una delle categorie qui sopra, ma anche in altre, segnatevi in agenda la vendita straordinaria di arredi provenienti da set fotografici, spot pubblicitari e film organizzata da Spazio900 a Milano. Ma andateci anche fuori promozione, che curiosare è sempre bello e da Spazio 900 i mobili, le luci, gli oggetti si possono anche prendere a nolo.
Taccuino:
VENDITA STRAORDINARIA DI MODERNARIATO E DESIGN
Spazio900
viale Campania 51 (interno)
Milano
Tel. 0270125737
www.spazio900.com
Dal 17 al 25 ottobre (aperto anche la domenica)
Orario continuato: 10,30 – 19,30
Castello di Belgioioso, Next Vintage Show, Vintage
In Eventi & Appuntamenti, Pavia, Shopping on Ottobre 10, 2009 at 2:32 pm

Puntuale come ogni anno l’appuntamento con il vintage al Castello di Belgioioso in provincia di Pavia.
Più di cinquanta espositori più o meno noti agli affezionati del genere propongono abiti da sera, cappottini, borse, foulards, occhiali, pizzi, bottoni e tanto altro ancora. Prezzi e pezzi buoni se si ha pazienza e occhio.
Quattro giorni per frugare nelle stanze del Castello e uscire con nuova (ma vecchia) linfa per il guardaroba dell’inverno.
Valgono i consigli dell’anno scorso: meglio il primo e l’ultimo giorno; evitare, se possibile, il sabato e la domenica. Alcuni espositori fanno sconti sulla merce rimasta il lunedì.

Taccuino:
Next Vintage Moda e Accessori d’Epoca
Castello di Belgioioso
Belgioioso, Pavia
Dal 16 al 19 ottobre: orario continuato dalle ore 10,00 alle ore 20,00
Biglietto d’ingresso: intero 9,00 € – ridotto 6,00 €
Segreteria Organizzativa:
Tel. 0382/970525 – 969250 fax 0382/970139
www.belgioioso.it
b&b in Liguria, Dormire in Liguria
In B&B, Imperia, Liguria on Ottobre 3, 2009 at 9:08 am

Fine settimana di sole settembrino. Voglia di spiaggia, ma anche voglia di scoprire posti nuovi, magari in collina. Deciso: si va in Liguria. Ma dove? Ponente? Levante? entroterra? o paese di mare?
Complice un bell’articolo trovato su una vecchia rivista e la curiosità di visitare una zona che non conoscevamo, partiamo alla volta della zona di Imperia. E subito ci sembra una buona scelta.
Ci sorprende subito Imperia, che è Porto San Maurizio e Oneglia unite da un regio decreto del 1923. Oneglia con i suoi portici piemontesi, Porto San Maurizio con i suoi carugi, arrotolata intorno al promontorio del Parasio.
Noi troviamo una stanza in un b&b di Porto Maurizio. Una bella casa sul lungomare che si raggiunge con una scala ripida e con “qualche” gradino. Niente che richieda allenamento, per intenderci.
In cima alla scala ad attenderci c’è Emanuelito, simpatico e disponibile. Siamo gli unici ospiti e ci scegliamo la stanza. Le stanze sono semplici, il bagno in comune. Noi prendiamo la camera con due finestre che incorniciano il blu proprio di fronte ai due letti, che sono due tatami appoggiati sul pavimento. E anche se tra la casa e il blu c’è di mezzo la strada con i suoi rumori, a noi pare bellissimo il giorno dopo aprire gli occhi davanti allo spettacolo del mare.
La sera Emanuelito si siede con noi in terrazzo e ci racconta dei dintorni. Il terrazzo ha qualche amaca che invita alla contemplazione del Mediterraneo, tavolini dove sedersi a chiacchierare bevendo un bicchiere. Al mattino lo stesso Manuelito ci prepara la colazione. Caffè equo e solidale, focaccia come nella migliore tradizione ligure.
Da lui impariamo quale è il migliore posto per la sardenaira, un bar che si chiama Madama Dorè e che si trova in mezzo alle bancarelle del mercato a Oneglia. Prima di andare a tuffarci per l’ultimo bagno della stagione, andiamo a fare rifornimento, giusto in tempo per vedere una teglia appena sfornata di golosa sardenaira arrivare sul bancone. Il pranzo è assicurato. Il tuffo lo sarà di lì a poco.
Pizze e focacce appena sfornate da Madama Dorè a Oneglia
Nel tardo pomeriggio una passeggiata a Borgo Foce, il suggestivo porticciolo di Porto Maurizio con le sue barchette da pesca e le case colorate. Mentre la luce comincia a scomparire, e noi siamo seduti di fronte al mare, pensiamo già ai posti da vedere la sera e l’indomani, quando ci avventureremo a scoprire l’entroterra.
Qualche informazione in più
Il b&b
La scala che porta il b&b sconsiglia il bagaglio pesante e ingombrante.
Le quattro camere dividono due bagni. La stanza 1 e la stanza 2 (vedi sito del b&b) sono le più raccolte e a noi sono parse le più carine.
Sul terrazzo è stata ricavata una piccola stanza tutta vetri (e tende), davvero molto particolare. Vantaggi: vista meravigliosa. Stanza romantica. Svantaggi: non essendoci aria condizionata la stanza d’estate rischia di surriscaldarsi ed è sconsigliata per chi non ama farsi un piano di scale per andare in bagno. Se vi propongono quella, sapete gli svantaggi. E i vantaggi.
Il mare
A Imperia c’è qualche spiaggia attrezzata di sabbia a Borgo Marina e un piccolo stabilimento di spiaggia di sassi a Borgo Foce, con ingresso dalla passeggiata riva mare.
Dalla parte di Oneglia ci sono una serie di spiagge di ciottoli (non attrezzate), la più famosa delle quali, la Galeazza, prende il nome di un grosso scoglio triangolare che ricorda la vela di una galea.
Taccuino
Arcadia Marina b&b
Via Fiume 1, Imperia (Porto Maurizio)
Tel. 347 6999900
info@arcadiamarina.it
www.arcadiamarina.it
Penisola di Snæfellsnes, Viaggio in Islanda
In Islanda on Settembre 4, 2009 at 9:32 am

L’amica islandese guida e intanto chiacchiera. In sottofondo un cd con la voce di Emiliana Torrini, che di italiano ha il nome e il papà, ma è nata qui e canta in inglese.
Lasciamo Reckyavik in direzione ovest, verso la penisola di Snæfellsnes, a due ore di strada dalla capitale. Passiamo un tunnel, un fiordo. La strada è vuota davanti a noi, un lungo nastro nero a delimitare il panorama. L’amica islandese mi indica campi di lava ricoperti di muschio, campi di lava non ricoperti di muschio, montagne, cavalli, torrenti da salmoni. Racconta storie e aneddoti. Mi dice che i vulcani qui hanno nomi di donna, perché sono caldi e imprevedibili. Come Hekla, per esempio, che diventa subito il mio nome di vulcano preferito. La Hekla.
Ci dirigiamo verso Budir, verso la chiesetta nera da cartolina che tutti vanno a vedere da queste parti. E quando ci arriviamo capisco il perché. Il paesaggio intorno è splendido, solitario e ventoso. Lunghi fili d’erba, lava nera, sabbia, oceano. Romantico vero.
Per pranzo ci fermiamo di fianco alla chiesa, al ristorante dell’hotel Budir, l’unica altra costruzione di questo posto. L’hotel è incantevole, d’altronde come tutto il resto qui. Gli interni sono accoglienti e caldi, la vista dalle vetrate meravigliosa. Ti immagini seduto su una delle loro poltrone di pelle a rimirare la baia, dopo aver passeggiato lì intorno a lungo. L’hotel però è anche molto noto e non a buon prezzo. Chiediamo per curiosità e alla reception ci dicono che hanno una sola stanza disponibile per la notte e che costa 200 euro. Salutiamo e proseguiamo.

Prossima tappa: Hellnar, minuscolo villaggio sul mare. Stesso paesaggio incantato, stessi campi di lava. Poche case sparse, un baia, tanto vento, un molo. L’area qui intorno è una riserva naturale nella quale sono segnati numerosi percorsi. D’estate vengono organizzate escursioni guidate, anche in inglese. Noi passeggiamo pigri sulle scogliere lì intorno, scattiamo foto. Quando il vento ci ha surgelato per bene, troviamo rifugio in un caffè-ristorante minuscolo e affollato, con pochi tavolini all’interno e un terrazza di legno all’esterno. Piccole sedie rosso fuoco, finestre dipinte di bianco e blu, tovaglie ricamate. L’amica islandese, quando si trova da queste parti, viene qui spesso, a mangiare una zuppa di pesce o a fare merenda. Dice che si mangia bene, a prezzi onesti. Vero. Prendiamo caffè e waffels, serviti con un panna buonissima, che infatti finisce subito. Anche questo caffè mi piace. Mi piace l’atmosfera semplice. Mi piacciono le sedie rosse. Mi piace la panna.

Dopo la pausa ristoratrice, di nuovo sulla strada. C’è molto altro da vedere qui sulla penisola di Snæfellsnes. Ci sono il ghiacciaio e altre spiagge ventose. Ci sono passeggiate a cavallo sulla spiaggia da fare. Uccelli marini da avvistare. Ma soprattutto c’è il vulcano Snaeffelsjokull e la magia del viaggio al centro della terra, che qui Giulio Verne fa iniziare. Così: « Scendi nel cratere dello Snaeffelsjokull, che l’ombra dello Scartaris viene a toccare alle calende di luglio, audace viaggiatore, e arriverai al centro della terra. Il che ho fatto. » (Jules Verne, Viaggio al centro della Terra)
Taccuino:
Hotel Budir
Snaefellsnes
Tel. +354 435 6700
Fax. +354 435 6701
budir@budir.is
www.budir.is
Fjoruhusid caffè-ristorante
Hellnar
Tel. + 354 435 6844
Islanda, Mangiare a Reykjavik
In Islanda, Reykjavik on Agosto 29, 2009 at 4:54 pm

Una volta si chiamava Snæland, cioè Terra della neve, poi venne chiamata terra del ghiaccio e il nome le rimase.
Delle tante cose che ho imparato sull’Islanda, questa storia della terra della neve diventata poi terra del ghiaccio l’ho letta nell’introduzione della Lonely Planet, mentre a Malpensa sfogliavo svogliatamente la famosa guida attendendo il volo. Il resto l’ho imparato in nove giorni, viaggiando a fianco di un’amica di Reykjavik, islandese al 100%, e dimenticandomi la Lonely Planet sul sedile posteriore della macchina.
Al ritorno due sono le domande che tutti mi hanno fatto:
1. è vero che l’Islanda è cara?
2. che temperatura c’era?
Risposte:
1. L’Islanda è cara, ma anche no. Per esempio, la Lonely Planet consiglia di portare con sé il sacco a pelo per risparmiare. Fatelo. Negli ostelli e nelle cabine di legno nei parchi le lenzuola si pagano extra.
2. Temperature sperimentate a inizio agosto: da 8 a 20 gradi. Condizioni metereologiche incontrate: sole, vento, pioggia. E poi ancora da capo, in quest’ordine, ma non necessariamente. Il tutto, a volte, nel giro di pochi chilometri e di pochi minuti. Cosa vi diceva vostra mamma a proposito del vestirsi per andare in montagna? La mia diceva: “Vestiti a cipolla!”. Ecco, anche se qui non si tratta di andare in montagna, date retta alle vostre mamme, per una volta.
Liquidate le FAQ io qui vorrei parlarvi anche d’altro. Per esempio di hot dog presidenziali. Il resto alla prossima puntata.
Uno snack da presidente? Sì, ma con cipolla

Se non amate gli hot dog e mangiare in piedi non è esattamente la vostra aspirazione, poco importa. Un hot dog da Bæjarins beztu pylsur (traduzione: il miglior hot dog in città) è da provare. Qualsiasi islandese, accompagnandovi in un tour di Reykjavik, vi porterà orgoglioso in questo piccolo chiosco vicino al porto ad assaggiare una delle specialità culinarie nazionali. Dopo aver fatto la coda, ordinate l’hot dog completo e vi verrà servito un gustoso panino full optional, accessoriato di senape, ketchup, remoulade, cipolle crude e croccanti cipolle fritte.
La storia vuole che nell’agosto 2004 Bill Clinton, a Reykjavik per un summit sull’ambiente, mentre passeggiava per le vie della capitale volle provare il famoso hot dog. Arrivato al chiosco ordinò un hot dog accompagnato di sola senape. Da allora, se chiedete un “Clinton”, vi verrà servito un hot dog liscio con sola senape.
L’ex presidente però si è perso il tocco speciale della cipolla fritta. Così buona che al momento di lasciare il paese la mia amica islandese mi ha regalato una confezione di Cronions, cipolle croccanti in scatola da usare per farcire i panini. Chissà se a casa l’hot dog avrà lo stesso gusto…
Curiosità: The Guardian un paio d’anni fa ha eletto il Bæjarins beztu pylsu uno dei cinque migliori chioschi d’Europa.
Taccuino:
Bæjarins beztu pylsu
Posthusstraeti101
Reykjavik
Isole Greche, Mangiare a Mykonos, Spiagge tranquille a Mykonos
In Grecia, Isole Cicladi, Mare, Mykonos, Spiagge on Agosto 11, 2009 at 6:15 pm

Ci è piaciuto
La spiaggia di Agios Sostis
Dopo aver lasciato Panormos (vedi post precedente) si prosegue per un chilometro e mezzo per trovare la piccola e tranquilla spiaggia di Agios Sostis. Niente ombrelloni qui, niente musica. Una chiesetta bianca dal tetto rosso domina la caletta e le dà il nome.
Ad Agios Sostis si viene per un bagno rilassato ma anche per un pranzo da Kiki, la taverna segreta meno segreta di Mykonos. Da Kiki, che è il prototipo della taverna sul mare che tutti abbiamo in mente, non c’è telefono, né insegna; il menù annovera pochi piatti serviti solo per il pranzo. All’una esatte apre il cancello di legno della veranda. Mettete in conto di arrivare per tempo se volete godervi la vista, il cibo, l’ombra degli alberi. Il vostro pezzo di Grecia da cartolina.

Il faro
Forse non tutti sanno che a Mykonos c’è un faro. Solitario e altezzoso, su una punta a strapiombo sul mare, così come ogni faro che si rispetti. La gita al faro al calar del giorno regala un paesaggio brullo da Mediterraneo arso e un panorama mozzafiato. Noi ci siamo portati vino e bicchieri di cristallo e, nel totale silenzio rotto solo dal rumore del vento, abbiamo brindato davanti al mare cercando di indovinare il nome delle isole che da lì si vedono emergere come profili bruni nell’orizzonte vicino e lontano. Poi a un certo punto, per rompere il silenzio, io devo aver detto che lì sembrava di essere in Bretagna, affermazione che faccio sempre in presenza di un faro. Dopodichè siamo scesi verso la cena.
Ano Mera
Ano Mera è una specie di anti-Chora. Un paese piccolo di poche case bianche con una piazza piena di taverne e un monastero. Lì andavamo in scooter al mattino prima della spiaggia per acquistare biscotti e sfoglie salate nel forno-panettiere, uno di quelli dove ti viene il sospetto che spruzzino il profumo di dolci con un enorme spray per farti cadere in tentazione. E noi in tentazione siamo caduti quasi ogni giorno…
La sera poi siamo tornati ad Ano Mera a gustare il maialino al forno, specialità della taverna all’entrata del paese che ha un nome curioso: Whatever is left. Piatto buono, anzi buonissimo, accompagnato dalle patate al forno e preceduto da una serie di meze che il proprietario del ristorante ti fa scegliere appena ti siedi. E se poi vi capitasse di essere coinvolti in un giro di sirtaki improvvisato davanti alla taverna, non tiratevi indietro. Noi siamo stati timidi e abbiamo preferito essere semplici spettatori. Me ne dispiace ancora.
[ATTENZIONE! Tutte le informazioni e le impressioni contenute in questo post, così come in quello precedente, si riferiscono alla prima settimana di Luglio. Cosa succede più tardi a Luglio o nel mese di Agosto non so]

Isole Greche, Mangiare sulla spiaggia a Mykonos, Spiagge tranquille a Mykonos
In Grecia, Isole Cicladi, Mykonos, Spiagge on Agosto 11, 2009 at 8:05 am

La spiaggia di Ftelia vista dalla terrazza del ristorante omonimo
Inizierò questo post con la madre di tutte le banalità: a Mykonos bisognerebbe andare fuori stagione. Sempre che non siate amanti della vita notturna e del caos, e che non vi piacciano le spiagge dove si balla con molti decibel al tramonto. Detto questo, la buona notizia è che noi siamo stati a inizio luglio e siamo sopravvissuti. Felicemente, molto felicemente. Quasi solitari, mai in coda, con pochi decibel e in assenza di mondanità. Senza aver mai messo piede in una spiaggia che contenga nel nome la parola Paradise. Godendoci l’isola in tranquillità. Un’altra Mykonos. Che esiste, o almeno esiste ancora la prima settimana di luglio. Più tardi, non saprei.
Ci è piaciuto
La spiaggia di Ftelia
La spiaggia di Ftelia (foto sopra) si trova a nord dell’isola. A circa cinque chilometri dalla Chora, Ftelia si raggiunge facilmente in motorino o in auto percorrendo un breve tratto di strada sterrata.
Esposta ai (mal)umori del Meltemi, è anche conosciuta come la spiaggia dei surfisti. Se la cercate su internet, leggerete che Ftelia è così ventosa da non essere indicata per nuotare o prendere il sole. Sarà anche vero, ma io ci ho passato più di una giornata di abbronzature e bagni.
Ftelia non è attrezzata con ombrelloni e sdraio e forse anche per questo rimane una spiaggia tranquilla. Qualche coppia, qualche famiglia. A inizio luglio era ancora poco affollata.
Priva di alberi dall’ombra ristoratrice, ma provvista di rifugio per una pausa dal sole. C’è infatti un ristorante, in posizione sopraelevata rispetto alla spiaggia, che regala una bella vista e due terrazze ombreggiate, di cui una con enormi e comodi cuscini. Si respira un’aria rilassata, anche se non si tratta certo di una taverna semplice; il posto è anzi molto curato negli arredi. Musica di sottofondo, non invadente anche all’ora del tramonto. Cucina italiano-greca. Il cuoco, italiano di Firenze, ci ha raccontato che prepara le pizze più buone dell’isola, almeno a detta di alcuni giornalisti greci che hanno fatto un servizio sul ristorante. Non saprei dirvi. Noi abbiamo provato insalate fresche e abbondanti per pranzo e ouzo a fine giornata come aperitivo.
I prezzi non sono proprio popolari, ma neppure folli come sanno/possono essere altrove sull’isola. Le foto qui sotto vi danno un’idea di cosa si vede seduti su uno dei cuscini sotto il pergolato.



La spiaggia di Panormos
A nord-ovest dell’isola, Panormos è una lunga striscia di sabbia raggiungibile facilmente in motorino e in auto.
All’ingresso di Panormos si incontra subito un ristorante-lounge bar. Bianco, chic, con la musica. Ombrelloni, sdraio e cuscinoni colorati sulla sabbia. Oltrepassata questa parte più mondano-comodo-caotica, la spiaggia si fa tranquilla. Basta allontanarsi un centinaio di metri dal bar per trovare angoli tutti per sé.
Con cinque euro noleggiamo un piccolo ombrello da sole che ci viene portato dove vogliamo noi. E noi scegliamo un angolo di spiaggia dove il primo vicino di salvietta è abbastanza lontano da non sentire cosa diciamo. Poi ordiniamo un Nescafè Frappè alla ragazza del bar che percorre la spiaggia a intervalli regolari e che ci viene portato “a domicilio”. Volendo dal proprio ombrellone si può anche ordinare il pranzo.
Riassumendo: ombra, caffè freddo, mare trasparente, musica in lontananza. Panormos a inizio luglio? Tutto considerato, promossa.
(CONTINUA)
Aperitivo sul lago, Svizzera lowcost
In Svizzera, Zurigo on Agosto 5, 2009 at 1:47 pm
City Beach sulle sponde del lago a Zurigo
Non solo emmental e niente affatto cara e noiosa. La Svizzera come non ti immagini. Metropolitana, divertente, low cost. Sì, lo so, sulle prime non ci credevo neanche io. I miei ricordi della Svizzera risalivano a vacanze alpine di tanti anni fa. Vacanze belle, bellissime, fatte di montagne, prati, baite e marmotte. Le Alpi nella loro forma più compiuta. Ma cosa succedere quando Heidi lascia il nonno e le amate capre e scende in città? Quando decide di trascinare con sé Peter per una botta di vita e ha pochi spiccioli in tasca? Più o meno questo devono essersi domandati i 4 blogger milanesi in viaggio alla volta di Zurigo con una missione: divertirsi e godersi la città per due giorni con un budget minimo. Il tutto su invito di Zurigo Turismo.

A leggere il resoconto dei quattro blog-turisti capeggiati da un quinto capo-blogger, nonchè vecchio amico della sottoscritta, sembrerebbe che la cosa sia possibile, possibilissima. I nostri eroi, infatti, con la bellezza di 150 € a testa hanno trascorso due giorni a godersi tutto quello che la città svizzera sa offrire d’estate e, nel sacro spirito di condivisione 2.0, hanno tenuto un dettagliato diario online della loro gita. A disposizione di chi volesse bissare la loro impresa o trarre ispirazione dalle loro gesta.
Qui un pezzo dello Zuri-Diario con alcuni consigli pratici e qualche indirizzo utile e dilettevole:
Appena arrivati abbiamo lasciato il bagaglio in stazione centrale. Comodi box automatici, inserisci la monetina e ti porti via la chiave bello sereno. Quelli più grandi costano 6 € e noi siamo riusciti a metterci i bagagli di tre persone!
Deposito bagagli automatico 6 €.
Per girare ovunque gratis su tutti i mezzi, per entrare in molti musei e molto altro ancora, indispensabile la Zurich Card. Si acquista direttamente in Stazione, ufficio turistico.
La nostra Zurich Card, quella per 24 h, costa solo 10 €.
Pranzo a Les Halles a Zurich West: è un ex officina della Peugeot, arredata in modo strambo e creativo. Un piatto unico (es. tartare con patate) e una birra ti costano attorno a 15 €. E se c’è il sole stai all’aperto.
Cena sul lago, al Citybeach. Qui sui divanetti del privè (ma per averli… basta prenotare), quelli proprio accanto alla banchina, in mezzo a un sacco di zurighesi – ed era solo un martedì sera (chissà che vita nel week-end) – ci siamo goduti uno zuri-tramonto di quelli notevoli. Qui vista la bellezza del posto – guardatevi le foto sul sito – ed essendo la nostra zuri-cena, ci siamo persino un po’ viziati: piatto unico più birra attorno ai 22 €.
Dopo cena ci facciamo un drink? Ovvio. E ce ne andiamo al Rimini bar, che di giorno è uno stabilimento balneare sul fiume, riservato ai soli uomini. Alla sera attorno alla sua piscina, a bere qualcosa tra divani e cuscini, siamo davvero in tanti, ma il posto resta molto accogliente e vivibile.
Qui i cocktail (bicchiere picoclo) costano 7-8 €. Zuri-brindisi
Per dormire abbiamo scelto l’easyhotel, a due passi dalla stazione. Spartano quanto un volo no frills ma pulito, comodo e funzionale. Noi abbiamo speso, in camera doppia, circa 35 € a notte.
Io fossi in Heidi un pensierino ce lo farei. Voi no?
Taccuino:
Why not Zurich? Alla scoperta della Zurigo lowcost
è il diario online con tutte le dritte dei 4 blogger
Les Halles
Ristorante, bar, tapas
Pfingstweidstrasse 6
www.les-halles.ch
City Beach
Piscina, drink e sabbia sulla sponda del lago
Bellerivestrasse 170
Orari d’apertura:
Dal Lunedì al Venerdì 17:00 – 24:00
Sabato e Domenica 15:00-24:00
Per prenotare: reservation@city-beach.ch
www.city-beach.ch
Rimini bar
Stabilimento balneare, piscina, cocktail bar
Am Schanzengraben
www.rimini.ch
Mercati a Beirut, Slow Food Beirut
In Beirut, Libano, Mercati, Ristoranti on Luglio 26, 2009 at 7:22 pm

Lo Slow Food a Beirut abita in un piccolo ristorante dall’insegna rossa situato in una piccola via laterale della trafficata Rue Hamra, nel quartiere di Hamra, appunto. Hamra un tempo era IL quartiere di Beirut, quello più vivo e cosmopolita. Oggi ci sono altri posti, altri quartieri che sono alla moda. Ma Hamra è ancora uno dei posti preferiti dagli stranieri che vivono a Beirut. A quanto pare è anche il “quartiere dei veri Beirutesi”. o almeno così lo definisce Ziad, il mio “autista” libanese, mentre soddisfatto accompagna me e le mie valigie ad Hamra a prendere possesso di un appartamento ammobiliato all’ottavo piano di un palazzo dal nome curioso: Residence Santona.
Dopo quella prima orgogliosa presentazione del posto dovrei avrei passato i successivi due mesi, lascio Ziad alle sue teorie sull’impossibile conciliazione del Libano e ai suoi lamentii sulla maleducazione delle nuove generazioni e parto da sola alla scoperta delle possibilità che offre la mia nuova temporanea residenza. Dove andrò a mangiare la sera? dove farò colazione? cosa c’è di bello da vedere qui? Subito mi è chiaro che tra le via di Hamra, come d’altro canto ovunque a Beirut, è possibile mangiare a ogni angolo di strada, a ogni ora del giorno e gustando quasi ogni possibile menù, con una prevalenza (che ve lo dico a fare?) di meze varie e di shawarma. Giro, annuso e intanto impreco contro il traffico e i clacson che tutti suonano per le ragioni più svariate: per chiamarti dai taxi, per incitare ad avanzare più spedita la macchina davanti, per protestare contro chi si ferma a parcheggiare, scaricare, chiacchierare. Una cacofonia costante dalla quale trovo rifugio di fronte all’insegna rossa del Bread Republic, il ristorante-panetteria, nonché casa di Slow Food Beirut, dove ho appuntamento per cena con un amico che a Beirut vive da tempo. L’amico mi spiega, mentre ci accomodiamo a uno dei piccoli tavolini fuori dal minuscolo ristorante, che lui al Bread Repubblic viene a comprare i muffins per colazione e a farci il brunch della domenica. Mi dice anche che il patron del Bread Republic è un tal Walid Ataya, presidente di Slow Food Beirut e che nel 2008 quando si sparavano per le strade, il Bread rimaneva aperto in mezzo al caos.
Mentre ascolto storie di antichi e nuovi rancori, vecchie e nuove guerre, Hezbollah, sunniti e cristiani, esploro il menù scritto con il gesso bianco sulla porta del ristorante e intercetto una cameriera gentilissima che in perfetto inglese mi propone una bruschetta con un formaggio fresco di cui non ricordo il nome e un bicchiere di vino bianco libanese. Mi alzerò di lì soddisfatta dopo una serie di bicchieri accompagnati da una serie di racconti. Bella serata.


Dopo quella prima volta al Bread Republic sono tornata spesso, vuoi a comprare i giganteschi e buonissimi muffins, vuoi a fare scorta di pane profumato, vuoi a bermi un bicchiere di vino dopo il lavoro. La clientela del Bread è linguisticamente eterogenea, ma tutta ugualmente rilassata. Molti all’ora dell’aperitivo o a colazione hanno il portatile acceso, chattano , lavoricchiano, rispondono alle mail. Altri hanno un libro sul tavolino o appunti da leggere. Si sta un po’ come in un salotto, senza le poltrone, insomma. Si gusta una cucina mediterranea con parecchi influssi italiani e ingredienti libanesi. Una buona cucina, anche se non sempre all’altezza. Ma tant’è… Sei a due passi dal caos e dai clacson, in un posto carino senza essere fighetto (ce ne sono di posti fighetti a Beirut, ce ne sono assai), con una bella atmosfera, bei sorrisi gentili e tanto buon pane.
Al martedì mattina, poi, i tavolini del Bread si compattano e nella via si svolge un mercatino del biologico targato Slow Food: frutta, verdura, miele, spezie, torte dolci e salate. I banchetti non sono molti, una decina in tutto, ma la scelta delle cose da provare non manca. E provandole, se ne resta immediatamente conquistati.
Taccuino
Bread Republic
Hamra Street (via laterale)
Beirut



Dormire a Barcellona, Mangiare a Barcellona, Tapas
In Barcellona, Hotel, Ristoranti on Luglio 16, 2009 at 12:18 pm

Il sottotitolo di questo post potrebbe suonare così: “Miniguida per una cena e una notte a Barcellona”. Siete nel quartiere di El Born, nel cuore di una Barcellona di vecchi vicoli e nuovi locali e qui passerete la notte in un hotel di design dopo aver mangiato da un allievo di Ferran Adrià. Nel giro di un quartiere, un paio di strade. Nesuna fatica. Il tutto senza spendere una cifra astronomica. Impossibile, direte voi. Possibilissimo, dico io, se l’hotel dove prenoterete la vostra notte è il Chic & Basic Born e il ristorante dove cercherete di avere un tavolo è il Santa Maria. Provate e credete.
Hotel Chic & Basic Born

Il Chic & Basic è un albergo molto bianco, in una posizione eccezionale. È un misto di vecchio (il palazzo è del 1888) e nuovissimo (l’arredo). Le camere vanno a taglie, come i vestiti: M, L e XL. Da prenotare se piacciono gli hotel design, dal look un po’ da astronave.
Taccuino:
Hotel Chic & Basic Born
Carrer de la Princesa. 50
Barcellona
Tel. 0034 93 295 4652
born@chicndbasic.com
www.chicandbasic.com
Santa Maria

Il Santa Maria è un ristorante di tapas ma di tapas che si fanno ricordare. Lo chef qui ha “studiato” da Ferran Adrià e offre esperimenti gustosi in porzioni small. Buono e divertente. Dopo aver sperimentato piatti dagli abbinamenti insoliti, ho finito la mia cena con una mousse alla coca cola e lampone, che frizza in bocca come le cicche di un tempo con dentro la polvere frizzina. Ricordo di infanzia che mi ha fatto sorridere.
Taccuino:
Santa Maria
Carrer del Comerç, 17
Barcellona
Tel. 0034 (0)93 315 1227
Dormire alle Cicladi, Dormire isole greche
In Affittacamere, Grecia, Isole Cicladi, Paros on Luglio 7, 2009 at 3:41 pm

Penso al mare e penso a un’isola greca. Penso al bianco della case, dadi di calce abbaglianti di candore nel blu accecante del cielo e del mare. Penso alle porte colorate e alle sedie di paglia nelle piazzette. Adagiati sulle sedie gatti magri che dormono di pigrizia. Mi immagino una vacanza al mare e vedo le Cicladi. Con tutto il loro corredo visivo. Di bianchi e di blu, di immagini da cartolina e di stereotipi da tsatziki. Le tovagliette di carta delle taverne con la cartina dell’isola in mezzo. L’ouzo che diventa di perla a contatto con l’acqua e col ghiaccio. Ogni volta che mi viene voglia di andare al mare subito vedo le Cicladi. Ed è per questo che ogni tanto ci torno, ogni paio d’anni, giusto per non perdere l’abitudine e non ingiallire i ricordi nella mente. Torno in Grecia a vedere com’è il mare quando mi immagino il mare. Torno ogni volta contenta di scoprire un’isola nuova, un nuovo profumo, nuove facce.

Come la faccia di Emanuela, accento di Genova che non si toglie e una storia d’amore che l’ha portata a vivere a Paros. Qui Emanuela, che non si è dimenticata di essere architetto, ha arredato con gusto 3 stanze e un appartamento che affitta, insieme al marito, vicino al porto dell’isola, a Parikia. La sua storia è quella di un incontro di fronte al mare che si è trasformato in famiglia e in una guesthouse bianca e blu. Come la Grecia. Panta Rei si chiama questo piccolo affittacamere che ti accoglie nella semplicità di pochi arredi.
Al Panta Rei ho dormito nella stanza a piano terra, due piccole finestre che guardano il mare e un letto-nicchia. Una stanza da innamorati, direi. Al piano di sopra due stanze che condividono un terrazzo affacciato sul blu e sul tramonto. Due stanze da affittare in quattro, se non si vuole dividere il terrazzo con qualcuno che non si conosce.
Il Panta Rei non offre la colazione, che è bello fare nei baretti del Kastro. Offre invece la posizione e un costo delicato. 45 euro per una doppia all’inizio di Luglio, poi in alta stagione il prezzo “sale” a 60-65. In quanto alla posizione, se arrivate in traghetto, non farete la fatica di trascinarvi i bagagli a lungo. Emanuela vi aspetta a due minuti a piedi dal porto, in cima a una candida scala (su quella sì, dovrete far fatica a trascinarvi i bagagli), per darvi il benvenuto nella sua isola e buoni consigli sulle spiagge. E tutto scorrerà facile e lieve. In fondo siete al Panta Rei e qui, come dice il nome, tutto scorre.


Taccuino:
Panta Rei Rooms
Kastro, Parikia
Paros
Tel. +30 22840 23022
Cell. +30 6975811516
info@pantareirooms.com
www.pantareirooms.com
B&B in Puglia, Dormire a palazzo, Galatone
In B&B, Puglia, Salento on Giugno 23, 2009 at 8:04 am

Dormire a palazzo. In uno di quei palazzi con lo scalone di ingresso, gli affreschi sui soffitti altissimi, le stanze enormi, la carta da parati, gli arredi stile Liberty. Un palazzo vero insomma, costruito ai primi dell’800. Ci era stata un’amica e mi aveva decantato le colazioni golose a base di torte e marmellate fatte in casa servite sull’ampio terrazzo. E io stavo cercando un posto dove dormire nel cuore del Salento, un posto che mi consentisse di visitare un giorno le spiagge di sabbia e Gallipoli e il giorno dopo Lecce e il suo barocco. Ero curiosa e ho prenotato una stanza. Una volta arrivata lì, dietro il pesante portone mi ha accolto Mariateresa, padrona di casa efficiente e organizzatrice di eventi culturali, spettacoli e concerti che si tengono nel cortile del palazzo. La stanza era grandissima, anche se un po’ calda (no aria condizionata a palazzo), la colazione all’altezza delle aspettative, l’atmosfera ottocentesca, la nostra ospite ruvidamente premurosa. Nessuna concessione alla modernità, nessun mix vecchio-design negli arredi. Un palazzo a forma di palazzo, fuori e dentro. Un’esperienza un po’ insolita, certamente da ricordare.
Taccuino
Palazzo Leuzzi
B&B e Centro Culturale
Via Giacomo Leuzzi, 73
Galatone (Lecce)
Tel 0833 865137
Cell 349 5271980
www.palazzoleuzzi.it
Negozi articoli da cucina
In Bruxelles, Shopping on Giugno 18, 2009 at 7:28 pm

[Mmmmh!], quale nome più appropriato per il paradiso dei foodies? Maniaci della cucina e gourmet troveranno nei 500m2 di questo negozio a Bruxelles pane per i propri denti. E insieme al pane, ingredienti insoliti e specialità introvabili, libri di ricette raffinati, utensili da cucina tra i più curiosi anche per chi ha tutto ma proprio tutto. Da [Mmmmh!] sostengono di avere più di 2000 articoli e non è difficile da credere. Appena si mette piede in questo tempio della cucina viene voglia di infilarsi un grembiule, rimboccarsi la maniche, affilare i coltelli. Cosa che si può fare, iscrivendosi a uno dei loro corsi di cucina, da sciacquare poi via nell’angolo per le degustazioni.
Il mese di Luglio da [Mmmmh!] si parla italiano, con una serie di eventi dedicati alla nostra cucina. Ogni giorno aperitivo alla milanese e corsi per imparare a preparare la passata come a Napoli. Non di sole praline vivono i belgi!
Taccuino:
[Mmmmh!]
Chaussée de Charleroi, 92
Bruxelles
Tel : 02 534 23 40
www.mmmmmh.be
Fourni, Isole Greche
In B&B, Grecia on Maggio 17, 2009 at 9:10 am

La vista dai terrazzini dell’Hotel Archipelagos a Fourni
Edoardo Bennato a suo tempo ci aveva insegnato che non può esistere un’isola che non c’è. Ma poi aggiungeva: “se ci credi ti basta perché, poi la strada la trovi da te”. Ebbene, la strada l’hanno trovata anni fa una coppia di amici miei, ed è la strada, o meglio la rotta che porta a Fourni, l’isola greca che non c’è’. L’isola lontana, fuori dalle rotte conosciute, l’isola greca che non conoscevi.
Chiedo ai miei amici che ormai da anni trascorrono il mese d’agosto a Fourni di scrivermi qualche impressione e qualche consiglio.
Ecco cosa mi dice lei (la pratica):
” Le spiagge le raggiungi con il motorino, il mezzo più comodo, altrimenti dal porticciolo del paese ogni giorno c’è una barca che accompagna alle spiagge per pochi euri. Quella più bella? Mah, secondo me quelle di Elidaki e Petrokopio, la più comoda da raggiungere Vitsilia, arrivi praticamente in spiaggia con il mezzo, e questo è il lato debole, infatti ancora un po’ ed alcuni entrano in acqua con l’auto! E poi si deve vagare e cercare quello che più si addice alle proprie esigenze.
Per quanto riguarda il divertimento serale, ci sono due locali dove si può anche ballare, tante taverne e bar soprattutto nella zona del porto dove la sera c’è la “vasca”
La taverna più carina secondo me però si trova a Kamari, un piccolissimo centro abitato da cui, con una bella scarpinata, si arriva a una bellissima spiaggia sempre deserta. Di sicuro però non ci si deve aspettare da Fourni la classica “vita turistica”, non è Santorini nè Mikonos, è un’isola ancora molto legata alla pesca che è sempre stata la sua ricchezza, dove il vento soffia per tutta l’estate tranne rare eccezioni. Insomma un paradiso, non facile, ma pur sempre un paradiso”
E sentite cosa scrive lui (il poetico):
“Fourni… l’isola scomparsa dall’atlante turistico. E’ una terra che devi cercare aprendo i canali della tua sensibilità, e quando sentirai i profumi intensi dell’origano e della salvia, quando il vento ti porterà in alto come un aquilone, quando il silenzio, la luce e il colore dell’acqua avranno tinteggiato la tela della tua anima, allora l’avrai trovata! E poi troverai ancora le feste “rosse” con gli isolani in piedi a cantare l’Internazionale. Fourni, lì mi fermerei.”
Per sapere come si arriva a questo paradiso perduto (e ritrovato) e per ulteriori consigli e informazioni pratiche vale la pena leggersi il recente articolo pubblicato qui sul TimesOnLine. L’articolo suggerisce, tra le altre cose, il piccolo b&b Archipelagos.
Taccuino
Archipelagos Hotel
Fourni
www.archipelagoshotel.gr
Librerie, TASCHEN
In Berlino, Guide on Maggio 7, 2009 at 9:29 am

Alcuni sostengono che TASCHEN pubblichi alcuni tra i libri piu’ curati e raffinati che ci siano sul mercato. Io dal canto mio posso dirvi che le city guides di TASCHEN sono effettivamente favolose, da sfogliare e ri-sfogliare golosamente.
Berlino, Parigi, Londra, Barcellona, New York non hanno segreti per Angelika Taschen, editrice e autrice delle guide “Hotels & More”, “Shops & More”, “Restaurants & More”. Sono guide che non vi segnalano monumenti o musei (per questo dotatevi di altro), ma che invece vi fanno passeggiare per i quartieri con gia’ chiaro in mente dove volete andare a mangiare, comprare, bere un bicchiere.


Due pagine dalla guida di Barcellona e quella di Londra
E siccome oltre al contenuto alla TASCHEN curano anche il contenitore, i negozi TASCHEN sono altrettanto raffinati. A Parigi, come a New York, Los Angeles, Londra e Bruxelles i bookshop TASCHEN sono tutti progettati da Philippe Starck.
Oggi si inaugura la nuova libreria TASCHEN di Berlino. 82 metri quadri di patinata carta, gioia per gli occhi e i polpastrelli. Mentre attendo l’apertura di una libreria anche in Italia, mi consolo acquistando la nuova guida di New York, magari da Cargo, a Milano nel loro corner dedicato alle guide di viaggio.
Taccuino:
TASCHEN Store
Friedrichstr. 180-184
Berlino
La Libreria sull'Isola
In Sicilia, Stromboli on Aprile 26, 2009 at 9:09 am

Stromboli su Flickr
E’ da giorni che che mi ronza per la testa la storia di una libreria, un’isola, un sogno e un vulcano. E’ che mi è tornato in mente il bell’articolo di Concita De Gregorio pubblicato tempo fa sulla Repubblica delle Donne e che narrava di Chiara la libraia e del suo sogno fattosi realtà sotto l’ombra ingombante di Iddu, il vulcano.
Qui sotto l’articolo della De Gregorio. Ditemi voi se non è una storia bellissima.
“In fondo alla strada, ma proprio in fondo dove i turisti del trekking che vengono a passeggiare sul vulcano non arrivano mai. In fondo alla discesa che quando la vedi lasci perdere perché t’immagini il ritorno in salita sotto quel sole, meglio tagliare a destra per il mare. Ecco, laggiù in fondo c’è la libreria. È piccola piccola, poco più di trenta metri quadrati. È tutta verticale, con una scala di legno chiaro che porta al piano di sopra, lungo i gradini qualche bel libro in lingua originale, un po’ di teatro in inglese, un po’ di filosofia in tedesco, qualche romanzo in spagnolo, in francese e certo in russo. La storia della libreria di Stromboli (che si chiama “La libreria sull’isola” e bisogna andarla a cercare fuori dalle rotte delle gite di un giorno, appunto, bisogna camminare in salita e poi in discesa verso l’antico borgo di Piscità, quello dove viveva Ingrid Bergman nel film) è la storia di Chiara, la libraia, ed è una storia che va bene per tutti, anche per chi fino a quel rettangolo di gelsi e libri non arriverà mai perché parla di passione e di costanza, di illusioni che diventano realtà, parla del fatto che a volerlo ma volerlo davvero quel che di bello si riesce a immaginare alla fine si realizza. Magari tardi, magari poco, magari diverso dal previsto, ma si realizza. Chiara è una ragazza di quarant’anni con un’aria da adolescente magra, lunghi capelli, pelle scura di sole. A Prato, la sua città, era dipendente comunale. Un posto sicuro, tutto il tempo per occuparsi del resto. Quattordici anni fa è partita. “Ho sempre pensato che il mio posto fosse tra i libri. Mi è successo di conoscere una persona che mi ha portato qui. Non c’era niente, quasi niente. Ho detto: ecco, farò la mia libreria”. In questo pezzo di terra nero dove il vulcano ogni quindici minuti tuona, dove le macchine non esistono. Chiara parte ogni primavera con il suo furgoncino, va in continente, lo riempie di due o tremila libri, torna col traghetto e fino a ottobre sta in negozio. Lei da sola perché soldi per pagare dipendenti non ne ha. I titoli sono quelli che piacciono a lei. Fuori, sotto il tavolino del giardinetto d’ingresso, una gatta allatta i cuccioli. I clienti si fermano a parlare fino a tardi. Lei non lo dice, se glielo chiedi sorride e fa sì con la testa ma anche Napolitano e sua moglie Clio, quando si fermano all’isola, vanno a vedere che cosa ha portato Chiara quest’anno. Ogni sera, a luglio e agosto, nel giardino accanto ai gatti c’è il cineforum. Cinquanta sedie pieghevoli, tre o quattro sdraio da spiaggia nei laterali. Qualcuno arriva con la sedia da casa. “All’inizio mettevo i film in cassetta alla tv. Poi piano piano sono venuti lo schermo, il proiettore”. Stromboli è in cartellone tutte le settimane perché vederlo qui, sotto il profilo di “Iddu” – Lui, la sua ombra i suoi fuochi – fa un’altra impressione. Molto cinema italiano, la domenica un programma per bambini: ci vengono da soli, tornano a casa da soli. “No, con la libreria non ci guadagno. Sono tredici anni che vado avanti, però, e se dovessi lasciare credo che sarei nelle condizioni, ormai, di lasciarla nelle mani di qualcun altro. Qualcuno dell’isola, certo. Non guadagno perché la stagione è breve, però non ci rimetto. Non posso far sconti sui libri ma gli isolani lo capiscono e vengono lo stesso: è un servizio, un modo per fare due parole, un contatto che si stabilisce. È molto gratificante, davvero. Attraverso l’internet point ho stabilito relazioni, a volte mute, con persone che per mesi sono venute qui tutti i giorni: gente che arriva a studiare, a scrivere, entrano e ci diciamo buonasera, prego, certo, ecco. Quando ripartono mi sembra di conoscerli come se avessimo vissuto nella stessa casa. Questa è una terra arida, ogni cosa che fiorisce è un miracolo e non sai mai quanto possa durare. C’è il vulcano a ricordarti che tutto è effimero, tutto può sparire in un minuto. Ma d’altra parte è così per tutti, nella vita. Anche senza isole né vulcani, perciò vede, non è niente di eccezionale: è solo che qui si capisce meglio”.
La Libreria sull’Isola ha molti titoli sulle isole, un cinema all’aperto e un internet point. Chiara aveva un sogno che adesso è realtà. Io ho voglia di andarla a trovare sull’isola.
Taccuino
La Libreria sull’Isola
Via Vittorio Emanuele III (lungo la strada «alta» che unisce le due chiese di San Vincenzo e San Bartolo)
Stromboli
Tel. 090.98.65.755
Do it in Paris!, Guida Parigi, Guide online, Saint-Germain-des-Prés
In Guide, Parigi on Aprile 9, 2009 at 2:53 pm

Ultima nata tra le guide delle capitali europee online, Do It in Paris offre tanto, anzi tantissimo. Innanzitutto informazioni utili e sfiziose su Parigi. Poi una grafica divertente che si accompagna a un’organizzazione del sito ben pensata e che rende facile trovare e archiviare indirizzi e dritte.
Più in dettaglio Do It in Paris, sottotitolo Le Paris de la Parisienne online, presenta una serie di sezioni diverse che vanno dal blog, alla pagina dedicata alla ricetta della settimana, alla pagina della moda che svela dove acquistare a Parigi il look proposto dall’illustratrice. C’è un’utile guida pratica che fornisce informazioni dettagliate su come muoversi verso (Arriver à Paris) e dentro (Circuler à Paris) la capitale francese e anche i numeri utili per le urgenze, gli orari dei mercati, gli indirizzi delle farmacie aperte 24h, i ristoranti dove mangiare un boccone a notte fonda… C’è un ricco carnet d’adresses organizzato per categorie (bellezza, negozi, musei, ristoranti) e per quartieri e grazie al quale, facendo una ricerca incrociata, Parigi finisce per non avere (quasi) più segreti.
La mia sezione preferita è quella che si chiama “Un quartier, un shopping” e che propone un itinerario che si snoda da mattino a sera all’interno di un quartiere parigino. Il primo percorso ci porta a spasso a Saint-Germain-des-Prés, per un itinerario che non lascia fuori nulla, dalla colazione al bicchiere della staffa.

Taccuino
Do It in Paris
(sito in francese e inglese)
www.doitinparis.fr
Dormire a Ortigia
In B&B, Sicilia, Siracusa on Aprile 7, 2009 at 7:58 am

Un’altra stanza davanti al mare sulla quasi isola di Ortigia. È la stanza di Circo Fortuna e si trova in una casetta colorata, così come lo sono le ceramiche della sua bottega. Il prezzo è interessante (60 euro per due, colazione inclusa), la stanza ampia e inondata di luce, i proprietari poliglotti e disponibili.
Suggerimento: Circo Fortuna offre una stanza sola, se la trovate prenotata non disperate, vi resta l’Hotel Gutkowski
Taccuino:
Circo Fortuna B&B
Via Vittorio Veneto n.54
Siracusa
Tel. +39 0931.1850286
Cell. +39 347.2163374
circo.fortuna@yahoo.it
www.circofortuna.it
Boudoir 36, Profumi, Via Santa Filomena a Catania
In Catania, Shopping, Sicilia on Aprile 5, 2009 at 10:31 am

Se il profumo avesse un indirizzo, una via e un numero civico, allora questi ci porterebbero a Catania, in un negozio minuscolo in via Santa Filomena al numero 36. Al numero 36 appena entri ti assale un leggero stordimento. Un’onda olfattiva ti lascia per un attimo confuso, mentre ti guardi intorno in un bazar affollato di boccette di vetro di mille fogge e candele meravigliosamente barocche. Mentre curioso tra etichette di maison a me note – Diptyque, L’Artisan Parfumeur – e altre che non avevo mai sentito prima – L’Etat Libre d’Orange, Cire Trudon – ascolto quello che poi scoprirò essere il patron della piccola bottega odorosa descrivere i contenuti dei flaconi a tre ragazze entrate per acquistare un profumo per un’amica. Mi ambiento lentamente nella selva degli odori, adatto la vista alle luci soffuse e origlio di soppiato un abile affabulatore narrare dell’aroma dell’incenso bruciato sul Monte Athos o della suggestione del gelsomino che si mischia alle volute del fumo di sigaretta di Greta Garbo e Marlène Dietrich. Le ragazze sono estasiate e non capisco se sono veramente entrate per acquistare un profumo o solamente per ascoltare questo cicerone dell’esperienza olfattiva. Tant’ è che se ne escono confuse e contente, ubriache di assaggi e di parole. A mani vuote.
È il mio turno. Chiacchiero, chiedo, ascolto e annuso. Antonio Alessandria, il proprietario-narratore, mi spiega la sua doppia vita da ingegnere di giorno e profumiere di sera. Mi dice che il negozio, che sta in una via affollata di botteghe e locali nel centro di Catania, apre solo la sera e che l’idea di questo piccolo boudoir della profumeria artigianale nasce da una passione a lungo accarezzata e poi coltivata con determinazione. Mi parla del suo incontro con il profumo a Roma al Bar à Parfumes di via di Ripetta, dei corsi seguiti a Milano e Parigi, dell’inaugurazione sontuosa della sua bottega degli odori. Poi mi accompagna in un tour guidato a spasso tra le fragranze e anche io, come le ragazze di prima, mi confondo e mi stupisco. Ma alla fine del mio percorso di esplorazione olfattiva esco con un profumo che più di altri mi conquista. Si chiama Putain des Palaces (eh sì) e mi accompagnerà sulla pelle fino al giorno seguente.
PS Il titolo di questo post è tratto da Il Profumo di Patrick Suskind. Quale testo migliore per parlare di profumi?
Taccuino:
Boudoir 36
Via Santa Filomena, 36
Catania
Tel. 095 7152358
Il blog del negozio
Arabeschi di Latte, Mia Market, Rione Monti
In Roma on Marzo 29, 2009 at 3:46 pm
È aperto da pochissimo questo posto curioso in via Parnisperna (siamo a Rione Monti a Roma) e la gentile signora che ci accoglie ci dice che il Mia Market è un fruttivendolo in salotto. Sulle prime ci sembra una buona spiegazione: del fruttivendolo ci sono le cassette di frutta e verdura esposte e del salotto ci sono luci calde e angoli con tavolini. “Ma le due cose come si tengono insieme?”, chiediamo. La signora ci spiega paziente (deve averlo fatto molte altre volte) che al Mia Market ti scegli per esempio i pomodori, del pane, della ricotta fresca e poi ti accomodi ai tavolini e ti prepari la tua insalata. Ti apparecchi un tavolo, lavi la verdura, tagli il pane, ti versi un bicchiere di vino e pranzi in un angolo del negozio. Un cartello appeso al muro ci riassume le varie fasi di questo divertente processo: 1. Scegli 2. Pesi 3. Paghi 4. Mangi. Qui o a casa.
Al Mia Market c’è un’atmosfera easy, da casa appunto. Tutto è terribilmente conviviale e assolutamente self service. Vi si tengono laboratori culinari dove si possono mettere letteralmente le mani in pasta. In più il cibo è dichiaratamente di stagione e biologico.
L’idea di questo curioso negozio nasce da un progetto di Arabeschi di Latte, un gruppo tutto al femminile che si occupa di food design e di organizzazione di eventi e performance legati al cibo e alla convivialità. L’anno scorso le architette di Arabeschi di Latte hanno istallato al Festival del Design di Londra uno Gnocchi Bar, un piccolo angolo-cucina dove i visitatori potevano cimentarsi a preparare gli gnocchi partendo da un pentolone dove pescare la propria patata bollente. Lo scorso San Valentino al Mia Market si preparavano ravioli cantando in formula karaoke canzoni d’amore.
Insomma, fantasia tanta. Pane e amore pure.
Taccuino:
Mia Market
Via Panisperna 225
Roma
Tel. 06 47824611
www.miamarket.blogspot.com

Dove mangiare a Roma, Roscioli
In Ristoranti, Roma, Shopping on Marzo 19, 2009 at 9:37 pm

“Due etti di Pata Negra per favore! E mentre aspetto, un bicchiere di vino…”
Siamo seduti a uno dei tavolini “con vista” da Roscioli, la salumeria-gastronomia-ristorante di Via dei Giubbonari e osserviamo divertiti il via vai dei clienti che entrano a fare la spesa e di quelli che si fermano per mangiare. O entrambe le cose.
C’è il giovane manager che torna da un viaggio di lavoro (si capisce perché trascina un piccolo trolley) che passa a fare la spesa al volo dopo aver trovato il frigorifero vuoto: prosciutto e carciofi. C’è il signore americano appassionato di formaggi che si fa spiegare cos’è la burrata e poi esce dal negozio felice con un pacchettino che olezza di latte di capra. C’è il quarantenne che aspetta un amico bevendosi un bicchiere di vino al bancone e intanto assaggia. E ci siamo noi che abbiamo prenotato per cena un tavolino con vista sul bancone dei formaggi e dei salumi e che non riusciamo a deciderci di fronte a un menù tentatore. Mentre sgranocchio il pane buonissimo (è da tre generazioni che la famiglia Roscioli gestisce un noto forno, poco lontano dal ristorante, che sforna pane e pizza per i romani) mi arrendo di fronte a una lista che contiene, tra le altre cose, 13 diverse selezioni di formaggi e 7 scelte diverse di mozzarella. Abbandono momentanemante il menù di fronte al quale non mi so proprio decidere e mi guardo attorno. Sedersi a cenare in gastronomia, e in particolare in questa gastronomia, provoca una continua sindrome di Stendhal. Da un lato una parete di vini, dall’altro la vetrina dei formaggi, ovunque scaffali colmi di ogni bontà: olii, paste, conserve. C’è di che perdersi e noi ci perdiamo con grande soddisfazione. Quando il cameriere premuroso si avvicina per prendere l’ordinazione, noi non siamo ancora pronti. Sarà una serata lunga… lunga e appetitosa.
Consiglio: prenotare, prenotare, prenotare. I pochi tavolini di Roscioli sono ambiti per pranzo e cena. Quelli di fronte al bancone della salumeria sono appunto di fronte al bancone della salumeria. Se non vi piace l’idea di cenare mentre altri vi fanno la spesa accanto, prenotate un tavolino nella sala sul retro.
Taccuino:
Ristorante Gastronomia Roscioli
Via dei Giubbonari, 21
Tel. 06 6875287
Antico Forno Roscioli
Via dei Chiavari, 34
Tel. 06 6864045
www.anticofornoroscioli.com
Dormire in Provenza, Ristoranti cinesi a Milano
In B&B, Milano, Provenza, Ristoranti on Marzo 13, 2009 at 5:26 pm
[Il Gusto degli Altri è una passeggiata in rete e tra le pagine di giornali e riviste a sbirciare e raccogliere buoni indirizzi e suggerimenti]

Il ristorante cinese a Milano
Non è facile come dirlo. Trovare un buon ristorante cinese dove non si abbia l’impressione che tutto sappia di fritto e glutammato. Dove non prevalga il mono-gusto e il mono-odore. Sigrid di Cavoletto di Bruxelles lo ha scoperto, ma dice che i milanesi lo conoscono da tempo. Il cino ristorante milanese che Sigrid descrive con tanto entusiasmo, è sobrio negli arredi. Perché anche l’occhio, oltre al palato, vuole la sua parte. Ma soprattutto, dice Sigrid, gli ingredienti sono buoni e i piatti ben riusciti. A giudicare dalle foto, sembra proprio di sì. [Via Cavoletto di Bruxelles]
Taccuino:
Mandarin 2
via Garofalo Benvenuto, 22/a
Milano
Tel. 02 2664147
www.mandarin2.it

Una maison d’hôtes in Provenza
Adina, della Cucina di Adina, si innamora di una maison d’hôtes in Provenza e non si fa fatica a capire il perché. Anche io mi innamoro leggendo. Mi innamoro della storia di questa coppia, Isa e Philippe, che nel 2003 lascia vite precedenti per cucinare (lei) e coccolare coi massaggi (lui). Mi innamoro delle foto che trovo sul sito della maison: mi innamoro delle stanze, della piscina, del giardino. Mi innamoro e intanto annoto: Maison Felisa. Mi piace anche il nome. [Via La cucina di Adina]
Taccuino:
Maison Felisa
6 rue des Barris
30126 St Laurent des Arbres
Tel. +33 4 66399984
Cell. +33 6 82760789
maison.felisa@gmail.com
www.maison-felisa.com
Dormire a Londra, Hoxton Urban Lodge, Pret a Manger
In Hotel, Londra on Marzo 8, 2009 at 5:00 pm
Conosci un posto dove dormire a Londra? e la seconda domanda è: senza spendere una fortuna? Risposta difficile. Si sa che la cara Londra offre soluzioni per dormire tutt’altro che economiche e mette a dura prova il budget di chi la visita. Da qualche anno però un indirizzo c’è ed è quello dell’Hoxton Urban Lodge.
Nato dall’intuizione del fondatore della catena di sandwich Pret a Manger, l’Hoxton Hotel rispecchia quella nuova tendenza che vuole alberghi di design, a basso costo e no frills, insomma lusso discreto, niente (inutili) orpelli e prezzi abbordabili.
Funziona così: le stanze partono da un prezzo di 59 sterline e arrivano a 199. Prenotare una camera all’Hoxton è come prenotare il volo con una compagnia low cost. Prima si prenota, meno di paga. Sul sito dell’Hoxton segnalano che esistono anche camere a 1 sterlina e camere a 29 sterline, ma difficili da prenotare se non le si ferma appena queste camere super economiche vengono messe “all’asta”.
Inoltre l’Hoxton, che si trova nel centro di Londra, nelle vicinanze di Liverpool Street Station, offre ai suoi ospiti :
• connessione wi-fi gratuita
• una bottiglia di acqua e una di latte incluse nel prezzo della stanza
• una breakfast bag (yogurt, succo d’arancia, una banana) lasciata fuori dalla porta al mattino
• prodotti Aveda in bagno
• ingresso alla vicina spa, con palestra e piscina per 5 sterline al giorno
Per un caffè, un bicchiere, un pasto veloce a piano terra c’è il ristorante Hoxton Grille. In sintesi: mica male per un low cost!
Taccuino:
Hoxton Hotel
81 Great Eastern Street
Tel. 0044.207.55.01.000
www.hoxtonhotels.com
Design Hotel, Dormire a Parigi, Mama Shelter, Philipphe Starck, Roland Castro
In Hotel, Parigi on Marzo 5, 2009 at 6:04 pm

Difficile non parlare del Mama Shelter. E infatti tutti ne parlano, tutti lo fotografano, tutti lo commentano. Da quando lo scorso autunno il rifugio parigino progettato dall’architetto-attivista Roland Castro ha aperto le porte nel XX arrondissment è tutto una serie di ammirati: “Oooh!”, “Bello!”, “Però!”. Tutto un parlare di nuova idea di hotellerie, di design hotel alternativo, di lusso democratico. Di extreme urban tourism. Di Philippe Starck di qui, di Philippe Starck di là. Blog, siti, riviste… tutti conquistati. Tutti così estasiati che mi insospettisco. E mi domando: il Mama Shelter è solo una ben riuscita e massiccia operazione di marketing e marchette? O è bello e buono veramente? Oppure è, come credo, una gigantesca operazione di marketing per un hotel che ha sicuramente del bello, ma anche del buono? E soprattutto: se vado a Parigi, lo prenoto o non lo prenoto?
La cosa migliore è chiedere a qualcuno che c’è già stato. Per fortuna mi viene in aiuto Fabrizio, amico di vecchissima data che al Mama Sheleter ha passato un paio di notti e che è felice di farmi una micro recensione.
Cara Miro,
sì, sono stato al Mama Shelter e l’ho trovato un po’ fuori mano ma molto accogliente.
Gli ambienti si rifanno alla cultura dei Graffitari Urbani. Infatti trovi graffiti, appunti, citazioni su ogni parete.
Le camere sono poco illuminate ma molto molto sexy. In più hanno un iMac da 24 pollici con collegamento internet super veloce e musica e video e chat.
Tutto ruota intorno al ristorante. Molto carino e dai prezzi contenuti. Frequentato da clientela eterogenea: giovani uomini d’affari, turisti, pop star, scrittori, nullafacenti. Di tutto un po’.
Note negative: distanza dal centro, lontananza dal metro e dalla fermata del bus. A chi interessa, no room service.
Aggiungerei, e qui cito dal comunicato stampa dell’hotel, che al Mama Shelter ci sono anche:
- un tavolo da calcetto per 8 a disposizione degli ospiti
- una sala yoga per chi dovesse avere un impellente bisogno di incastrarsi in un’asana
- scritte in gesso che annunciano ogni giorno gli eventi & appuntamenti culturali della Ville Lumière.
Aggiungo di mio:
- gli interni curati da Starck, in particolare le lampade-super-eroi che mi fanno impazzire
- il prezzo. Buono. Non regalato, ma buono.
In conclusione: io prenoterei. Se tutti ne parlano, e soprattutto se me lo dice Fabrizio con il quale ho diviso il banco e la merenda alle elementari, significa che ci sono buone ragione per andarci.


Taccuino:
Mama Shelter
109, rue de Bagnolet,
75020 Parigi
Tel + 33 1 43484848
Prenotazioni al: paris@mamashelter.com
www.mamashelter.com
do-knit-yourself, Dritto e Rovescio, Fare la maglia a Milano, Knit Café, Knitta Please, knitting, Triennale di Milano
In Eventi & Appuntamenti, Milano on Marzo 1, 2009 at 9:21 pm

Photo: www.woolandthegang.com
Fare la maglia non è più (solo) un passatempo da nonne. Fare la maglia è metropolitano. Fare la maglia dicono sia il nuovo yoga o il nuovo nero, come preferite voi. Fare la maglia si dice knitting e oggi va in mostra alla Triennale di Milano.
Dritto e Rovescio si chiama, non sorprendentemente, la mostra sugli intrecci tessili e i processi creativi (leggi: sull’arte di fare la maglia) in corso alla Triennale fino alla fine di marzo. La mostra, che nasce dall’esperienza condotta del gruppo do-knit-yourself e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano), propone oggetti di design, fotografie, installazioni e video di circa 30 artisti e offre laboratori aperti al pubblico, che vanno dai corsi di maglia e ricamo alle conferenze di filosofia.
Ma la mania del tricot non finisce qui. Al caffè della Triennale un gruppo agguerrito di knitters milanesi si trova da tempo ogni terzo sabato del mese per sferruzzare in compagnia. Tra una sciarpa, una chiacchiera e un gomitolo, sedute nelle sedie design, intessono il filo dei Knit Café meneghini (qui e qui gli indirizzi degli altri Knit Café in giro per l’Italia). Partecipazione aperta a tutti, anche a chi non è proprio un mago del filato. Se però volete studiare prima di andare a un incontro di knitters, provate a guardare le video lezioni di maglia di Lei Web, oppure quelle in inglese dello chicchissimo “collettivo” Wool and the Gang, nato dall’idea di una ex-modella che ha appreso da ragazzina l’arte del lavoro ai ferri e ha pensato di trasmettere il know-how a una gang estesa di knitters, “ragazzi e ragazze dai 7 ai 77 anni, tutti legati da un filo di lana”.
Wool and the Gang ha anche creato un kit per aspiranti knitters che contiene aghi giganti, lana (la Crazy Sexy Wool) e schemi per farsi da sé una sciarpa, un cappello, un gilet, a seconda delle proprie capacità. Il kit è in vendita sul sito del progetto e su quello di Colette e non è esattamente a buon mercato. Ma molto bello a vedersi.

Il kit di Wool and the Gang
E poi… e poi ci sono anche le Knitta Please, artiste di strada che lasciano segni di lana nel paesaggio urbano ricoprendo di lavori di maglia lampioni, cartelli, monumenti (avete presente i semafori con la sciarpa? Ecco, sono opera loro). E il charity knitting delle Tricoteuses sans frontières che devolvono i loro incassi ai medici in prima linea.
Una rivoluzione nel modo di vedere e vivere un lavoro/passatempo che è utile e creativo e perché no anche caritatevole, divertente, socializzante, artistico, modaiolo…
Taccuino:
Dritto Rovescio
Fili intrecciati tra arte, design e creatività di massa
24 febbraio – 29 marzo 2009
Triennale Design Museum
viale Alemagna, 6
Milano
Ingresso: 8 euro
Orario:
martedì-domenica: 10.30 – 20.30
www.triennaledesignmuseum.it
Guide di Londra, Guide di New York, Guide di Parigi, Guide di San Francisco, Guide di Singapore, Guide online, Lomo, Lomography
In Guide on Febbraio 8, 2009 at 10:40 am

La prima volta che ho incontrato una Lomo era tra la mani di un ambasciatore. Un Lomo-ambasciatore, non un ambasciatore da ambasciata, per intenderci. Per essere precisi si trattava del Lomo-ambasciatore dell’allora Repubblica Federale di Jugoslavia. L’ambasciatore fotografava in continuazione senza guardare nell’obiettivo e di fronte alla mia crescente curiosità mi spiegò con entusiasmo la Lomo-filosofia condensata nelle dieci Lomo-regole: dalla n°1 “porta la macchina fotografica sempre con te”, alla n° 10 “non ti curare di nessuna regola”. Mi suggerì che modello acquistare per iniziare e in breve tentò di fare di me un’adepta della macchina fotografica russa. Purtroppo il Lomo-ambasciatore non poteva sapere quanto io fossi pigra. Prima di lasciare Belgrado promisi solennemente di dedicarmi con ardore alla nuova scoperta, ma ahimè la mia Lomo-esperienza si concluse lì.
Sei anni dopo, durante una delle mie web passeggiate, mi imbatto nel blog di una ragazza di Singapore che si firma Tommy, vive a Londra e, dice lei, ama le cose belle. Tommy fotografa quello che le piace e, grazie a una Lomo, esplora angoli di città che poi raccoglie in guide online ricche di indirizzi e immagini. Le guide delle città viste attraverso gli occhi di una Lomo sono nate, come spiega Tommy nell’introduzione della guida londinese, non solo per i visitatori, ma anche per chi in quelle città vive. A me sono piaciute subito la guida di Londra e quella di Parigi, perché ho trovato posti che conosco e che amo e altri che mi hanno istantaneamente attratto e incuriosito.
Per ora le guide sono sette e riguardano sette città molto lontane e diverse tra di loro, da Singapore a New York, per darvi un’idea. Ma io spero che la collezione si ingrandisca, così come spero un giorno di cominciare il mio percorso da Lomo-maniaca. Come diceva il maestro Manzi: non è mai troppo tardi.

Lomo immagini della Londra di Tommy, dal suo blog Notes by Naive
Taccuino:
Le Lomo Guide online:
Lomo Guida di Londra
Lomo Guida di Parigi
Lomo Guida di New York
Lomo Guida di Singapore
Lomo Guida di San Francisco
affittare un appartamento a Berlino, dormire a Berlino, dormire a Prenzlauer Berg, Guida di Berlino per squattrinati, Prenzlauer Berg
In Berlino on Febbraio 1, 2009 at 6:26 pm

Foto: Brilliant Apartments. Appartamenti da affittare a Prenzlauer Berg
Per chi vuole sentirsi berlinese e vivere, anche solo per un week end, da berlinese, affittare un appartamento può essere un’ottima soluzione. Soprattutto se gli appartamenti in questione si trovano nel quartiere di Prenzlauer Berg, in quell’angolo di Berlino ricco di ristoranti, bar, negozi, gallerie e abitato da un misto di artisti e famiglie con bambini. O da artisti con bambini. O da artisti-bambini? Insomma, per farla breve, un quartiere dove è bello far finta di essere di Berlino. Con Brilliant Apartments si può fingere di essere berlinesi per un giorno o più, affittando un appartamento a Prenzlauer Berg a prezzi decisamente convenienti. Gli appartamenti sono luminosi ed essenziali, arredati in stile pseudo-Ikea e possono ospitare da 1 a 6 persone. Da sapere è anche che sono dotati di cucina attrezzata, di lenzuola e salviette. Wi-Fi incluso. Una buona alternativa all’albergo, no?

Foto: Schlafen im spätkauf. L’ingresso del negozio
Sempre a Prenzlauer Berg poi, per chi viaggia in economia, c’è un piccolo negozio all’angolo di una stradina che sta aperto fino a tardi la notte e dove, per venti euro a notte (venti, sì, avete letto bene) si può dormire in una delle due stanze allestite dai proprietari del negozio al piano di sopra. Bagno e cucina sono in condivisione tra le due camere e i bambini sotto i sei anni sono ospiti non paganti. Il posto si chiama Schlafen im spätkauf che in italiano suonerebbe un po’ come dormire nel negozio.
Parlando di Berlino e di viaggi in economia, mi viene anche in mente di aver visto recentemente in libreria la “Guida di Berlino per squattrinati“, i cui autori definiscono la capitale tedesca “povera ma sexy”, “l’ultima capitale occidentale dove anche uno squattrinato studente, stagista, bohémien o semplice turista può vivere senza andare in bancarotta. Però con stile”. Anche nel dormire.
Taccuino:
Brilliant Apartments
Oderberger Strasse 38
Berlin
Tel: +49 3080614796
www.brilliant-apartments.de
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Schlafen im spätkauf
Choriner Strasse 12
Berlin
Tel: +49 1632637619
www.sorjenpause.de
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In Egitto on Gennaio 23, 2009 at 3:41 pm

Photo credit: Argenberg on Flickr
© Argenberg (www.argenberg.com)
Enrico, il Grande Turco (ricordate? ne ho parlato qui), organizza un viaggio in Egitto per la fine di Febbraio.
Il viaggio è studiato da un egittologo e pensato per un piccolo gruppo che ama un turismo, come scrive Enrico, “lento, attento alla cultura locale e a contatto con la gente”.
Il programma dettagliato del viaggio è sul sito della Compagnia del Relax.
La Boqueria, La Cucina di Calycanthus, Mercati
In Barcellona, Spagna on Dicembre 20, 2008 at 11:50 am

Foto: La Cucina di Calycanthus
Si chiamano Maite, Maria e il Fotografo. Postano ricette, pensieri e immagini su un bellissimo diario di cucina online, La Cucina di Calycanthus. Conoscono e amano Barcellona e sono stati così gentili da rispondere alle mie domande sui mercati della città. Ecco cosa ci suggeriscono.
La Boqueria questa conosciuta, quella che tutti visitano. Tutti, anche quelli che percorrono solo le ramblas o poco più. Cosa fa uno che è di Barcellona alla Boqueria? Dove compra? Dove si ferma a mangiare un boccone?
Entrando nel mercato di Sant Josep (La Boqueria) si ha effettivamente l’impressione di entrare nel mercato dei mercati. I banchi in prossimità della Rambla sono vetrine di gioielleria allestite per i turisti, ma dietro si apre tutto un mondo. I barcellonesi vanno fieri di questo mercato, lo frequentano e pensano che sia uno dei migliori del mondo.
Per rendersene conto è imprescindibile visitare la zona delle pescherie, che si trova in un labirinto circolare proprio nel centro del mercato, come in tutti i mercati della città. Qui si rischia di girare e perdersi per ore prima di decidere cosa acquistare, tanto enorme e completa è l’offerta e tanto ricchi e opulenti sono i banconi di zinco e di marmo traboccanti di frutti di mare.
A nord del mercato, nella piazzetta di Sant Josep, i payeses (noi diremmo gli ortolani) allestiscono dei banchetti di verdura frequentatissimi dalla gente del quartiere. Se ci si dimentica di chiedere chi è l’ultimo della fila si rischia di aspettare invano per ore, oppure di scatenare il panico fra i clienti… E li intorno un baretto vale l’altro, basta farsi ispirare dai cibi esposti nelle barras. Tutti indistintamente si fermano a bere una birra e a mangiare una tapa, dalla anziana signora al giovane studente. Tentare di mangiare al Pinotxo o ad uno degli altri chioschi-bar prospicienti la Rambla può essere un’impresa ardua.
Boqueria, e poi? Quale è un mercato da vedere e che non è sulle nostre guide?
Barcellona è la città dei mercati. Esiste una attivissima associazione dei Mercati Municipali di Barcellona e si sente una particolare attenzione della municipalità sul mercato inteso come punto nevralgico della vita del quartiere. Ogni mercato ha dunque una sua peculiarità che gli deriva anche dal carattere e dall’atmosfera del quartiere in cui vive (e che fa vivere).
Sulle guide si troverà sicuramente il nuovo mercato della Barceloneta, con le sue vele d’acciaio disegnate dall’architetto Josep Miàs o Santa Caterina con le sue cupole di legno e ceramica dell’altro grande architetto catalano Enric Miralles . Nomi di star dell’architettura contemporanea che stupiscono se accostati ad un luogo che può sembrare banale o povero e che invece è centrale nella concezione di una città che si fa ogni giorno più bella, più vivibile, più viva e più funzionale per i suoi abitanti.
Fra i tanti mercati che ci piacciono scegliamo quello di Gracia, uno dei quartieri più vivi della città. Uno di quei posti in cui ci si sente un po’ a casa e che si ama a prima vista, per la sua atmosfera e per la sua capacità di accoglierti. Il barrio ha due mercati, Libertat e la Abaceria central.
Al primo tocca quest’anno il turno del restauro e non sarà visitabile per qualche mese, il secondo, sul carrer Travesera de Gracia, mostra tutti i suoi cento anni di età. Ma il suo fascino è proprio lì, nell’essere un mercato “antico”, pieno di storia e di storie, perfino di letteratura. Quest’anno compirebbe i suoi cent’anni anche Mercé Rodoreda, la scrittrice catalana che meglio ha saputo descrivere la spagna della prima metà del secolo scorso. “La piazza del Diamante” è ambientato nel quartiere, ed è il nostro libro del giorno.
Volendo consigliare un mercato non alimentare da visitare a Barcellona, quale consigliereste e perché?
Il mercato di Sant Antoni è forse il più grande mercato della città. Il suo recinto ottagonale, che abbraccia un intero isolato dell’Example sinistro, alla conclusione della Ronda di Sant Antoni, ingloba due altissime navate a forma di croce che si uniscono in una cupola centrale degna di una cattedrale di acciaio e vetro. La sua nascita era già stata prevista nel piano Cerdà (il famoso piano regolatore di Barcellona del 1859) e la sua origine “antica” è evidentissima nelle volute moderniste dell’acciaio rosso della sua struttura. E anche nel suo interno si trovano insegne e chioschi liberty che ospitano un banco del pesce oppure una macelleria.
La domenica però la croce centrale chiude e il suo perimetro ottagonale ospita un enorme mercato del libro usato. È uno dei “mercatini” più amati dai barcellonesi, che lo frequentano, lo affollano e lo rendono vivo, colorato, interessante. Noi vi abbiamo trovato volumi a volte sorprendenti, caramelle inaspettate che, a lasciarsi prendere dalla golosità, ti ritrovi in un istante a superare i dieci chili del bagaglio a mano.
Ho visitato un mercato (Boqueria, Santa Caterina o un altro) e adesso cosa mi consigliate di veramente speciale (negozio, galleria d’arte, bar, …) lì intorno?
Se avete fatto un giro all’Abaceria non vi resta che passeggiare nel quartiere e fermarvi in tutti i bar che trovate! Le viuzze strette di Gracia si aprono in sorprendenti piazzette quadrate piene di tavolini. Scriviamo solo alcuni appunti per non perdersi, anche se forse perdersi sarebbe la cosa migliore da fare! Salite verso la plaça del Sol, se c’è il sole sedetevi all’aperto in una delle tante terrazze, altrimenti all’angolo con carrer del Planeta c’è “sol soler” un piccolo bar con bei tavolini di marmo e sedie di legno vecchio stile.
Salendo per via Verdi, all’altezza della Plaza del Diamant e del carrer de l’Or si trova la Taberna basca Gasterea, un bar di tapas e sidreria con una barra piena di ogni bendidio. Più in alto, al numero 58 la Casa Portuguesa, un piccolo bistrot molto accogliente dove si può assaggiare del formaggio portoghese o i deliziosi pasteles de Belen.
Ripartendo dal mercato e seguendo invece carrer de Puigmartì si arriva, in carrer del Penedés 11, alla libreria Know food, una libreria unica! specializzata in cucina e alimentazione inventata da Sergi, esperto di libri, di cucina e del barrio di Gracia. Un libraio simpatico che parla bene italiano; se ne può approfittare per fare due chiacchiere. Noi ci abbiamo passato un intero pomeriggio e siamo usciti con una busta piena di libri e la voglia di ritornarci. Insomma la libreria vale una visita e meriterebbe una segnalazione a parte, magari in una guida sulle librerie… alla prossima.
Grazie alla Cucina di Calycanthus per le dritte preziose e per la foto!
Dormire in citta', Spray Style Magazine
In B&B, Hotel on Dicembre 13, 2008 at 3:35 pm

Bed & the City, ovvero come dormire in città e vivere felici. Sul numero di Dicembre-Gennaio di Spray Style Magazine una raccolta di buoni indirizzi Nomadi Stanziali per il nostro ormai consueto appuntamento bimestrale con la rivista catanese.
Dormire in Provenza, Luberon
In B&B, Francia, Provenza, Shopping on Dicembre 4, 2008 at 7:00 pm

Abbiamo letto i libri di Peter Mayle. Ci sono piaciuti. Ci piace anche la Provenza. Moltissimo. Date queste premesse, decidere di passare qualche giorno nel Luberon, qualche decina di chilometri a nord di Aix-en-Provence dove è ambientato Un anno in Provenza, è stata la logica conclusione. La logica a volte fa però a pugni col buon senso: siamo partiti incuranti che fossimo fuori stagione e ci apprestassimo dunque a sfidare i rigori dell’inverno incipiente.
Già, perché la regione del Luberon si snoda attorno a due massicci montuosi e si situa in una zona prealpina e, alla sera soprattutto, le temperature scendono in fretta. In cambio, però, si ricevono giornate terse, in cui il Luberon assume un’aria placida e tranquilla, con paesi pigri e sonnolenti che sembrano pronti per il letargo.
Luoghi noti, come Roussillon, adagiato su ocre che la luce del sole tingono di mille colori; come Gordes, dove il silenzio quasi assordante riempie al tramonto le vie; come Lourmarin, con le sue affascinanti strade medioevali e un intellettuale celebre, Albert Camus, ospite del suo cimitero.
Ma anche luoghi meno noti, ché i posti da vedere non mancano nel Luberon: Menèrbes, Bonnieux, Oppède-le-Vieux, e citiamo a memoria. Piccoli assaggi da gustare senza fretta, per poi ripartire, per strade campagnarde, per andare ad assaggiare altri. O per visitare oleifici, produttori vinicoli, brasserie, ristoranti, mercati di brocantage; le solite cose, insomma, per cui adoriamo la Francia del Sud.
Poco noto è anche Lauris, un paesino nella parte sud della regione. Lì abbiamo dormito, nell’affascinante Maison des Sources, una vecchia casa di campagna finemente ristrutturata da Martine Collart, che vi ha ricavato quattro chambre d’hotes e che al mattino serve ai suoi ospiti un’abbondante, deliziosa colazione. E sempre lì a Lauris abbiamo scoperto un piccolo negozio di articoli per la tavola, La Table de Margot, dove abbiamo fatto incetta di piatti, ciotole e bicchieri, di varia foggia e misura. Tutti in stile provenzale e con ottimo rapporto qualità-prezzo.
Nel nostro peregrinare abbiamo nel frattempo scoperto che Peter Mayle non è amatissimo da tutti ma proprio tutti gli autoctoni. La sua colpa? Aver fatto scoprire al mondo, forse a troppo mondo, un angolo di Francia meraviglioso. Che d’inverno torna a essere silenzioso.
Taccuino:
Maison de Sources
Chemin des Fraisses
84360 Lauris
Tel +33 4 90082219
www.maisondessources.free.fr
La Table de Margot
9 Avenue Joseph Garnier
84360 Lauris
Tel +33 4 90084040
www.latabledemargot.com
Barolo, Langhe
In B&B, Piemonte, Ristoranti on Novembre 26, 2008 at 1:23 pm

“Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore”. La frase la potete leggere ne La luna e i falò di Cesare Pavese. La vigna, anzi le vigne, quelle vigne, le potete invece vedere, dal vivo, in quell’angolo di Piemonte di cui Alba è cuore e cervello assieme e Barolo, Barbaresco, Dolcetto il sangue che li irrorano.
Sono luoghi questi in cui l’autunno è meno malinconico che altrove, o forse lo è di più, e proprio per questo è più bello.
Sinio, a 30 km. a sud di Alba, nel cuore della zona di produzione del Barolo, è un buona base per gustare tutto questo e per esplorare le colline ricoperte di filari d’uva. A Sinio, infatti, c’è una piccola cascina che è al contempo osteria e b&b, con sei curatissime stanze in stile rustico, uno spazio esterno invitante con tanto di calcio balilla, piscina e gatti sparsi qua e là. E un nome evocativo e simpatico: Osteria del Maiale Pezzato.
Sempre a Sinio trovate il signor Rivetto, titolare dell’azienda vitivinicola omonima. Andate a trovarlo e vi racconterà la storia del Barolo e dei suoi vigneti, accompagnando il racconto con assaggi dei suoi ottimi prodotti.
Alla fine, tornerete a casa con il bagagliaio dell’automobile stipato di bottiglie e una pazza voglia di rileggervi Pavese. A me almeno è capitato così.
Taccuino
Osteria del Maiale Pezzato
Via Carlo Coccio 2
Sinio (Cn)
Tel +39 0173 263845
www.maialepezzato.it
info@maialepezzato.it
Azienda Agricola Rivetto
Loc. Lirano 2
Sinio (CN)
Tel. +39 0173613380
Fax +39 0173613977
www.rivetto.it
rivetto@rivetto.it
Dormire sul fiume
In B&B, Thailandia on Novembre 18, 2008 at 7:37 pm

Immaginate un’isola in mezzo al fiume. Diciamo un’isoletta piu’ che un’isola.
Immaginate un giardino con una vegetazione rigogliosa. Di quel verde lussurioso che esiste solo nei paesi dopo piove generosamente.
Immaginate, nascosto in mezzo al giardino e alle selci, un edificio basso e piccole casette sparse qua e là.
Fatto?
Allora, il fiume è il Mae Nam Mae Klong, meglio noto come Mekong. È lì che è ambientato il Ponte sul fiume Kwai.
La vegetazione è quella di Kanchanaburi. È una piccola cittadina della Thailandia a due ore abbondanti di pullman da Bangkok.
L’edificio e le varie strutture collegate sono quelle del Kasem Island Resort. Dove si arriva solo in barca, con un piccolo traghetto dedicato, attivo da mattina a sera (sera, non notte).
Al Kasem c’è poco da fare; ci si va per subire il fascino magnetico del fiume. Sia che optiate per le stanze ben rifinite delle costruzioni in muratura, con aria condizionata, sia che preferiate i bungalow spartani in legno, con un ventilatore che fa tanto Asia d’antan, non vi sarà negato il privilegio di rimanere ore ad ammirare lo scorrere lento e maestoso del Mekong. Poi, certo, non rinuncerete alle escursioni offerte dalle numerose agenzie del luogo: perché privarsi del piacere di scendere il fiume in zattera o di visitare le rigogliose cascate di Erawan? Ma alla fine tornerete, dovete tornare, per la cena al Kasem. Seduti sul bordo del fiume, potrete gustare specialità thailandesi a buffet. Non aspettatevi però piatti particolarmente raffinati, le coccole sono per gli occhi, più che per il palato.
Chi poi volesse fare un’esperienza sociologicamente interessante dovrà soltanto attendere. Di notte, nei week end, sarà svegliato dal frastuono di un paio di discoteche galleggianti che solcano il fiume con la musica ad alto volume. Un po’ sorpresi e anche un po’ infastiditi, le lascerete passare. Subito dopo riprenderete a dormire, ascoltando il silenzio del fiume.
Taccuino:
Kasem Island Resort
Chukadon Boat Pier
River Kwai (Maeklong river)
Kanchanaburi
Thailandia
www.ourweb.info
Crema, Rassegna del tortello cremasco
In Eventi & Appuntamenti, Ristoranti on Novembre 9, 2008 at 6:21 pm
“Qui siamo proprio nella Bassa”. Difficile trovare una sintesi migliore per il paesaggio che ci accompagna verso la Rassegna Eno-Gastronomica del Cremasco. Strade strette, per prima cosa. Ma strette davvero, che le macchine, quando si incrociano, devono fermarsi e negoziare il passaggio. Poi la nebbia, la leggera nebbiolina delle sere di inizio novembre, che spruzza di umidità la campagna.
Già, la campagna: da queste parti non vale il luogo comune che qui un tempo era tutta campagna. Perché lo è ancora. Paesi sonnolenti, uno o due bar aperti, avventori sulla strada a fumare e a guardare l’automobile foresta che passa per Ripalta Arpina. Perché questa è la meta della nostra serata: ci attende infatti, in una piccola villetta in stile rustico appena fuori dal centro abitato, La Locanda degli Elfi.
Siamo arrivati per sperimentare il menù degustazione da 30 euro, vini inclusi, e alla fine possiamo dire che l’esperimento è riuscito. Sapori forti, “padani”, ma ingentiliti dai trucchi di chi la sa lunga su come far digerire (in senso letterale) la cucina del territorio, ottima ma ostica. Del menù abbiamo apprezzato la frittatina alle verdure, le polpette al sugo di pomodoro, i pesciolini fritti. Ma eccellenti si sono soprattutto rivelati i tortelli cremaschi, con il giusto equilibrio tra il salato dell’impasto e il dolce del ripieno.
La Rassegna, giunta quest’anno alla 16esima edizione, è iniziata il 19 ottobre e terminerà il 30 novembre. C’è tutto il tempo per provare uno dei dieci ristoranti che aderiscono all’iniziativa. O più d’uno.
Taccuino:
A tavola con la tradizione cremasca
Rassegna Eno-Gastronomica del Cremasco
16esima Edizione
Dal 19 Ottobre al 30 Novembre 2008
Qui i ristoranti che aderiscono e i menu’ della rassegna
Dormire a Venezia, Glam Cheap, Lisa Corva
In B&B, Milano, Shopping, Venezia on Ottobre 28, 2008 at 7:07 pm

Chiedo a Lisa Corva giornalista ironica e autrice di “Confessioni di un’aspirante madre” e di “Glam Cheap” (entrambi Sonzogno) di raccontarmi i suoi indirizzi nomadi e stanziali.
Ecco cosa mi risponde Lisa:
“Glam cheap: questa è la mia filosofia, ovvero la filosofia di Stella, la protagonista (milanese) del mio romanzo “Glam Cheap”, e della sua “vita in offerta speciale”. Stella è l’eurostressata per eccellenza, conosce a memoria tutte le borse che costano come un affitto ma non se ne può permettere una neppure in saldo da Zara. Io, come Stella, raccolgo indirizzi glam cheap in giro per l’Italia e per il mondo. Eccone alcuni:
Colomba Leddi. Ovvero la stilista milanese, che nel suo atelier di via Revere 3 (zona Cadorna), crea e vende abiti poetici e capi unici. Mi ha fatto un regalo bellissimo: ha disegnato per me un abito glam cheap che indosso alle presentazioni del mio libro, uguale alla copertina, dove sul lato B ha ricamato, in filo rosso e perline, “l’autrice”. Colomba organizza anche giornate e serate di supersaldo del suo campionario: basta guardare sul sito www.colombaleddi.it
B&B Ponte Chiodo a Venezia: Già, come sopravvivere a Venezia, una delle città più eurostressanti d’Italia? Io consiglio di dormire in questa piccola locanda, che ha servito di ispirazione per alcune pagine del mio “Glam Cheap”. L’indirizzo lo trovate qui.
E, se come Stella, la protagonista del mio libro, non mettete più i tacchi ma girate il mondo rasoterra, approfittatene per comprare le “furlane” e le “veneziane” di velluto. Io le prendo in una bancarella all’aperto, vicino al Ponte di Rialto.”
Grazie Lisa! o dovrei forse dire: grazie Stella?
Nel dubbio e per conoscere meglio entrambe vi mando a seguire l’autrice sul suo blog, dove Lisa regna tra lo sfondo rosa, la poesia in pillole e l’allergia ai puntini di sospensione…

(Nella foto: Lisa, vestita da Colomba Leddi e fotografata da Melina Mulas)
b&b a Milano, Dormire a Milano, Ristorante vietnamita
In B&B, Milano, Ristoranti on Ottobre 19, 2008 at 9:01 am
(Una stanza del b&b Cocoon )
AAA cercasi b&b a Milano. Si richiede bella presenza e prezzo decente. Astenersi hotel anonimi o extra lusso.
Dormire a Milano. Dormire in una città che, come si è detto, non è esattamente a vocazione turistica. Una città da hotel d’affari, da catene alberghiere o, in alternativa, da strutture extra lusso. Eppure, a saper cercare, anche Milano offre piccoli b&b di fascino, indirizzi preziosi dove lasciare il cuore e non il portafoglio. Noi ne abbiamo individuate almeno due:
Cocoon b&b. Bed & breakfast con giardino, recita il sito del Cocoon. Piccolo e raccolto, con solo tre stanze, questo b&b fa subito pensare che il nome scelto calzi a pennello. In più si trova in zona Tortona, uno dei quartieri più creativi ed eclettici del capoluogo lombardo. Come dire: dentro cocooning, fuori design.
Cocoon bed and breakfast
Via Voghera, 7
Milano
Zona Tortona
Tel +39 028322769
Cell. +39 3498606014
Fax +39 028394895
www.cocoonbb.com
VietnaMonAmour b&b. Forse non tutti sanno che a Milano, in zona Città Studi, c’è un angolo di Vietnam. In un palazzina dei primi del ‘900 ci sono le 4 stanze del VietnaMonAmour b&b, che offre raffinati arredi vietnamiti e un giardino per la colazione, quando il tempo lo permette.
Ma è finita qua: il VietnaMonAmour è anche ristorante. La cucina che offrono Christiane, parigina di origine vietnamita, e Dario, piemontese ed esperto conoscitore di vini, è semplicemente deliziosa. E siccome non c’è il due senza il tre, il VietnaMonAmour si fa anche negozio, dove trovare originali pezzi di artigianato e abbigliamento.
VietnaMonAmour bed & breakfast e ristorante
Via alessandro Pestalozza, 7
Milano
ZonaCittà Studi
Tel. +39 0270634614
Cell. +39 3355790129
www.vietnamonamour.com
Castello di Belgioioso, Gridskipper, Negozi vintage a Londra, Vintage
In Eventi & Appuntamenti, Londra, Pavia, Shopping on Ottobre 16, 2008 at 9:40 pm

Si apre domani al castello di Belgioioso il Next Vintage, appuntamento annuale con quello che è considerato il paradiso del vintage e che attrae ogni anno in questo bel castello vicino a Pavia appassionati e curiosi. Se siete alla ricerca di accessori, vestiti o gioielli d’annata, i saloni del castello ospitano cinquanta operatori che mettono in mostra i loro tesori.
Inoltre, una galleria di moderniato milanese presenterà arredi e oggetti d’autore, mentre nell’Area Remake otto espositori proporranno abiti, oggetti e accessori realizzati a mano con materiali recuperati.
Un consiglio: leggendo qua e là in rete i consigli dei vintage addicted apprendo che i giorni migliori per l’acquisto a Belgioioso sono il primo (domani) e l’ultimo (lunedì). Sconsigliata la domenica.
In più: Navigando navigando trovo la mini guida di Gridskipper (da sempre tra i miei travel blog preferiti) sui migliori negozi vintage a Londra. Con tanto di Google Map per orientarsi meglio.
Per chi, non pago di Belgioioso, volesse fare un salto anche nella Swinging London.
Taccuino:
NEXT Vintage – Moda e Accessori d’Epoca
Castello di Belgioioso – Pavia
Dal 17 al 20 Ottobre:
orario continuato dalle ore 10,00 alle ore 20,00
Biglietto d’ingresso:
intero 9,00 euro / ridotto 6,00 euro
Segreteria Organizzativa: Castello di Belgioioso tel. 0382/970525 – fax. 0382/970139
Email: info@belgioioso.it
Guide online, Spray Style Magazine
In Guide on Ottobre 13, 2008 at 11:56 am

Lasciatevi guidare dal mio articolo sulle guide di viaggio che trovate nel numero di Spray Style Magazine di Ottobre-Novembre. Qui.
101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita, Guide di Milano, Mangiare a Milano, Micol Arianna Beltramini
In Guide, Milano, Musei, Ristoranti, Shopping on Ottobre 12, 2008 at 10:07 am
(Terrazze del Duomo, Milano by Auro)
“Non sono in molti ad apprezzare davvero Milano”, ci dice in apertura la guida meneghina delle 101 esperienze da fare almeno una volta nella vita nella città che fu da bere e che per alcuni sembra solo da digerire. Perché Milano è una città forse poco amata per chi ci corre e lavora e per chi vi vive da una vita e non l’ha mai vista davvero. Non veramente turistica, non a misura d’uomo, non di bellezza sfacciata, Milano riserva 101 cose in grado di farcela amare almeno un po’. Così dice Micol Beltramini, autrice della guida e blogger.
Ho chiesto a Micol di riassumere in poche coordinate uno speciale percorso da consigliare a un’amica di passaggio a Milano, un percorso che tenga insieme originalità e atmosfera. Ne sono venuti fuori quattro suggerimenti in pillole. Ecco qui gli indirizzi di Micol:
1. Shopping
“Per lo shopping vintage sicuramente Cavalli e Nastri, nei due punti vendita in Brera e in via Mora, e Oplà, in via Vigevano. Per lo shopping più in generale consiglio la seconda parte di Corso Ticinese, poco prima della porta, dove ce n’è un po’ per tutti i gusti”.
2. Una cena milanese doc
“Suggerirei L’osteria del Binari, subito dopo il ponte di Porta Genova, in particolare d’estate così ci si gode il pergolato dietro e ci si può giocare a bocce. Per risparmiare, l’Arci Bellezza di via Bellezza: si mangia benissimo per pochissimo e l’atmosfera non si batte”.
3. Milano da bere
Tre bar in particolare: il Bar Basso, il Magenta o il Jamaica. Il Magenta d’elezione perché facevo l’università lì vicino e perché lì di fronte c’è Buscemi, che è il mio negozio di cd preferito”.
4. Un po’ di arte e cultura
“Per quanto riguarda musei o gallerie, Triennale e PAC sono a tutt’oggi le location più belle che abbiamo. Belle nel senso milanese del termine, che guarda al futuro più che al passato. Poi, per un momento in puro stile Amsterdam, le Gallerie di Lambrate; passate in via Ventura e via Massimiano di sera e dimenticate tutto quello che avete visto finora.”
Da leggere:
Micol Arianna Beltramini
101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita
Editore: Newton Compton
B&B design, Dormire a Catania
In B&B, Catania, Sicilia on Ottobre 5, 2008 at 5:29 pm

Catania, città dai mille volti. Dalle mille cadute e altrettante rinascite. Catania distrutta e ricostruita. Catania nera di lava, raggiante di musica, blu di mare. Vociante di mercato e nottambula di bar.
Soggiornare in un b&b che si chiama BAD e che sorprende nel mix di colori e arredi mi sembra il minimo per essere in tema con l’atmosfera di questa città.
Al BAD c’è del vintage che gioca a colorare l’appartamento di un palazzo dell’800, nel ventre della città vecchia, vicino al mercato del pesce e al Duomo. C’è la carta da parati così ipnotica come non l’avete più vista dagli anni settanta e c’è barocco siciliano che spunta a sopresa, anche se qui è la patria sua. Ikea e casa della nonna che si baciano, che detto così suona male, ma visto lì fa bene agli occhi.
I due proprietari Giulia e Alessandro hanno usato tutti gli ingredienti delle loro vite precedenti (pubblicità, grafica) per shakerare un cocktail di stili nelle 3 stanze del BAD. Negli spazi comuni hanno poi deciso di offrire asilo alle opere di giovani artisti. Cos’altro? Un mini appartamento con terrazza, lettori DVD e CD nelle stanze, ambienti insonorizzati, prezzi dolci.
BAD is GOOD, dopotutto.

(le foto, tratte dal sito del BAD, sono opera sua)
Taccuino:
BAD – Bed & Breakfast and Design
Via Cristoforo Colombo 24
95121 Catania
Tel. +39 095.346903
Cell. +39.340.9601012
info@badcatania.com
www.badcatania.com
Al mare in Toscana, Parco Naturale Migliarino - San Rossore - Massaciuccoli, Ristoranti sul mare in Toscana, Spiagge in Toscana
In Ristoranti, Spiagge, Toscana on Settembre 29, 2008 at 4:43 pm
Passo il fine settimana in Versilia. Mi lamento della eccessiva urbanizzazione e della cementificazione di tratti di costa dove arrivando si fa fatica a vedere il mare, finchè un’amica che conosce le zone lì intorno mi porta a Marina di Vecchiano, nel Pisano, e lì smetto all’istante di lamentarmi. A Marina di Vecchiano il mare c’è, un mare che si vede luccicare in mezzo a un incontaminato paesaggio di dune. La natura qui è protetta dall’esistenza del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e perciò la vista spazia indisturbata tra la macchia mediterranea, le pinete e il mare.
Alle spalle delle dune di sabbia c’è un ristorante con una bella terrazza in legno e lì ci fermiamo per pranzo. Il ristorante è informale e allo stesso tempo carino, la padrona di casa di schietta simpatia toscana e il menù goloso. Assaggiamo sia pesce sia carne affidandoci ai consigli della nostra oste che ci suggerisce pasta con i coltellacci e ravioli con il ragù di mucco pisano.
Fatte le 2 doverose domande:
1. Cosa sono i coltellacci?
2. Cos’è il mucco pisano?
ci siamo sentiti rispondere che i coltellacci sono i cannolicchi e che il mucco pisano è la razza bovina che rumina nel parco.
Gli uni e gli altri buonissimi, lavati via con un buon vino locale e smaltiti subito dopo con una bella passeggiata sulla spiaggia. Troppo freddo per tuffarsi nel mare etrusco. Ci torniamo la prossima estate per controllare l’effetto che fa questa splendida distesa di sabbia in periodo turistico e per assaggiare nuovi piatti nel “nostro” ristorante.
PS Un grazie agli amici che ci hanno ospitato e fatto scoprire questo angolo di Toscana.


(interni ed esterni del ristorante Casafòra)
Taccuino:
Ristorante Casafòra
Piazzale Montioni,
Marina di Vecchiano (Pi)
Tel. 050 804702
Orari: 12-15, 20-23
Giorno di chiusura: lunedì
Festival letteratura di viaggio
In Eventi & Appuntamenti, Roma on Settembre 25, 2008 at 3:56 pm

Si è aperto questa mattina a Roma il primo Festival della Letteratura di Viaggio. Ideato e organizzato da Società Geografica Italiana e Federculture, il Festival si tiene dal 25 al 28 Settembre e presenta un programma variegato che spazia dalla fotografia al cinema passando per il web.
In particolare vi voglio segnalare La rete come diario di viaggio, un incontro coi protagonisti di community, siti e weblog di viaggio curato da Marina Misiti del blog Donne con la valigia. L’incontro si terrà sabato mattina alle 11 a Villa Celimontana. Attendiamo resoconti.
Taccuino:
Festival della Letteratura di Viaggio
25/28 Settembre 2008
Roma
www.festivaletteraturadiviaggio.it
Guida città italiane, Italia straordinaria
In Firenze, Genova, Guide, Milano, Roma, Torino on Settembre 25, 2008 at 6:12 am


Accompagnate dallo slogan “not ordinary = extraordinary” ecco le guide non ordinarie delle città straordinarie. La prima è stata Milano e poi sono venute Torino, Genova, Roma, Firenze. Le belle città italiane viste attraverso i ristoranti, i bar, i negozi, le gallerie d’arte, gli alberghi. Un formato comodo per passeggiare tra le italiche vie e tanti suggerimenti per uno shopping non banale o un pranzo poco ordinario.
In più: le guide sono consultabili online (integralmente!!) e c’è anche un webmagazine con le ultime novità.
Taccuino:
Milano straordinaria 2009. Ediz. italiana e inglese
Curatore: Bassi F.
Edizioni dell’Ambrosino
www.italiastraordinaria.it
Farmers market, Mercati a impatto zero Coldiretti, Mercati del contadino
In Lombardia, Mercati, Pavia on Settembre 21, 2008 at 9:23 pm

Verdure fresche, verdure belle, verdure di stagione. Soprattutto verdure a impatto zero.
Siamo a Pavia ed è sabato mattina. In giro le facce e i gesti del fine settimana. Giornali sotto il braccio, tanti passeggini, andature pigre, chiacchiere e saluti. Tutto come ogni sabato mattina che si rispetti. Ma da un po’ di tempo a questa parte c’è una novità. Ultimamente qui capita sempre più spesso di incontrare pavesi che si dirigono verso Piazza Guicciardi, una piazzetta non lontano dall’Università dove ogni sabato mattina, nel piccolo cortile del palazzo della Coldiretti, si tiene il Farmer’s Market, la vendita diretta degli agricoltori ai consumatori.
Il mercato della spesa buona e a impatto zero a Pavia offre il riso della Lomellina e il salame dell’Oltrepò, frutta e verdura di stagione, miele e sott’oli e altri prodotti golosi del territorio. Sotto le bandiere gialle della Coldiretti, dalle 8 alle 13 circa, i produttori della zona che hanno aderito all’iniziativa espongono nel cortile del palazzo settecentesco. Noi abbiamo assaggiato e poi acquistato una marmellata di fichi e cannella profumatissima, ciccioli d’oca che si sciolgono in bocca, mele saporite e altro ancora.
I Farmer’s Markets, o meglio i Mercati dei Contadini, sono una realtà sempre più conosciuta e apprezzata nel nostro paese. Questi mercati “senza mercanti” si possono trovare in varie città italiane, da nord a sud e qui trovate un mappa completa della loro diffusione sul territorio.
A Pavia come altrove tornare a casa con la sporta piena di prodotti a impatto zero è buono. Buono in ogni senso.

Taccuino:
Mercato a impatto zero Coldiretti
Piazza Guicciardi, 7
Pavia
Giorni di apertura: sabato
Orari di apertura: mattina
Hotel in Costa Azzurra, Hotel in Costa Brava, Hotel La Jabotte
In Antibes, Costa Azzurra, Costa Brava, Francia, Hotel, Musei, Spagna on Settembre 17, 2008 at 6:56 am
Due posti dove dormire. Uno in Costa Azzurra e l’altro in Costa Brava. Due indirizzi conservati e poi ritrovati nel cassetto dei ritagli. Voglie di Mediterraneo in coda di stagione. In altre parole: posti da provare prima che faccia autunno.
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Costa Azzurra

Un piccolo hotel in quel tratto di Costa Azzurra dove le notti erano tenere ed ebbre per Scott Fitzgerald e l’amata Zelda. Nell’Antibes amata da Picasso e che a Picasso ha dedicato un museo, l’Hotel Jabotte offre un manciata di stanze vicino alla spiaggia, un cortile ombreggiato per la colazione, muri colorati.
Last but not least, prezzi onesti e atmosfere da Francia del Sud
Taccuino:
Hotel La Jabotte
13 Avenue Max Maurey
Antibes
Tel. +33 493 614589
info@jabotte.com
www.jabotte.com
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Costa Brava

Un angolo di Costa Brava fatto di rocce e macchia mediterranea e poco altro, lontano dalla mondanità, dal caos, dalla cementificazione.
L’Hostal Sa Rascassa si nasconde ad Aiguafreda, a circa una quarantina di chilmetri da Girona e dal suo aeroporto low cost. Mi sembra l’ideale per una fuga di fine estate, per la sua posizione isolata e tranquilla, il ristorante nel cortile illuminato dalle candele, il mare lì da toccare a pochi passi dalle cinque stanze.
Ma soprattutto perchè ho letto questa descrizione e mi ha fatto venire voglia di andare a vedere com’è.
Taccuino:
Hostal Sa Rascassa
Cala d’Aiguafreda, 3
17255 Begur (Girona)
Tel. + 34 972 622 845
info@hostalsarascassa.com
www.hostalsarascassa.com
b&b di fronte al mare in Salento, dormire a Gallipoli
In B&B, Gallipoli, Puglia, Salento on Settembre 8, 2008 at 7:45 pm

Mi piace scoprire i posti che hanno aperto da poco. Mi piace l’idea di essere pioniere e, se amo il posto e mi trovo bene, far girare la voce e passare la dritta agli amici.
Così è successo l’anno scorso a Gallipoli. Era la fine di agosto e io cercavo un posto per dormire nella cittadina salentina. Dopo un paio di telefonate conclusasi con un “Mi dispiace, tutto prenotato”, un signore gentile mi dice che lui in effetti non ha posto, ma che mi può dare il numero di un b&b appena aperto. Aggiunge che il b&b si trova nella città vecchia ed è proprio di fronte alla spiaggia della Purità. Decido che la descrizione mi piace, telefono al b&b, trovo posto e dopo un paio di giorni sono lì che cerco tra i bianchi vicoli l’indirizzo del Corte Manta 9.
Bella sorpresa su tutta la linea. Il posto è in posizione splendida, con affaccio sulla spiaggia e sui bastioni. Le camere sono poche, curate e fresche. Il terrazzo all’ultimo piano è un tuffo nel bianco e nel blu. Il bianco delle case lì intorno, il blu dello Ionio di fronte.
Dopo pochi giorni amici in giro per il Salento mi telefonano per chiedermi dove possono prenotare in zona. Passo loro il numero del Corte Manta 9. Si fermeranno lì una settimana. Felici, come me, della bella scoperta.
Adesso lo sapete anche voi. E in fondo qui sta un po’ il senso di questo blog, no?

Taccuino:
Corte Manta 9
Via Corte Manta, 9
73011 Gallipoli
Lecce
Email: info@cortemanta.com
Telefono: +39 347 4509216
www.cortemanta.com
Bere un bicchiere a Firenze, Locali a Firenze, Oltrarno
In Firenze on Settembre 1, 2008 at 9:04 pm

Katia, l’amica fiorentina, mi invita a provare un posto nuovo a Firenze. E scrive:
“Quando passi a Firenze ti porto in Oltrarno, al circolo Aurora.
Un locale storico, sede dell’omonima associazione sportiva, nato nel dopoguerra e ora completamente rinnovato dal gusto, dall’energia e dalla creatività di Rita e Ubaldo, splendidi fratelli gestori.
Qui trovi solo prodotti biologici e/o equosolidali.
Questo vuol dire che non troverai il chinotto, ma straordinarie birre artigianali, ottimi vini biodinamici, incredibili succhi, fresche spremute e caffè e tisane da svenire.
Naturalmente possiamo anche fermarci a mangiare qualche piatto freddo per esempio:
un tagliere di salumi e formaggi (mai mangiato un salame bio? gustosissimo),
un’insalata di tofu e alghe,
un cous cous di verdure fresche,
un tris di carpacci di pesce al pepe rosa
o i saccottini di patate e caprino chiusi dal’erba cipollina.
Anche i prezzi sono solidali: solitamente si mangia con meno di venti euro.
L’ingresso è riservato ai soci fenalc.
La tessera fenalc costa cinque euro e dà diritto ad una consumazione gratuita.
La sera è meglio prenotare, il locale è piccino.
Allora, quando vieni?
Katia”


(Katia è anche l’autrice delle foto qui sopra e di un’altra serie di belle immagini del circolo Aurora. Qui.)
Taccuino:
Circolo a.s. Aurora
Piazza Tasso
Oltrarno (zona s.spirito-san frediano)
Firenze
Tel. 055.224059
Borough Market, Cupcakes, Indirizzi Londra, Notting Hill
In Colazione, Guide, Londra, Shopping on Agosto 28, 2008 at 9:47 pm
(la bella foto qui sopra è di Chiara del blog Il Pranzo di Babette)
When a man is tired of London, he is tired of life.
(Samuel Johnson)
La prossima volta che vado a Londra metto in valigia i consigli golosi di una foodblogger italiana che vive a Parigi e la guida “for the curious” che ho trovato nella ricca sezione di libri di viaggio da Cargo. Due guide speciali per chi vede Londra la prima volta o per chi ci ritorna dopo averla visitata una, due, tre o 100 volte. Perchè c’è sempre qualcosa di Londra che merita di essere scoperto o qualcosa di già conosciuto che merita di essere rivisto con occhi nuovi.
- London’s tastiest places
Lei si chiama Chiara, è l’autrice del foodblog Il Pranzo di Babette e ha messo insieme per un’amica in partenza una lista di golosi indirizzi londinesi. La mini guida “per un succulento week end” è la collezione di una serie di post dedicati alla Londra da mangiare.
Ci ho ritrovato Books for Cooks e The Spice Shop, due indirizzi a Notting Hill che mi piace visitare, quando vado a Londra. La prima è una minuscola ma pienissima libreria di cucina, dove puoi anche sederti e gustare le ricette dei libri lì esposti e dove organizzano corsi per imparare a cucinare delicatezze varie. Il secondo è un negozio di spezie che sembra il laboratorio di una maga esotica ed è nella stessa via della libreria, proprio di fronte.
- Ideo Eyes Open London. A field guide for the curious
Già dal nome si capisce che non ci troviamo di fronte a una guida classica, ma piuttosto a una raccolta di suggestioni, soprattutto visive. Posti noti e meno noti, fotografie tentatrici, una grafica accattivante, un colorato formato pocket.
Due posti che mi piacciono (tra i tanti):
Crumbs and Doilies
Perché “cupcakes are the new black”, come dicono nella guida, e quando si tratta di cupcakes da Crumbs and Doilies sanno il fatto loro. Le mini torte colorate sono così divertenti da sembrare un gioco.
Monmouth Coffee Company
Per un caffè accompagnato da pane e marmellata appena usciti dal Borough Market (ma c’è una filiale anche a Covent Garden). Attraversata la saracinesca che fa da ingresso ci si siede a un grande tavolo comune per guardare la folla del mercato davanti a una tazza fumante.


(foto tratte da Ideo Eyes Open London)
Taccuino:
London’s tastiest places
Scarica qui la versione in pdf della guida.
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Ideo Eyes Open London. A field guide for the curious
di Fred Dust and IDEO
Chronicle Books Editore
Febbraio 2008
www.chroniclebooks.com
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b&b di charme in Sardegna
In B&B, Sardegna on Agosto 23, 2008 at 1:42 pm

Altra tappa del giro della Sardegna occidentale. Dopo il Montiferru e Carloforte, è la volta di un indirizzo nella parte nord occidentale dell’isola. Un bed & breakfast nel paese di Sorso, in posizione strategica per visitare le località del sassarese. Il b&b si chiama Piazzasanpantaleo ed è situato in un palazzo di quattro piani nella piazza adiacente alla chiesa della quale porta il nome. All’interno del palazzo i dettagli inizio 900 sono stati mantenuti intatti e valorizzati grazie a un attento recupero che ha saputo conservare gli originali elementi architettonici e di arredo.
I proprietari Cristina e Giovanni preparano una ricca colazione da godersi sul bel terrazzino e si siedono volentieri con gli ospiti a suggerire itinerari e angoli di terra e mare lì intorno.
Da Sorso si raggiungono facilmente le spiagge caraibiche di Stintino, Alghero la Catalana e la sua riviera di Corallo, la surreale Argentiera e le sue rovine minerarie che sembrano un set abbandonato. Inoltre, per chi dovesse arrivare in traghetto, Sorso è comodissima, vicina com’è allo sbarco a Porto Torres.
Taccuino:
PiazzaSanPantaleo
Piazza San Pantaleo, 14
07037 Sorso (SS)
+39 079353562
+39 3409360245
www.piazzasanpantaleo.it
Agriturismo in Toscana, Casali in Toscana
In Agriturismo, Toscana on Agosto 22, 2008 at 9:32 am

Questa estate voglio affittare una casa in Toscana. Magari con piscina. Da lì voglio partire a esplorare borghi e campagne per poi tornare a sera e godermi il silenzio e il panorama gustandomi un bicchiere di vino. Cucinare con gli ingredienti che ho comprato in paese. Andare per cantine e degustare olio.
Alzi la mano chi non ha mai pensato di farlo.
La scorsa primavera, proprio quando i vari progetti per le vacanze estive si affollavano nella mia mente, ho conosciuto Carlo, proprietario, insieme all’amico Stefano, di un agriturismo in Toscana.
Carlo mi ha raccontato che lui e Stefano, nell’ambito della loro attività agrituristica, affittano un casale grande (Poggio Casale, da 7+2) e quattro casette più piccole (Poggio Pilella, da 2 persone ciascuna) nella campagna di Chiusi, località non lontana da Montepulciano, Pienza, Cortona e dal Lago Trasimeno. Le case sono immerse nella natura, hanno uno spazio esterno per gli ospiti, la vista sul lago di Chiusi e offrono anche una piscina. In più l’agriturismo produce il suo olio, che in seguito ho avuto modo di assaggiare e di apprezzare.
Questa estate è quasi agli sgoccioli, ma una settimana a settembre in Toscana non è affatto una cattiva idea e l’autunno lì deve essere meraviglioso. Tra l’altro Carlo è simpatico. Ma questo voi non diteglielo, non vorrei lusingarlo troppo.
(le immagini sono tratte dal sito dell’agriturismo)
Taccuino:
Poggi al Lago
Poggio Casale
Località Palazzuolo, 23
e
Poggio Pilella
Località Pilella, 26
53043 Chiusi (Siena)
Tutte le informazioni e i numeri di telefono si trovano qui:
www.poggiallago.it
agritur Paris Mirella, Canederli, Dove mangiare Trentino, Ristoranti in montagna, Ristoranti in Trentino
In Ristoranti, Trentino Alto Adige on Agosto 17, 2008 at 12:40 pm

(Una foto di Fondo, paese della Val di Non dove, grazie a lui, ho scoperto la buona cucina trentina. Ho scritto il commento che segue l’anno scorso, dopo una gustosa scorpacciata in un ristorante della zona, nel quale sono poi ritornata quest’estate. Il ristorante è rimasto immutatamente buono, il commento immutatamente valido)
“Mai assaggiato stangolapreti così buoni!” e la signora Mirella è già pronta a portarne un altro vassoio, insieme magari a un altro assaggio di gnocchi al sugo di arrosto. Difficile dire di no, anche sapendo che dopo ci saranno altre delizie, alle quali sarà altrettando difficile resistere.
Siamo in montagna, nella Valle di Rumo, in quel Trentino di piccoli paesi, solide tradizioni e poca (per fortuna!) mondanità. L’agritur Mirella ci viene segnalato da un amico che passa tutte le sue vacanze lì vicino, in Val di Non, e che perciò conosce tutto di queste valli, anche gli indirizzi più nascosti, che sono anche quelli più preziosi. Il ristorante della signora Mirella è uno di questi e l’amico ci porta a cena lì.
Celato in una casetta nella frazione di Mione di Rumo, l’agritur, che prende il nome dalla sua sorridente titolare, ci accoglie in una piccola sala in legno dominata da una vecchia stube.
Nel menù specialità trentine, poche cose, molto golose. Noi abbiamo iniziato con strangolapreti, gnocchi e canederli. Difficile dire cosa ci è piaciuto di più. Il sughetto degli strangolapreti è burro fuso di una tale bontà che invita, anzi obbliga alla scarpetta. E al diavolo le calorie.
Tra i secondi abbiamo assaggiato le costine di maiale al vino bianco, il coniglio arrosto e gli involtini di carne al Trentingrana. E per non farci mancare nulla, una porzione abbondante di tortel di patate, accompagnata da insalata di cavolo cappuccio condita con il cumino. Per finire gelato di fior di latte (produzione della casa) con frutti di bosco.
Dalla signora Mirella occorre prenotare, perchè il posto è piccolo. Occorre essere armati di appetito, perchè si mangia “da montagna”. Occorre infine segnarselo sul taccuino, perchè non è su rotte conosciute, ma ne vale la pena
Taccuino:
Agritur Mirella
Via Mione, 21
Mione di Rumo (Trento)
Tel: 0463/530328
Solo su prenotazione
Carloforte, dove dormire a Carloforte, Hotel Carloforte, Hotel Villa Pimpina, Tonno di Corsa
In Carloforte, Hotel, Isola di San Pietro, Sardegna on Agosto 12, 2008 at 9:02 pm

Carloforte ha i ritmi pigri di un paese-isola e solo il tonno del celebre ristorante sembra essere, almeno nel nome, di corsa. Che poi si dice di corsa a significare che il tonno inscatolato è autentica polpa di tonno pescato nelle tonnare. O almeno dicevano così un tempo i produttori di tonno. Ma non divaghiamo.

Si diceva dei ritmi pigri di Carloforte. Iniziamo dalla colazione mattutina a base di focaccia genovese. Una tappa dal panettiere a rifonirsi per la spiaggia, poi in piazza ad acquistare il giornale e quindi a scegliersi un posto al sole. La scelta della spiaggia dipende prima di tutto dal vento che, mi hanno detto gli isolani, dopo poco dovresti imparare a riconoscere, anche se sei un cittadino di bassa pianura. Come me. A dire il vero io sono subito diventata pigra a farmi spiegare il vento ogni mattina dal gentile proprietario del Villa Pimpina, l’hotel dove ho alloggiato e dove sono stata tra i primissimi ospiti. Perchè il Villa Pimpina, 10 stanze in una vecchia casa ristrutturata nei carugi del centro di Carloforte, ha aperto i battenti da poco, pochissimo, appena un mese fa ed è una nuova creatura che i genitori presentano con comprensibile felicità e soddisfazione. Lui, il proprietario del Villa Pimpina, nella prima vita fa l’architetto e si vede. Si vede nella scelta dei dettagli, come ad esempio quei vecchi pavimenti recuperati, più belli di un tappeto, che ti accolgono all’ingresso dell’hotel. E tante altre cose ancora che hanno reso il mio soggiorno al Pimpina meritevole di passaparola.
E d’altronde i carlofortini con i quali ho parlato mi hanno predetto mal d’isola, una malattia a quanto pare ineluttabile che colpisce chiunque si fermi qui abbastanza per apprezzare i panorami, i ritmi, i profumi dell’isola tabarkina. Malattia contagiosa, forse anche solo attraverso queste mie parole. Lettore avvisato.

Da sapere (consigli pratici e ludici):
- sull’isola di San Pietro per raggiungere le spiagge ci vuole la macchina o il motorino. Si può traghettare sull’isola il proprio mezzo o noleggiarlo una volta lì. Le spiagge sono vicine al paese ma non così vicine da essere raggiunte a piedi. Se avete gambe, la bici va bene.
- le spiagge sono di sabbia e facili da raggiungere. Si tratta di fare due passi dopo avere parcheggiato alle loro spalle. Alcune sono poco più che calette, altre più ampie. Alcune (la Caletta per esempio) hanno bar e noleggio sdraio, altre non sono attrezzate e non hanno neppure ombra naturale. La mia preferita? La spiaggia Guidi che ha un minuscolo baretto che apre per pranzo e prepara panini con pomodoro, tonno e capperi.
- Dall’aeroporto di Cagliari ci sono taxi che vi possono portare all’imbarco per Carloforte a Calasetta. C’è anche un bus.
- il paese è vitale al mattino e “riapre” dopo le 17:00 quando, di ritorno dal bagno, i forni vi attendono con teglie di farinate e pizze appena sfornate. Da provare.
- la mondanità non è proprio di casa qui. Niente ore piccole o disco bar. Un bicchiere di Ichinusa, la birra sarda, conclude la giornata ai tavolini all’aperto dal Barone Rosso in via XX Settembre. Per un aperitivo di fronte al tramonto, il bar sulla spiaggia Caletta regala un posto in prima fila per lo spettacolo del sole infuocato in picchiata nel mare. In alternativa, per una vista mozzafiato nella parte dell’isola dove ci sono le scogliere, portatevi bottiglia, bicchieri e focaccia al Faro. Imperdibile.
- il proprietario del Villa Pimpina affitta anche alcune case in paese e in campagna. In generale, fermandosi per periodi lunghi una casetta in campagna con lo spazio esterno è una buona idea. In alternativa c’è il b&b La Tartaruga. Offre tariffe oneste e una bella posizione tranquilla sulla strada per le spiagge.
Taccuino:
Hotel Villa Pimpina
Via Genova 106/108
09014 Carloforte (CI)
Tel e fax 0781.854180 – 338 1365705 – 338 7024838
www.villapimpina.it
Mangiare a Catania e provincia, Ristoranti in Sicilia, Spray Style Magazine
In Catania, Ristoranti, Sicilia on Agosto 10, 2008 at 4:23 pm

Nomadi Stanziali si aggira per Catania. Nei locali e nei negozi, nelle librerie e nelle edicole, negli hotel e nei ristoranti, negli stabilimenti balneari… E no, non sono fisicamente in tutti questi posti. Mi trovate piuttosto sul numero di agosto-settembre di Spray Style Magazine, il primo bimestrale catanese di moda, tendenze e lifestyle, distribuito gratuitamente in 15 mila copie sul territorio di Catania e provincia. Io sono a pagina 44 dove apro il mio taccuino di indirizzi di viaggio, quegli stessi indirizzi che trovate qui. Grazie ancora alle ragazze di Spray Style che mi hanno invitato a collaborare.
A proposito di Catania. Se per caso avete in programma di aggirarvi per Catania, magari con un’auto a disposizione, magari verso ora di cena, segnatevi un indirizzo che vi porterà appena fuori città, nella vicina San Giovanni la Punta. Qui, in una vecchia dimora di campagna dall’invitante giardino di palme e camelie, assaggiate cucina regionale rivisitata e alleggerita, accompagnata da un buon bicchiere di vino, di quei vini siciliani dagli intensi profumi. Gli involtini di carne ai fiori di zagara e gli spaghetti con i ricci, sapori bilanciati e perfettamente accostati, servizio gentile e giardino accogliente sono quello che ricordo di una splendida cena al Giardino di Bacco qualche anno fa. Confido che non sia cambiato nulla. Se non in meglio, ovvio.
Taccuino:
Giardino di Bacco
Via Piave, 3
95037 San Giovanni la Punta (CT)
Tel 095 7512727
Agriturismo Sardegna, Bue rosso, Visitare i nuraghi
In B&B, Montiferru, Ristoranti, Santu Lussurgiu, Sardegna on Agosto 6, 2008 at 9:40 pm

“Sul territorio della Sardegna ci sono circa 7000 nuraghi…”. Inizia così la nostra lezione mattutina di storia di civiltà nuragica. Siamo nella campagna intorno ad Abbasanta, nella zona della Sardegna centrale tra il Montiferru e il Barigadu, in provincia di Oristano. Zona di sughero e querce, di greggi di pecore che ti si parano davanti di ritorno dalla giornata al pascolo. Zona di case solitarie, spazi vuoti e orizzonti riposanti, per gli occhi e la mente. Perchè in Sardegna non c’è solo il mare e parafrasando Marcello Fois vale la pena scoprire cosa c’è al di là delle seppur splendide coste, del mare di smeraldo, del vento che spinge la vela.
Nel tentativo di andare al di là del mare abbiamo soggiornato al Mandra Edera e di lì girovagato nei dintorni per un tuffo nel mistero dei nuragi intervallato da numerose tappe gastronomiche ad assaggiare il bue rosso e il formaggio casizolu, due presidi Slow Food che hanno patria da queste parti. E’ al Mandra Edera che abbiamo approfittato della gentilezza della proprietaria, laureata in storia e appassionata narratrice, per una mini lezione prima di affrontare la visita al sito nuragico di Santa Cristina. Al Mandra Edera abbiamo poi goduto della bellezza di una tenuta, dove è possibile fare passeggiate a cavallo, nuotare nella piscina o semplicemente sedersi a guardare il verde del prato e degli alberi.



(nelle foto le casette in affitto al Mandra Edera, il portico della casa e la piscina)
Sempre in zona abbiamo camminato nel silenzio delle stradine del piccolo borgo di origine medievale di Santu Lussurgiu e fatti accogliere per cena dalla donne dell’albergo diffuso dell’Antica Dimora del Gruccione. Qui la titolare Gabriella con il suo team tutto al femminile ci ha aperto il pesante portone che porta nel cortile interno della dimora, la vecchia abitazione dei bisnonni, che oggi offre al visitatore camere differenti l’una dall’altra e un ristorante che vale la pena cercare al di là del portone. La cena è per gli ospiti dell’albergo ma su prenotazione si può mangiare alla Dimora anche venendo dall’esterno.


(la porta di ingresso della Antica Dimora del Gruccione e il giardino interno)
Infine nell’universo di donne che ha caratterizzato il nostro viaggio nelle colline del Montiferru come dimenticare Mattea Usai, che nel paese di Seneghe delizia il palato all’Osteria del Bue Rosso, con un menù prevalentemente incentrato sulla razza bovina sardo-modicana che dà il nome a questo ristorante. Un ristorante semplice e di sostanza, una cucina del territorio vera e non ruffiana, una propretaria simpatica e solare. Armatevi solo di sano appetito e non rimarrete delusi.
E se poi vi dovesse proprio mancare il mare, le coste dell’oristanese sono a un’ora di distanza. E che mare! Giudicate voi.

Taccuino
Hotel Mandra Edera
Località Mandra Edera
Abbasanta (OR)
Tel. 0785 52710
mandraedera@tiscali.it
www.mandraedera.it
Antica Dimora del Gruccione
Santu Lussurgiu (OR)
www.anticadimora.com
Osteria Al Bue Rosso
piazzale Montiferru 3/4
Seneghe (OR)
Tel. 0783 54384 oppure 338 2369026
In B&B, Francia, Normandia, Rouen, Shopping on Luglio 31, 2008 at 7:38 am
Se fate tappa a Rouen in una vacanza in Normandia segnatevi sul taccuino un b&b appena fuori città (ma a portata di camminata dal centro) che offre tre stanze luminose arredate con gusto da Dominique Gogny, padrona di casa gentile e accogliente. La maison d’hôtes di Dominique promette nel nome, Chambres avec vue, quello che effettivamente vi darà e cioè una vista sulla città di Rouen e sulla sua cattedrale. In più, compresi nel prezzo (58 euro per la stanza doppia) una colazione sontuosa servita nel giardino fiorito o nel luminoso soggiorno. All’arrivo preziosi consigli sulla città dispensati da un’ospite che ci ha accolto stappando e condividendo con noi una bottiglia di buon vino alsaziano. Un cin cin molto apprezzato.
Se fate tappa a Rouen in una vacanza in Normandia andate a curiosare nello spazio espositivo dell’associazione artistica Le Bolokal, una piccola galleria ricca di oggetti, fotografie, bijoux e che ospita i lavori di artisti locali. Per farvi un’idea di cos’è Le Balokal guardate il video nel quale la presidentessa dell’associazione accompagna in un tour guidato tra le offerte della galleria.
La mia amica Anne, quella che nel video viene chiamata Anne la cosmopolite, è la creatrice degli orsetti e delle spille a crochet che vedete in esposizione. E ha promesso di mandarmi un serie di indirizzi per mangiare bene a Rouen. Prossimanente su questo blog.
Taccuino:
Chambres Avec Vue
22 rue Hénault
76130 Mont-Saint-Aignan
Tel. +33 (0) 2 35 70 26 95
www.chambreavecvue.online.fr
Le Bolokal
11 Rue de la Chaine
Rouen
Il sito dell’associazione
Dormire in Provenza, Festival della Fotografia di Arles
In Arles, B&B, Eventi & Appuntamenti, Francia on Luglio 24, 2008 at 8:06 am

Una ragione in più per visitare Arles. Oltre alla scusa della Camargue da esplorare lì a due passi. Oltre all’arena di questa antica capitale romana carica di storia. Oltre alla sua feria, alla sua tauromachia. Ogni anno d’estate l’appuntamento con Les Rencontres d’Arles moltiplica le scuse per un soggiorno nella piccola città cara a Van Gogh.
E quest’anno l’appuntamento con la fotografia è ancora più speciale, perchè firmato da un figlio illustre della cittadina del midi francese: Monsieur Christian Lacroix. Grande conoscitore delle arti visuali, il couturier propone per Arles una lettura originale della fotografia contemporanea e organizza un festival dove le immagini invadono la città e i luoghi espositivi si moltiplicano in spazi anche inconsueti.
Dopo la settimana iniziale, dall’8 al 13 luglio, dedicata agli addetti ai lavori, fino al 14 settembre la 39esima edizione dei Rencontres ci attende con un fitto programma di manifestazioni e istallazioni.
Resta solo da decidere dove dormire dopo una lunga giornata a farsi rapire dalle immagini: le immagini fotografiche, ma anche quelle della città e dei suoi dintorni.
Qui la scelta sta a voi tra l’hotel Le Calendal, piccolo albergo dalle camere dal gusto provenzale, le persiane azzurre e con uno splendido giardino, in pieno centro vicino all’arena.


(facciata e giardino dell’hotel Le Calendal)
Oppure una delle tre bellissime chambre della maison d’hôtes La Pousada nel vecchio quartiere della Roquette. Qui potete godere della colazione bio servita nella corte interna o farvi prestare le biciclette a disposizione degli ospiti. Il tutto in un ambiente che mischia elementi decorativi della tradizione e particolari orientali, con tocchi di modernità e comodità da hotel.
(le stanze della maison d’hôtes La Pousada)
Taccuino:
Da vedere:
Les Rencontres d’Arles
Esposizione fino al 14 settembre
www.rencontres-arles.com
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Dove dormire:
La Pousada
9 rue Croix Rouge
13200 Arles
Tel 0033 (0)6 74 44 39 77
contact@lapousada.net
www.lapousada.net
Hôtel Le Calendal
5 rue Porte de Laure
13200 Arles
Tel 0033 (0)4 90 96 11 89
Fax 0033 (0)4 90 96 05 84
contact@lecalendal.com
www.lecalendal.com
Finistère, Hotel di fronte al mare, Hotel in Bretagna
In B&B, Bretagna, Francia on Luglio 19, 2008 at 9:01 pm

La foto non mente. In questa baia del Finistère c’è un hotel. E la baia. E mare e passeggiate e surfisti e vento e silenzio. E basta. Lì dove la terra finisce (Finistère da Finis terrae), si dorme in un albergo dalle camere semplici ma dal romanticismo garantito, sognando le leggende che narrano della mitica città sommersa di Ys.
La baia ha un nome infausto, è la Baie des Trépassés, e leggenda vuole che qui si arenassero i corpi dei naufraghi vittime delle tempeste di questo mare arrabbiato e mobile. Di questo mare che d’estate regala giornate di sole che tarda a coricarsi e vecchi furgoni Volkswagen carichi di surfisti dai capelli biondo nordici e stopposi di sole e sale.
Qui al mattino ho comprato una baguette e del formaggio e seguendo un sentiero sulle scogliere sono stata ospite di un’anziana coppia che vestiva una stessa maglia marinara a righe bianche e blu e che mi ha guidato fino al suo angolo preferito da sempre, una sedia di roccia di fronte al mare che spumeggia. Ho diviso pane e formaggio con un gabbiano e c’era vento. Mai pic nic mi è sembrato più romantico.
PS: per quanto riguarda il cheap, sono 66 euro stanza doppia vista mare.
Taccuino:
Hôtel de la Baie des Trépassés
29770 Cléden Cap Sizun
Tel: +33 (0) 2 98 70 61 34
Info: hoteldelabaie@aol.com
www.baiedestrepasses.com
Çemberlitaş Hamamı, Bagno turco a Istanbul, Cagalogu Hamami, Gran Bazaar
In Istanbul, Shopping, Turchia on Luglio 13, 2008 at 2:11 pm

Il Grande Turco del titolo si chiama Enrico e lo si incontra d’estate nel suo rifugio turco di Uçhisar in Cappadocia, dove condivide con turisti e viaggiatori itinerari e consigli per visitare questa e altre parti del paese della mezzaluna. Lo incontriamo nella piazzetta antistante il negozio di tappeti del suo amico Faruk e subito lo subissiamo di domande, sapendolo profondo conoscitore di questa parte di mondo. Enrico ci disegna su una piantina un itinerario della Cappadocia che proveremo il giorno seguente e che ci darà grande soddisfazione; poi nelle chiacchiere di fronte a un tè gli chiedo un suggerimento per sperimentare un bagno turco, ma uno da veri turchi, se possibile.
Arrivata a Istanbul guida alla mano, diligentemente avevo sperimentato uno dei bagni turchi antichi e più noti in città, il Çemberlitaş Hamamı, luogo dalla storia millenaria e dalla bellezza indubbia. Il Çemberlitaş Hamamı insieme al Cagalogu Hamami è il bagno che troverete su tutte le guide e nel quale sperimentare le gioie dell’hamami in compagnia di altri stranieri. Non per questo l’esperienza sarà meno piacevole per il corpo e per gli occhi. Al momento di lasciare l’albergo e di dirigermi verso il bagno, il proprietario del Nomade Hotel dove alloggiavo mi disse: “non ci si sente mai così puliti come dopo un bagno turco”. Vero.

Un paio di settimane dopo in Cappadocia Enrico mi ha parlato di bagni turchi per veri turchi, dei quali ha in seguito parlato in un articolo, postato nella rubrica che tiene su Nova 100. Ecco i due bagni che Enrico frequenta e suggerisce, così come li descrive nell’articolo:
- Antalya: “Oggi pomeriggio mi prendo una pausa, un paio d’ore di relax, vado da Mustafà che gestisce “Sefa”, nel centro storico di Antalya, bagno turco turco per turchi, il più vecchio di tutti, non uno qualsiasi per turisti”.
- Istanbul: “A Istanbul frequento un bagno turco, turco, per turchi, ancora vecchio stile: Alì Pasa Bostan Hamami”. Lì il massaggiatore conosce tutte le mosse dell’Uomo Tigre e ti sbatte come un straccio (…). Gli unici stranieri che ci vanno sono miei amici, Hasan alla porta li riconosce perché pronunciano la frase salvavita “Siamo amici di Enrico” così ci vanno più leggeri”.
Se volete sapere di più di bagni turchi, ma non solo, visitando il sito della Compagnia del Relax potete contattare Enrico, il quale dispensa dritte per itinerari su misura e organizza insoliti viaggi a base di yoga, trekking, seminari di fotografia e altro ancora.
Dal canto mio una piccola dritta per chi volesse visitare il Çemberlitaş a Istanbul. All’ingresso del bagno, quando scegliete il trattamento, vi vengono forniti il pestemal (il telo per avvolgersi), un paio di zoccoli antiscivolo e un guanto per lo scrub. Il guanto è ovviamente nuovo e personale ed è a pagamento, quindi rimarrà a voi alla fine del bagno. Arrivando con il vostro guanto, guanto che avrete comprato in uno degli innumerevoli negozi che vendono accessori per hamam in giro per la città, risparmierete la cifra maggiorata che applica il bagno turco.
Il guanto da scrub e il pestemal sono regali graditi da portare a casa come souvenir turchi. I miei amici per lo meno hanno gradito molto. All’interno del Gran Bazaar c’è Abdulla, un negozio dove fare rifornimento di pestemal, saponi all’olio d’oliva e altri prodotti per il bagno. Lo stand è di fianco al Fes Café (il proprietario è lo stesso), facile da trovare e comodo per una pausa ristoratrice dopo il lungo girovagare nel bazar.

(il negozio Abdulla all’interno del Grand Bazaar)
Taccuino:
La Compagnia del Relax
Viaggi in Turchia su misura
www.lacompagniadelrelax.net
Abdulla
Saponi, pestemal e oggetti vari per il bagno turco
Grand Bazaar
Halıcılar Caddesi No. 62
Istanbul
Hotel nei sassi a Matera
In B&B, Basilicata, Matera on Luglio 9, 2008 at 7:28 am

Mi arriva il messaggio di un’amica che mi chiede se sono stata a Matera, se la consiglio, se conosco un posto dove dormire. Tre volte sì. Sono stata e la consiglio, anzi ho trovato Matera di una bellezza imperdibile, una tappa obbligatoria di un viaggio al sud, magari di ritorno dalla Puglia come è successo a me o magari per un giro nella scenografica Basilicata, terra drammatica ed assolata che ha fatto da palcoscenico a tanti racconti cinematografici. Uno su tutti quel Io non ho paura di Salvatores, dove gli infiniti campi di grano riempiono di oro brunito la vista e fanno venire voglia di andare a sud, ancora una volta a sud.
In Basilicata, a Matera, ho dormito in una stanza ricavata nella pietra alla Locanda di San Martino, un albergo che si scava e nasconde nei sassi e che consiglio all’amica in partenza. La Locanda di San Martino offre una ventina di stanze collegate da cunicoli, terrazze e scale di pietra e che si sviluppano intorno alla vecchia chiesa sconsacrata. Tutte le stanze-grotta portano i nomi delle antiche funzioni degli spazi. C’è la stanza della cisterna, la stanza della perpetua, quella dell’alchimista e quella della fornace. Hanno i colori sabbiosi del tufo e mobili moderni che si fondono e mimetizzano con naturalezza.
I terrazzini, disseminati ai vari livelli della locanda, offrono una vista privilegiata sul Sasso Baresano. Sedersi su uno dei terrazzini all’ora del tramonto significa vedere progressivamente le lanterne illuminare gli angoli del labirinto di tufo. E’ lo spettacolo della sera, assolutamente da non perdere.
Dei Sassi di Matera Carlo Levi scriveva: “Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obbliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante”.
Da ricordare: dire all’amica di rileggersi Cristo si è fermato ad Eboli.

(tutte le foto sono tratte dal sito della Locanda)
Taccuino:
Locanda di San Martino
via Fiorentini, 71
75100 Matera
tel +39 0835 256600
fax +39 0835 256472
info@locandadisanmartino.it
www.locandadisanmartino.it
In B&B, Puglia on Giugno 26, 2008 at 3:56 pm
L’anno scorso vacanze in Puglia. Ho in mente la masseria vista in un film e parto alla ricerca di quel posto. Non esattamente di quel posto ma di quell’archetipo di posto. Voglio trascorrere un paio di giorni in una masseria pugliese e voglio che abbia tutto quello che nel mio immaginario una masseria pugliese deve avere: pareti di calce bianca, ulivi e brulla campagna intorno, aria da profondo sud. Voglio ubriacarmi di immagini di abbagliante calce bianca e di campagna mediterranea.
Vago inutilmente per giorni nel mare sconfinato delle proposte che trovo sulla rete. Niente. Appare chiaro che la mia masseria esiste, ma è altrettanto chiaro che ha prezzi esorbitanti. Allo stesso tempo trovo soluzioni economiche ma ben lontane dalla bellezza alla quale anelo.
Rinuncio alla masseria, trovo altro e mi faccio conquistare da quello. La masseria resta il mio sogno incompiuto fino a quando, poco tempo fa, sfogliando una rivista, mi cade l’occhio sulla foto della Masseria Alchimia, un casale di un bianco accecante in mezzo agli ulivi secolari nelle campagne intorno a Fasano. Prima leggo la storia di questo regno del country chic e del suo recupero a cura di Caroline Groszer, una fotoreporter svizzera. Poi esploro il sito per trovarvi interni che mischiano sapientemente il vecchio e il nuovo. Infine controllo le tariffe. E penso che sì, la masseria a lungo sognata è stata finalmente trovata.

Taccuino:
Masseria Alchimia
Contrada Fascianello 50
72015 Marina di Savelletri, Fasano, Brindisi
Tel + 39 335 6094647
info@masseria-alchimia.it
www.masseria-alchimia.it
In Brunch, Colazione, Firenze, Musei on Giugno 23, 2008 at 8:28 pm
Arte contemporanea: la Strozzina
Firenze = Rinascimento. L’equazione tuttavia non sempre si applica. Non si applica nel caso della Strozzina, spazio espositivo nato poco meno di un anno fa per ospitare nel capoluogo toscano arte e cultura contemporanee.
Il Centro per la Cultura Contemporanea Strozzina CCCS, si trova nei sotterranei di Palazzo Strozzi, laddove un tempo c’erano le cantine del palazzo. L’arte contemporanea messa in scena nella cornice architettonica rinascimentale si arricchisce di ulteriori suggestioni, oltre quelle che già possiede. L’effetto è quello di potenziare, per contrasto e dissonanza, la rappresentazione delle opere presentate nel ricco calendario, calendario da scoprire consultando il sito del CCCS.
Come ben descrive la mia amica fiorentina (mia preziosa talent scout di indirizzi a Firenze e autrice della foto qui sotto), la Strozzina è uno spazio suggestivo che ha esordito con un’intrigante mostra sulle emozioni, che ha avuto anche l’innegabile vantaggio di un biglietto d’ingresso dal costo molto ragionevole.
Taccuino:
Centro di Cultura Contemporanea Strozzina (CCCS)
Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi
50123 Firenze
www.strozzina.org
Colazione: Caffelatte
L’amica fiorentina mi portò alla latteria Caffelatte per la prima volta anni fa. Si era da poco trasferita a Firenze e aveva scoperto questo minuscolo posto in via degli Alfani dove si rifugiava a bere grandi ciotole di caffelatte accompagnate da lettura di giornali e da fette di torta dall’aspetto goloso e casalingo. Da allora quasi ogni volta che passo per Firenze ci concediamo un the pomeridiano alla latteria (con una fetta di torta, naturalmente).
La latteria Caffelatte oltre ad avere le torte buone e la crema fresca ha anche una storia lunga. Macelleria nell’800, conserva di quella sua destinazione d’uso l’originale bancone in marmo con intagliata una mucca. Nei primi del 900 la macelleria si trasforma in latteria, per diventare poi negli anni 80 un posto dove fare colazione con il caffelatte e pane burro e marmellata. E dove fare brunch la domenica. O prendere un the il pomeriggio. Magari con una fetta di torta. Vi ho già per caso parlato delle torte?
Taccuino:
Latteria Caffelatte
Via degli Alfani, 39/r
50123 Firenze
Tel. 055 2478878
In Barcellona, Guide, Hotel, Spagna on Giugno 20, 2008 at 8:50 pm
In una meravigliosa libreria di viaggi nel centro di Trento trovo a metà prezzo una serie di Style City Guide, le bellissime guide delle metropoli pubblicate da Contrasto. Mi accaparro subito, per 10 euro l’una, la guida di Barcellona, quella di Berlino e quella di Amsterdam. Il libraio gentile si complimenta per l’acquisto, spiegandomi che le guide sono fuori produzione e quindi un tesoro da possedere prima che svanisca. Io mi complimento con me stessa perchè la mia prossima meta sarà Barcellona. E scopro che…
(l’ingresso dell’Hotel Banys Orientals a Barcellona)
Scopro che proprio dietro l’angolo del Carrer de Montcada, una delle strade medioevali meglio conservate della città c’è un albergo che promette di mettere d’accordo stile, confort e prezzo. Un albergo di gusto, moderno e minimale dentro il guscio di un vecchio palazzo. In posizione invidiabile per chi vuole gironzolare nella città vecchia. E last but not least, con stanze doppie a partire da 99,50 euro.
L’Hotel Banys Orientals fa al caso mio e quando vado a verificare di persona mi accorgo che la via dove si trova è effettivamente quanto di più comodo possa desiderare chi ama gironzolare per viuzze, in un carrer che porta alla piazzetta antistante la bella chiesa di Santa Maria del Mar, dove il proprietario dell’hotel ha anche una minuscola vineria di cui prometto di parlarvi presto.
(una stanza dell’hotel in una foto tratta dal sito del Banys Orientals)
In più:
* La meravigliosa libreria di Trento si chiama Viaggeria e si trova nel centro storico, alle spalle del Duomo, in via San Vigilio, 20. Sui suoi scaffali trovi narrativa di viaggio, libri fotografici, guide turistiche di ogni foggia e una fornitissima sezione di guide escursionistiche e di libri sulla montagna.
Taccuino:
Hotel Banys Orientals
Carrer de l’Argenteria, 37
08003 Barcellona
Tel. 0034 93 268 8460
Fax. 0034 93 268 8461
reservas@hotelbanysorientals.com
www.hotelbanysorientals.com
In Eventi & Appuntamenti, Francia, Guide, Parigi on Giugno 15, 2008 at 9:39 pm
Non si finisce mai di scoprire Parigi. E Parigi non finisce mai di stupire. É per questo che l’équipe di My Little Paris (4 ragazze e 1 garcon) ci invita a lasciare i percorsi familiari per avventurarci su sentieri trasversali. Per conoscere una Parigi unica e insolita, anche attraverso una newsletter bisettimanale alla quale ci si può iscrivere.
Grazie a My Little Paris scopro che qualche giorno fa, il 12 giugno, si è tenuto lungo gli Champs Elysées le Dîner en blanc , un appuntamento annuale di pura poesia visiva.
Le dîner en blanc è una cena all’aperto, organizzata in un luogo pubblico ogni anno nel mese di giugno, con i partecipanti invitati a vestiti solamente e interamente di bianco. Ciascun invitato viene a conoscenza del luogo dove si terrà l’evento solo mezz’ora prima della cena e lì confluisce, con la sua sedia sotto il braccio, per apparecchiare lunghe tavole coperte con bianche tovaglie e illuminate da candele e raffinati candelabri. L’anno scorso 8500 parigini e non hanno partecipato al candido banchetto che prevede, ça va sans dire, anche un cospicuo consumo di bollicine e prelibatezze da gourmand.
Taccuino:
My Little Paris
(sito in francese)
www.mylittleparis.com
Mangiare in Umbria, Ristoranti in Umbria
In Enoteche, Ristoranti, Trevi, Umbria on Giugno 15, 2008 at 8:36 am
“Chi è Gustavo?” è stata questa la prima domanda che abbiamo fatto dopo aver visto l’insegna esposta fuori dal locale. Ci piaceva l’idea del nome omen, del destino iscritto nel nome e ci siamo subito detti che se ci fossimo chiamati Gustavo avremmo sicuramente aperto un ristorante e lo avremmo chiamato con il nostro nome. La risposta però è stata negativa, dietro la vineria Gustavo purtroppo non c’era nessun Gustavo. La buona notizia è che quella è stata l’unica delusione della serata.
La seconda domanda “Avete un tavolo libero per cena?” ha riscosso maggior successo. Con gran respiro di sollievo da parte nostra, che in quella piazzetta del piccolo borgo umbro di Trevi a quel punto volevamo proprio fermarci a mangiare. Perchè la vineria degustazione Gustavo è un angolo raccolto e ricco di atmosfera e i tavolini preparati di fianco alla chiesa di San Francesco erano semplicemente e perfettamente invitanti per una serata estiva. 
La cena poi si è illuminata di luci discrete e di musica che ha inondato la sera nella piazzetta. Ricordo la voce del cantante degli Avion Travel e un paio di buoni bicchieri di vino. Ricordo che la coppia seduta di fronte aveva scelto la degustazione d’olio. Ricordo, dipinta sulle pareti all’interno del locale, la frase di Goethe: “La vita è troppo breve per bere del vino mediocre”. Già.
Taccuino:
Gustavo – Vineria e Degustazione
Via salita San Francesco 13
Trevi (Perugia)
Tel. 0742-78545 oppure 338-2579609 oppure 333-6911302 oppure 338-3058621
www.gustavogustavino.it
In Guide, Istanbul on Giugno 5, 2008 at 8:48 pm

Le città sono a portata di click. Seduti davanti agli schermi dei nostri computer sappiamo quali mostre e quali bar, quali nuove abitudini e quali vecchie tradizioni, quali i nuovi quartieri e le ultime tendenze. Le guide online ci offrono in tempo reale le dritte scritte dagli insider.
Tra le guide online che più mi piacciono, per i contenuti ma anche per la grafica, c’è Pukka Living, la “guida per la moderna Istanbul”. Pukka Living è un sito sulla vita nella nuova Costantinopoli creato ed aggiornato da Ilgin Yorulmaz, giornalista freelance e curatrice di una rubrica di design sull’edizione turca di Maison Francaise.
Ilgin ci apre ogni giorno la sua agenda per farci scoprire la sua Istanbul, ed è un’agenda fitta di indirizzi e appuntamenti, con una sezione dedicata al benessere, un’altra ai bambini, una alla moda, una ai locali. In più, ogni settimana, nelle pagine di Le Weekend Guide una selezione di posti, prodotti ed eventi. Per chi volesse essere sempre aggiornato su quello che succede in città Pukka Living è anche newsletter.
Una sola avvertenza: Pukka Living mette voglia di visitare Istanbul. Viaggiatore avvisato…
Taccuino:
Pukka Living.
A Guide to modern Istanbul
www.pukkaliving.com
In Francia, Musei, Nizza, Shopping on Maggio 31, 2008 at 3:25 pm
Il sabato mattina a Nizza inizia con colazione con vista sul mercato di fiori in Cours Saleya. Seduti ai tavolini il déjeuner si consuma tra la lettura dei giornali, per poi pigramente girovagare tra i banchi del colorato e noto marché, godendo della sfacciata bellezza dei mazzi di peonie e assaggiando pezzetti di focaccia e varietà di tapenade. Per confondersi con i veri locali al mercato si va con grandi ceste di paglia da comprare al Palais d’Osier , una piccola bottega stipata fino all’inverosimile di panieri di varie forme e tipi.
Nella foto, dall’alto verso basso in senso orario: (1) saponi di Marsiglia in una bottega di prodotti provenzali; (2) le sedie azzurre sulla Promenade des Anglais; (3) il mercato ortofrutticolo in Cours Saleya; (4) ceste in paglia di tutti i tipi e le dimensioni in vendita al Palais d’Osier.
Dopo essersi fatti incantare dai colori del mercato, i più sportivi possono noleggiare i pattini in linea per sfrecciare sulla promenade, mentre gli altri curioseranno nel dedalo di stradine della Vecchia Nizza tra negozi di olio d’oliva, vecchie pasticcerie, piccole botteghe di cose provenzali.
Se siete alla ricerca di vestiti e accessori, Fashion Gallery è una specie di grotta di Ali Babà dove giocare a provare abiti da gran diva e bijoux divertenti. Il negozio, che si trova in fondo a una piccola via a due passi da Cours Saleya, merita una visita anche solo per il suo arredo barocco. Borse, sciarpe e altro ancora a fare da contorno. Decisamente un bon address.
La sosta per il pranzo è ai tavolini all’aperto del Café de Turin, un’istituzione in tema di ostriche e frutti di mare. In alternativa, pranzo all’insegna dello street food nizzardo con socca e pissaladière.
Dopo lo shopping nelle stradine della vecchia Nizza e la sosta gastronomica, il museo d’arte moderna e contemporanea, (MAMAC), che si trova vicino al Cafè du Turin, vi aspetta. La collezione permanente del MAMAC ospita opere rappresentative di movimenti artistici degli anni 60 e 70, dal New-Realism alla Pop Art, con una sala dedicata interamente ai lavori di Yves Klein e un’altra che raccoglie una bella serie di opere dell’artista francese Niki de Saint Phalle.
Un’opera di Niki de Saint Phalle esposta al MAMAC
Il MAMAC non è l’unico spazio espositivo della città rivierasca. Il Musée Matisse, allestito in una villa del XVII secolo, si trova all’interno del magnifico oliveto sulla collina di Cimiez e raccoglie una collezione di opere dell’artista che si stabilì a Nizza nel 1917 per restarvi poi fino alla morte. Sempre a Cimiez, il Musée Marc Chagall riunisce i più importanti lavori di Chagall sul tema della Bibbia. Infine il Musée des Art Asiatique, secondo museo asiatico di Francia. In questo spazio la domenica, prenotando, si può partecipare alla cerimonia del tè (dalle 15 e alle 16 nel padiglione del tè).
Per cena, andate al Cotè Marais, un minuscolo ristorante nella Vecchia Nizza con pochi tavolini all’aperto e un grazioso decor all’interno. Con un menu di tre portate a 28 euro, un bicchiere di vino e la gentilezza dei proprietari chiuderete la vostra gita nizzarda in bellezza.
Taccuino:
Mangiare:
Le Café de Turin
5 place Garibaldi -
Tel +33 4 93 62 29 52
www.cafedeturin.com
Côté Marais
4 Rue du Pontin
Tel +33 493 809539
Chiuso il lunedì; non accettano carte di credito.
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Shopping:
Fashion Gallery
vestiti e accessori
5 Rue du Saint Suaire
Palais d’Osier
ceste e borse di paglia
3 Rue de la Préfecture
A L’Olivier
olio d’oliva, tapenade e altro ancora. Fa parte di una catena
7 Rue Saint-Francois de Paule
www.alolivier.com
Maison Auer
pasticceria e cioccolateria. Fondata nel 1820.
7 Rue St François de Paule
www.maison-auer.com
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Affittare i pattini:
Roller Station
49 quai des Etats-Unis
Tel +33 4 93 62 99 05
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Andar per musei:
Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain
Avenue de Saint-Sebastien
www.mamac-nice.org
Musée Matisse
164, avenue des Arènes de Cimiez
www.musee-matisse-nice.org
Musée Marc Chagall
Avenue Dr Ménard
www.musee-chagall.fr
Musée des Art Asiatique
405 promenade des Anglais
www.arts-asiatiques.com
In Amsterdam on Maggio 20, 2008 at 2:39 pm
Dormire su un barcone sui canali di Amsterdam. Godersi la colazione sul ponte di una houseboat nel centro della città. Mi sembra un modo divertente di vivere una vacanza nella Venezia del nord. Incuriosita chiedo a Esther di Babyccino se ne sa qualcosa e lei mi segnala un sito dove affittano houseboats. Il sito si chiama Boat for Rent Amsterdam e propone una serie di barche da affittare anche solo per pochi giorni (minimo 3/4 giorni). Le houseboat proposte sono piccole casette galleggianti dove sembra non mancare nulla: cucine attrezzate, ponti con tavolini e sdraio, connessione internet, lettore dvd e altre varie comodità e amenità.
Sul sito specificano in dettaglio caratteristiche, posizione e prezzi delle barche, delle quali si possono anche vedere le foto. Una volta deciso si spedisce una mail indicando la propria scelta e il periodo.
Non so voi, ma la mia preferita è la Love houseboat.
Taccuino:
Boat for Rent Amsterdam
Per prenotare:
info@boatforrentamsterdam.com
oppure: +31621906630
www.boatforrentamsterdam.com
In Grecia, Koufonissi, Piccole Cicladi on Maggio 19, 2008 at 4:22 pm

C’è da prendere un aereo per Atene, poi uno per Naxon e poi un traghetto. Oppure partire dal Pireo e farsi tutte le tappe, in mezzo agli zaini e alla facce da Grecia estiva. Lenti, lenti si arriva a Koufunissi, capitale del minuscolo arcipelago delle Piccole Cicladi, tre isole dove si vive una vacanza poco mondana e molto marina, dove l’acqua è trasparente, la sabbia bianca, i ritmi pigri.
Koufunissi si gira tutta a piedi, niente macchina, niente motorino, al massimo una barchetta ti porta a fare il bagno a Kato Koufunissi, l’isoletta disabitata che sta di fronte dove ci sono un paio di piccole baie, una taverna e nulla più.
Il bello di Koufunissi è che apri la porta della tua stanza, fai due passi e ti tuffi. Tutte le spiagge dell’isola le raggiungi a piedi. Quando il sole poi ti stanca ti ritiri all’ombra del pergolato di una taverna per un caffè shakerato freddo e una partita a backgammon. A fine giornata ti muovi lento verso i riti della sera: una passeggiata nella chora, un bicchiere di ouzo. Da To steki tes Maria, sulla via per il porto, l’ouzo te lo portano insieme a pezzetti di polipo grigliato e la vista al tramonto sul mare è la pace assoluta. Qui abbiamo visto il pescatore che asciugava i polipi sul filo da stendere e per asciugarli più in fretta usava un phon, il che rendeva la scena splendidamente surreale.
Per cena lì vicino, da Capetan Nikolas, scegli insieme al capitano il pesce che preferisci e che ti fai grigliare. Tutto qui. Domani si ricomincia da capo.
Per dormire a Koufunussi c’è Gitonia tis Irinis (foto), un complesso di piccole case bianche con le porte blu, tutte con un piccolo patio ombreggiato e un giardino di bouganville. Gli interni sono spartani, il prezzo decente. L’amaca appesa fuori da alcune di queste casette lascia presagire il piacere di serate a cullarsi ipnotici. Le foto dicono il resto.


Taccuino:
Gitonia tis Irinis
Limani, Koufunissi
Per prenotare via telefono o fax al:
+ 30 22850 71674
www.koufonisia-diakopes.gr
Alberghi davanti al mare, Dormire a Ortigia
In B&B, Sicilia, Siracusa on Maggio 4, 2008 at 2:31 pm
Durante una vacanza siciliana di qualche anno fa, passeggiando sul lungomare di Ortigia, ho scoperto l’Hotel Gutkowski, un piccolo albergo con un individiabile affaccio sul mare. Dell’Hotel Gutkowski mi avevano allora subito colpito, oltre ovviamente la posizione, l’azzurro pastello della facciata e il nome polacco per un albergo siciliano. Inutile dire che mi era subito piaciuto.
Cercando ulteriori informazioni ho poi scoperto che il Gutowski è il risultato di una riuscita ristrutturazione di due vecchi edifici abitati da pescatori e che le sue stanze sono piene di atmosfera, così come lo è la terrazza. Mi ha ulteriormente conquistato sapere che al Gutowski preparano una colazione fatta di marmellate fatte in casa, latte di mandorla e granite. Mi ha infine convinto il prezzo (110 euro per la camera doppia).
Da allora questo piccolo hotel è finito nel mio taccuino di viaggio alla voce: “bei posti dove dormire in Sicilia”. Un’etichetta meritata, direi.
Taccuino:
Hotel Gutkowski
Lungomare Vittorini, 26
Siracusa
Tel. 0931 465861
Fax 0931 480505
Email info@guthotel.it
www.guthotel.it
In Aperitivo, Milano on Maggio 1, 2008 at 6:09 pm
Cenare dal fiorista o prendere l’aperitivo in pescheria. Siamo a Milano, dove i locali sono multifunzionali e dove, tra un pranzo in libreria e una colazione dal panettiere, gli spazi moltiplicano il concetto del loro utilizzo originale per arricchirlo di nuovi significati, senza per questo perdere la loro funzione primaria.
Succede Da Claudio, storica pescheria milanese dove all’ora di pranzo o dell’aperitivo puoi gustare (in piedi) un piatto di pesce crudo, frutti di mare e ostriche, accompagnato da un bicchiere di vino bianco o di champagne.

Tavolini tra i fiori, dal Fioraio Bianchi Caffè a Brera
E se all’odore del pesce si preferisce il profumo dei fiori c’è, a Brera, il Fioraio Bianchi Caffè, un piccolo locale romantico dove prendere un caffè o fermarsi per pranzo. Nato negli spazi del famoso fioraio Raimondo Bianchi ha mantentuto la sua originale vocazione e ancora oggi, accanto ai tavolini del caffè, vende splendidi bouquet.
Taccuino:
Pescheria Da Claudio
Via Ponte Vetero 16
Milano
Tel. 02 8056857
www.pescheriadaclaudio.it
Fioraio Bianchi Caffè
Via Montebello 7
Milano
Tel. 02 29014390
www.fioraiobianchicaffe.it
In Amsterdam, Colazione, Shopping on Aprile 21, 2008 at 8:39 pm
Ponti di primavera, momento propizio per le gite nelle capitali europee. Due coppie di amici mi raccontano che progettano di trascorrere il ponte del primo maggio ad Amsterdam, bimbi al seguito. Girovagando per la rete per caso m’imbatto in Babyccino, il sito “for urban mums”, dove quattro mamme che vivono in quattro diverse città europee (Londra, Parigi, Amsterdam e Milano) conversano online condividendo consigli e trucchi per essere madri con un tocco glam.
Scopro che Esther, che scrive da Amsterdam, propone un programma a misura di bimbo per una settimana nella capitale olandese. Segnalo l’itinerario alle due coppie di amici, mi salvo il sito tra i preferiti e intanto mi annoto due indirizzi, per grandi e per piccini.
*De Bakkerswinke, il panettiere. Un posto, anzi una serie di posti ad Amsterdam e in altre città olandesi, dove fare colazione, godersi un brunch domenicale o pranzare, tra cestini di pane, muffins, croissants, tazzone di caffè e tavoli di legno.
*Imps&Elfs, un irresistibile marchio olandese di vestiti per bambini, dal design essenziale, prodotti con cotone organico e soprattutto belli. Peccato non avere più cinque anni!
101 cose da da fare a Roma almeno una volta nella vita, Ilaria Beltramme
In Guide, Roma on Aprile 13, 2008 at 10:10 pm
“Che cosa hanno in comune le rovine del Palatino e le sedie impagliate di una latteria d’epoca?” si chiede Ilaria Beltramme in apertura della sua guida dal titolo:“101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”. La risposta è negli itinerari proposti dall’autrice, che accompagna il lettore in 101 passeggiate tematiche a scoprire una Città Eterna che in parte già conosciamo e però tutta ancora da esplorare.
Il filo rosso che unisce la coda alla vaccinara al roseto comunale, Caravaggio a Pasolini, l’EUR al Palatino, i gatti di Torre Argentina alle tartarughe di Piazza Mattei, si snoda raccontando la città nei suoi volti più diversi, passando dall’arte alla gastronomia, dal paesaggio alla storia, dal nobile al popolano.
Guida alla mano, ecco alcuni tra i 101 suggerimenti per un incontro ravvicinato (e tutto goloso) con Roma:
N° 16 Fare il giro dei caffè più buoni della città
Due sono gli indirizzi segnalati per un caffè davvero indimenticabile. Il primo è il bar/torrefazione Sant’Eustachio che si trova nell’omonima piazzetta, non lontana dal Senato. Al Sant’Eustachio l’autrice suggerisce di ordinare il Gran Caffè, un caffè cremoso che è la nota specialità di questo bar piccolo, ma spesso affollato da estimatori della bevanda.
Il secondo indirizzo ci porta al Bar Tazza d’Oro in via degli Orfani, zona Pantheon. Qui si va soprattutto per la granita al caffè con panna o per la sua versione, decisamente calorica, “con panna sopra e sotto”.
Sant’Eustachio il Caffè
P.zza Sant’Eustachio, 82
www.santeustachioilcaffe.it
Bar Tazza d’Oro
Via degli Orfani, 84
www.tazzadorocoffeeshop.com
N° 27 Infarinarsi con la pizza bianca
La vera (e buona) pizza bianca si prende dal Forno di Campo de’ Fiori e lo dimostra la lunga fila di affezionati che si forma di fronte a questo fornaio in attesa del loro rettangolino di pizza, possibilmente calda, appena sfornata. Per uno street food alla romana la pizza bianca quando si farcisce, si farcisce con la mortadella, che è la morte sua. E per è chi è nordico come me, la risposta è: no, la pizza bianca non è la focaccia.
Forno di Campo de’ Fiori
Campo de’ Fiori, 22
www.fornocampodefiori.com
N°50. Rovinarsi il fegato Dar Filettaro
Filetti di baccalà fritti, preceduti da pane burro e alici e, come contorno, insalata di puntarelle. Il tutto da sciacquare con un bicchiere di vino sfuso dei Castelli. Ecco fatto il menù del Filettaro, piccolo ristorante senza pretese che si affaccia su una minuscola piazzetta a due passi da Campo de’ Fiori.
Rovinarsi il fegato dal Filettaro, dice la Beltramme, vuol dire assaggiare il baccalà fritto più buono (ed economico) della città seduti in una spendida piazzetta mischiati a una folla di di turisti, ma anche di romani. E pazienza se poi puzzerete di fritto per ore.
Dar Filettaro a Santa Barbara
Largo dei Librari, 88
Chiuso la domenica. Aperto solo la sera.
In Eventi & Appuntamenti, Milano on Aprile 11, 2008 at 8:06 pm
Nell’aprile del 2006 nasce a Milano, in ZonaTortona, la Design Library, la prima biblioteca italiana interamente dedicata al design. Nasce nel’ambito del Salone del Mobile e subito si propone come luogo di consultazione, ricerca, studio ma anche di incontro per chi bazzica il mondo del design. Sin dall’autunno 2006 ogni giovedì ospita incontri nei quali sono invitati a intervenire designer e altri professionisti del settore.
Accanto allo spazio per la consultazione di pubblicazioni italiane e straniere c’è poi lo spazio Café, al quale possono accedere anche coloro che non sono soci della biblioteca. Aperto dalla colazione alla cena, il caffè della Design Library prepara anche lunch-box da asporto.

Quest’anno, in occasione del Salone 2008, tutte le mattine alle 9.30, da mercoledì 16 a domenica 20 aprile, la Design Library ospita la colazione di illycaffè, una colazione preparata dal maestro pasticciere Ernst Knam e servita con la nuova collezione design di illy collection.
Dopo caffè e pasticcini, sarà possibile partecipare gratuitamente a percorsi guidati, della durata di circa un’ora e mezza ciascuno, alla scoperta di ZonaTortona.
La partecipazione alle illy Morning Preview è gratuita con iscrizione obbligatoria fino a esaurimento posti compilando l’apposito modulo.
Taccuino:
Design Library
Via Savona, 11
Milano
Tel. 02 89423329
www.designlibrary.it
In Eventi & Appuntamenti, Roma on Aprile 10, 2008 at 8:51 pm
Comincia da Roma la serie “Indirizzi in tandem”, sottotitolo “un posto da visitare e uno dove dormire (oppure dove mangiare, o bere qualcosa, o acquistare)”, due indirizzi abbinati per mini taccuini da weekend.
Comincia da una mostra e da un brunch, perchè siete a Roma, è primavera ed è domenica mattina. Allora che si fa?
La mostra:
FotoGrafia Festival Internazionale di Roma
Il tema della settima edizione del festival di fotografia capitolino è “Vedere la normalità. La fotografia racconta il quotidiano”. Nelle tre sedi che ospitano il festival – il Palazzo delle Esposizioni, il Museo di Roma in Trastevere e il Mattatoio di Testaccio – fotografi di tutto il mondo raccontano la vita quotidiana, la normalità in contrasto con l’eccezionalità.
Il Festival di quest’anno trova il suo nucleo centrale nelle mostre al Palazzo delle Esposizioni, ma presenta una variegata lista di eventi, proiezioni, presentazioni e incontri in vari luoghi espositivi della città di Roma. Sul sito del festival si trovano tutti i dettagli aggiornati su appuntamenti, inaugurazioni, eventi.

Taccuino:
FotoGrafia Festival Internazionale di Roma
4 aprile al 25 maggio
info: 06/70473525
web: www.fotografiafestival.it
Il brunch:
Libreria Bibli
Bibli è un luogo eclettico. È prima di tutto ed evidentemente una libreria. È centro culturale. È una caffetteria. Ci vai per spulciare tra i libri, ma anche a sentire una conferenza.
La domenica mattina passeggi fino alla stradina tranquilla di Transtevere dove il Bibli si affaccia per servirti dosi generose dei loro pancakes e delle tante torte salate. Seduto comodamente ai tavolini interni alla libreria oppure nel piccolo patio esterno sfogli davanti a una tazzona di caffè il catalogo della mostra di fotografia.
Il brunch del Bibli è conosciuto e apprezzato. Per non restare a bocca asciutta è meglio prenotare.
La nota in più: il Bibli organizza da sempre una serie di appuntamenti per i bambini. La domenica pomeriggio per esempio c’è spesso un incontro di lettura, gioco e animazione. E poi merenda per i più piccoli. Caffè per gli accompagnatori fuori età.
Taccuino:
Libreria Bibli
Via dei Fienaroli, 28
Tel. libreria 06/5884097
Tel. caffetteria 06/ 581453
web: www.bibli.it
In Milano on Aprile 2, 2008 at 10:08 pm
E poi dicono che i milanesi sono poco ospitali.
Durante il Salone del Mobile di Milano (14-21 aprile) il gruppo di Esterni organizza un servizio di bed sharing, che non significa evidentemente dividere il letto con un designer, ma offrire un posto dove dormire a chi cerca una sistemazione nella fatidica settimana degli eventi.
Sul sito di Esterni spiegano come bastino 2 mq per ospitare un designer (ma non solo) e mostrano il catalogo dei luoghi ospitali di Milano. Ancora sul sito, le istruzioni su come si diventa ospiti e ospitanti e le descrizioni delle case di coloro che aderiscono a quello che viene definito da Esterni un “progetto di design pubblico” (sottotitolo: “come mostrare il lato ospitale della città”).
Se poi oltre al bed volete anche il breakfast, andate in panetteria per un caffé con focaccia. Pare che a Milano usi così.
Taccuino:
Le istruzioni per ospitare o per usufruire del servizio di Esterni: www.bedsharing.org
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Colazione in panetteria da:
Pane e Caffé
via Murat, 70
www.panecaffe.it
Princi
piazza XXV Aprile, 5
www.princi.it
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Per essere aggiornati sugli eventi del Fuorisalone:
www.fuorisalone.it
In Firenze, Shopping on Marzo 31, 2008 at 5:52 pm
Una bella foto dietro la cassa le ritrae in bianco e nero. Il negozio è a colori.
Loro sono Cecilia, Luciana e Cristiana, sorelle fiorentine cresciute ad ago e filo nella sartoria dei genitori. Il negozio è il loro regno oltrarno, in via Santo Spirito ed è il secondogenito dopo lo spazio creato, sempre da loro, in via de’ Pucci.

(Immagine tratta dal sito di Quelle 3)
Cecilia, Luciana e Cristiana pensano e fanno realizzare modelli di vestiti al contempo sartoriali e divertenti. E poi ti fanno venire voglia di comprarli indossandoli loro stesse, modelle di eccezione di scamiciati verde sottobosco o rosa antico, con colli-maniche a colori contrasto.
E poi ci sono cappelli, sciarpe, borse di stoffa e un reparto per bambine dove ci hanno incantato abitini formato mignon con tasche applicate tonde tonde come nei cartoon.
Infine, accanto alla linea prodotta da loro e che porta il nome del negozio, piccoli accessori buffi e adatti a un regalo per un’amica un po’ Betty Boop e un po’ Campanellino.
Shopping list
Quelle Tre
Via di Santo Spirito, 42 r
50100 Firenze
Tel +39 055 21 93 74
Website: www.quelletre.it
In B&B, Francia, Parigi on Marzo 26, 2008 at 10:01 pm

Foto tratta dal sito dell’hotel Eldorado
Sì, conoco un posto dove dormire a Parigi: l’Hotel Eldorado.
Questo hotel parigino è archiviato nei miei preferiti da un po’, esattamente da quando, dopo lunga ricerca online di una soluzione economica ma non anonima per un soggiorno nella ville lumière, mi sono imbattuta nella recensione entusiasta di un viaggiatore. Da lì sono andata a curiosare sul sito dell’albergo, per decidere che questo piccolo hotel faceva proprio al caso mio.
Prima di tutto, l’hotel ha un’allure bohémienne nelle sue stanze decorate tutte in maniera diversa. Il mio ispiratore, il viaggiatore-recensore, diceva delle camere che avevano un fascino “chic-rilassato” e, a giudicare dalle foto online, direi che la definizione calza a pennello.
Il cortile-giardino privato sul retro, sul quale alcune di queste stanze si affacciano, è un’altra delle ragioni per le quali questo hotel è finito subito nel mio quaderno dei posti da visitare.
E poi c’è il bistrot del’hotel, le Bistrot des Dames, definito da Marie Claire Maison un “charmant resto rétro”.
Altre cose che sono venuta a sapere leggendo qua e là sono: che l’Eldorado si trova nel quartiere di Batignolles (nel 17°), non lontano da Montmartre; che alcune stanze hanno i servizi in comune e nessuna ha l’aria condizionata; che non c’è ascensore, nè TV in stanza; che alcune camere possono essere un po’ rumorose, ma che la 16 e la 127 hanno piccoli terazzini; che una stanza doppia costa da 50 a 70 euro, colazione esclusa (che costa 6 euro a parte).
A proposito, io a Parigi sono poi stata ospite da un’amica, ma la prossima volta che vado prenoto all’Eldorado.
Taccuino di viaggio:
Hotel Eldorado
18 rue des Dames
75017 Parigi
Tel: 33 (0)1 45 22 35 21
Fax: 33 (0)1 43 87 25 97
Website: www.eldoradohotel.fr
In B&B, Madrid, Spagna on Marzo 24, 2008 at 9:12 pm
Hanno nomi di persona. Si chiamano Mario, Laura, Alicia e Oscar. Sono piccoli hotel di design nati dall’intuizione di tre amici alla ricerca, a Madrid, così come in altre città, di alberghi che potessero soddisfare le loro esigenze. E così, chiedendosi in quale tipo di hotel sarebbe piaciuto loro soggiornare, i tre amici sono giunti alla conclusione che l’albergo ideale deve essere nel cuore delle città, originale nella decorazione, con un prezzo ragionevole e privo di tutti quegli extra che raramente vengono utilizzati dagli ospiti, ma che tanto contribuiscono ad alzare i prezzi. Last but not least, un’abbondante colazione. E free wi-fi.
E’ con queste caratteristiche che nasce prima Room Mate Mario, a pochi minuti dal Teatro Real, poi Laura e Alicia e infine Oscar, l’ultima creatura madrilena, aperto nel cuore del quartiere gay di Chueca.
Visto il successo, Room Mate è diventata una catena, non solo madrilena. Hotel e appartamenti Room Mate sono anche a Granada, Valencia, Malaga e l’apertura di altri fratelli e sorelle è in programma per il 2008.
Taccuino di viaggio:
Room Mate Mario
C/ Campomanes 4, 28013
Tel. +34 915 488 548
Room Mate Laura
Travesía de Trujillos 3, 28013
Tel. +34 917 011 670
Room Mate Alicia
C/ Prado 2, 28014
Tel. +34 913 896 095
Room Mate Óscar
Plaza Vázquez de Mella 12, 28004
Tel. +34 917 011 173
www.room-matehotels.com
B&B economici in Salento, Dormire in Salento
In B&B, Porto Badisco, Puglia, Salento on Marzo 22, 2008 at 5:21 pm
Affacciato sull’Adriatico salentino, nel tratto di costa frastagliata che da Castro porta a Santa Cesarea Terme, c’è il b&b Macchia di Pele, una casa di pietra mimetizzata nella macchia mediterranea e con una magnifica terrazza vista mare.
Nelle belle giornate dalla terrazza si riesce a vedere la costa albanese, ci dicono Amedeo e Nancy mentre preparano un’altra moka per la colazione e mentre il cane Otto ci gira intorno curioso.

L’atmosfera di questo b&b è quella di una casa di amici, con la marmellata di gelsi, i consigli gentili, la terrazza sempre a disposizione degli ospiti per una pausa libro, un bicchiere di vino davanti all’immenso blu, due chiaccchiere sotto le stelle.
Le cinque stanze disposte su più livelli sono semplici ma accoglienti, alcune con il bagno in comune, alcune (quella che abbiamo avuto noi) con vista mare e accesso diretto a terrazze e terrazzini. Il prezzo poi è una gradevole sorpesa, in un Salento sempre più di moda e perciò, putroppo, sempre più caro.
Il Macchia di Pele ha anche un blog dove si possono trovare le offerte e varie informazioni sugli eventi salentini. Per questa Pasqua l’offerta last minute era di 18 euro a notte, colazione inclusa. Da tenere d’occhio.
Da fare. Esplorate la costa lì intorno e scoprirete uno dei tratti più suggestivi del litorale salentino. Dopo un tuffo nel blu, una gita alle grotte Zinzulusa e Romanelli, una visita alla moresca Villa Sticchi a Santa Cesarea Terme siete pronti per una pausa pranzo a Porto Badisco. Qui fermatevi in una delle piccole bar-trattorie sul ciglio della strada dove i pescatori, armati di coltello, aprono sui banconi davanti a voi ricci di mare che arrivano a getto continuo in enormi ceste. Sedetevi ai semplici tavolini di plastica, con un pezzo di pane e un bicchiere di vino bianco ghiacciato e attendete la vostra abbondante dose di prelibati ricci, che avrete intanto ordinato a uno dei pescatori. Altro qui non si mangia.
Curisosità. Leggenda vuole che nel porticciolo naturale di Porto Badisco Enea approdò nel suo viaggio in Italia.
Taccuino di viaggio:
Macchia di Pele B&B
Litoranea Castro – S. Cesarea
Castro Marina (LECCE)
Tel.+39 0836 979107
Cell. +39 328 3567460
info@macchiadipele.it
http://www.macchiadipele.it
Negozi vintage a Roma, Rione Monti
In Roma, Shopping on Marzo 20, 2008 at 10:28 pm
Ogni volta che sono a Roma faccio un giro in questo piccolo negozio. Sarà che si trova a Rione Monti, dove mi piace passeggiare in certe mattinate romane di sole. Sarà che nell’armadio ho una bella gonna, comprata qui tanti anni fa, che ogni volta che la indosso tutti sono lì a chiedermi dove l’ho comprata. Sarà quel che sarà, ma il giro si conclude sempre con un acquisto.
La mia tappa romana si chiama Le Gallinelle ed è un ex-polleria che ospita gli abiti originali, colorati e dal gusto un po’ sartoriale-retrò della collezione omonima, firmata da Wilma Silvestri.
Sugli scaffali del negozio di via del Boschetto anche una bella serie di accessori vintage – vecchie borse di Gucci, cinture di Valentino – selezionati con gusto da Wilma, che del genere è grande appassionata ed esperta.
Una curiosità. Il nome del negozio, oltre a fare riferimento alla vecchia polleria, della quale rimane un bancone di marmo con decoro di pollo in rilievo, richiama quello della costellazione delle Pleaidi, dette anche le Gallinelle.
Shopping list:
Le Gallinelle
Via del Boschetto, 76
Roma
Tel. +3906488101
http://www.legallinelle.it
In Shopping online on Marzo 20, 2008 at 7:06 pm
Innamorati del vostro partner e appassionati di junk food? Bastano 5$ per dire all’oggetto del vostro amore: “I love you like I love french fries”. Ai più salutisti, un “ti amo come amo il riso bollito” sembrerà sicuramente più appropriato. Ma ce n’è anche per i patiti del sushi e per gli amanti della cucina messicana.
I biglietti d’amore food sono creati da Andrea (aka: Uccello Curioso) che vive a Los Angeles e vende online.
Shopping list (online)
Andrea ha un negozio virtuale su Etsy.com, esattamente qui:
Uccello curioso
Memoria ballerina! (in altre parole, update): a distanza di mesi mi è venuto in mente dove avevo scoperto questi bigliettini. Li avevo visti da Sandra la foodblogger di Un Tocco di Zenzero.. Bella segnalazione, e bel foodblog.
In Madrid, Spagna on Marzo 17, 2008 at 3:30 pm
Siete a Madrid e siete sulla Gran Via.
Molto probabilmente siete carichi di sacchetti visto che non avete resistito a entrare da Zara o in un altro negozio-catena dove la musica accompagna il rumore del vostro portafoglio che si apre e si chiude. Siete ubriachi di confusione, stanchi del traffico e avete voglia di sedervi, riposare i piedi, appoggiare i sacchetti, mangiare un boccone. Possibilmente nelle vicinanze, possibilmente a colpo sicuro. Meglio un posto carino. Circondati come siete da bar, ristoranti, fast food, Starbucks vari (e chi più ne ha più ne metta), non avete idea di dove andare. Il Mercado della Reina fa al caso vostro. E’ aperto tutto il giorno e offre menu e sfizi per ogni ora. Una serie di tapas, insalate e panini per l’ora dell’aperitivo o per una merenda ristoratrice seduti al bancone dopo tanto shopping stremante. Oppure piatti ai quali dedicare più tempo, seduti comodamente ai tavoli del ristorante dalle grandi vetrate sul retro.
Intendiamoci, la Gran Via non è solo confusione e shopping seriale, ma ha anche la sua storia gloriosa. Progettata e realizzata all’inizio del 900, questa avenida monumentale mette sfacciatamente in mostra una serie di palazzi barocchi e cinematografici, che a vederli di sera sembra quasi di passeggiare a Gotham City.
Adesso che vi siete riposati e saziati al mercato della Regina potete di nuovo uscire pronti ad ammirare tanto maestoso splendore.
Basta alzare ogni tanto lo sguardo, qualche metro più in basso del cielo, ma soprattutto qualche spanna più su delle vetrine.
Taccuino di viaggio:
Mercado de la Reina:
Gran Via, 12
Madrid
http://www.mercadodelareina.es
In Liguria, Milano, Shopping on Febbraio 12, 2008 at 9:36 pm

Una bottega piena di perline colorate è un po’ il sogno di tutte le bambine. Bambine di ogni età, si intende. Perché il gusto per certe belle cose rimane, basta solo ritrovare il filo
Se poi fili (di canapa) e perline (di vetro) si affacciano sulla piazzetta di un borgo marino, significa che sei da Granievaghi a Finalborgo e sicuramente ti sei già incantata a provare un numero vergognoso di collane e braccialetti, orecchini e anelli. Oppure vuoi un bijoux fatto solo per te, creato lì sul momento e non sai deciderti tra le forme e i materiali. Vetro, fiori, campanellini, conchiglie? Caramelle? E di quale colore poi?
Granievaghi nasce da un’idea di Silvia Corti e come tante altre buone idee nasce da un viaggio, nei colori e nella confusione di un souk. Ed è un’idea che nel tempo si è fatta in tre, come le tre botteghe-laboratorio: quella di Finalborgo, che abbiamo visitato, quella di Spotorno e quella di Milano. Presto, prestissimo aprirà quella di Torino.
Lo scrigno delle perline è anche online dove si può curiosare e acquistare; certo la magia non sarà la stessa, ma vuoi mettere la comodità di ordinare un regalo nel tempo di un click?
PS: Granievaghi è anche vestiti per bambine che sembrano appena usciti dalla matita di un’illustratrice.
Shopping list:
Granievaghi è a:
Milano, Via Lomazzo, 11
telefono +39 0233106748
Finalborgo (SV), Piazza Garibaldi, 3
telefono +39 019681006
Spotorno, Via XXV Aprile
telefono +39 3471620146
http://www.granievaghi.com
Ceramica, Ortigia
In Shopping, Sicilia, Siracusa on Febbraio 11, 2008 at 1:48 pm
Ortigia è la parte più antica di Siracusa. Un’isola che non è proprio un’isola. Una quasi isola. Ortigia è ’u scoggiu, lo scoglio. Ortigia è una serie di stradine animate, dove è bello girovagare e ascoltare e annusare. Magari perdersi. Il mare ti si para davanti così, alla fine di un vicolo, quasi all’improvviso. Poi ti fermi in piazza Duomo e entri a vedere una chiesa che è fatta tutta di sovrapposizioni. Un melting pot architettonico.
Ortigia è rinata grazie alle tante botteghe, ristoranti, piccoli hotel che i siracusani (ma non solo loro) hanno aperto negli anni, rendendo questa bellezza complessa e barocca una tappa imperdibile per chi si trova a visitare questo angolo di Sicilia.

(Immagine tratta dal sito di Circo Fortuna)
Nel cuore di Ortigia c’è Circo Fortuna, un negozio-laboratorio che vende ceramiche colorate e stoffe dalle fantasie allegre. Il biglietto da visita che lo presenta recita: “Circo Fortuna nasce a Siracusa, da una storia d’amore come nelle favole…” .
Le ceramiche di Caroline van Reit, olandese immigrata in Sicilia, hanno decori infantili e frasi dipinte e il vantaggio innegabile di metterti di buon umore. I piatti e le tazze invitano a una colazione in terrazza, magari proprio davanti al mare. O in città, quando il mare è ormai lontano e il bisogno di colorare il grigio che c’è si fa sentire.
Shopping list:
Circo Fortuna
via Vittorio Veneto, 54
via Capodieci, 42
96100 Siracusa
Tel. +390.931.1850286
http://www.circofortuna.it
In Guide on Febbraio 9, 2008 at 10:44 pm
Barcellona, Berlino, Londra, Milano, Parigi, Roma. Inaugurazioni, mostre, curiosità, novità.
Una raccolta di appunti online per un cityblog che racconta cosa c’è nelle città dove le cose ci sono.
Un progetto che nasce dalla City Guidebooks, the first guide you write yourself (sito in inglese).
In Francia, Guide, Parigi on Febbraio 9, 2008 at 4:40 pm

Lei è tra le foodblogger più cliccate, una che di indirizzi culinari se ne intende. In occasione di un soggiorno a Parigi chiede ai suoi lettori di segnalare i migliori indirizzi gourmand della capitale francese, quelle dritte preziose che lei definisce “le scoperte come tesori, l’offpista dei golosi”.
Il risultato è una guida da scaricare e stampare, una mappa dettagliata del panorama culinario parigino divisa in sezioni tematiche: bistrot, brasserie, cucina francese, etnici, shopping e tanto altro ancora.
Indirizzi accompagnati da brevi descrizioni, alcune in francese. Accanto agli indirizzi imperdibili c’è un segnalibro a forma di cavoletto.
A questo punto non resta che dire: Bon voyage! anzi meglio: Bon appetit!
Da scaricare (.pdf):
Paris, the foodies guide
by cavolettodibruxelles.it
In B&B, Grecia, Rodi on Gennaio 13, 2008 at 9:59 pm
L’hotel Andreas a Rodi è un posto che abbiamo trovato per caso, aprendo la guida turistica appena scesi dal traghetto. La guida parlava di un posto piccolo, sofisticato e low budget nel cuore medioevale della città vecchia.
Difficile dire cosa piace di più di questa antica dimora greco-ottomana trasformata in albergo. Forse il fatto che le stanze sono tuttte diverse, ma tutte ugualmente non banali. Forse la grande terrazza dove all’arrivo ti servono un drink di benvenuto e al mattino una rilassata colazione con vista sul mare, la città vecchia e il porto (e anche un’omelette speciale ha fatto la sua parte). Forse il personale simpatico, multilingue e prodigo di consigli. Oppure il raccolto e silenzioso cortile interno con le piante di limone e arance. A noi è capitata in sorte una stanza piccola, dominata da un grande letto che intorno ci si passava appena, ma tutta circondata da finestre che davano sul cortile interno. E alle finestre tende colorate. Il bagno era all’esterno della camera, ma altre stanze hanno il bagno annesso e sono più grandi. Ci sono poi stanze con il soppalco e altre con la terrazza privata, stanze decorate in stile turco e altre in stile tradizionale greco.
La città vecchia di Rodi ha un suo fascino un po’ rovinato, soprattutto la sera, dai tanti ristoranti e bar con gli imbonitori che ti chiamano di continuo invitandoti a provare il loro locale. Molti i negozi che vendono paccottaglia per turisti. Molti i menu “internazionali”. L’Hotel Andreas riesce comunque a rimanere protetto da questa confusione e per questo risulta ancora più apprezzabile.
Taccuino di viaggio:
Hotel Andreas
Omirou 28
D85100 Rodi
Tel: +30 22410 34156
Fax: +30 22410 7428
http://www.hotelandreas.com
In B&B, Bretagna, Francia, Le Conquet, Ouessant on Gennaio 13, 2008 at 4:39 pm

Un tipico paese di pescatori. Ma questa volta davvero. Non una frase pittoresca per attirare visitatori in un qualsivoglia posto di mare letta su una qualsivoglia guida turistica un po’ generosa nei giudizi. Qui ci siete davvero. Un piccolo paese di pescatori con le case affacciate sul porto, una lunga spiaggia, un mercato, qualche chambre d’hôtes. E un mare che c’è o non c’è, a seconda dell’umore delle maree. Al Relais du Vieux Port, con le camere che guardano direttamente sul porto, ti affacci e il mare c’è, le barche dondolano al ritmo delle onde, tutto regolare. Poi ti affacci di nuovo e il mare è sparito, le barche sono pericolosamente inclinate verso la terra e uno stuolo di locali in stivali di gomma raccoglie i frutti rimasti sul fondo. E questa non è la sola magia di questo piccolo albergo (solo sette stanze), che non a caso si definisce hotel de charme. La magia è anche dormire in una stanza bianca con decori azzurri a motivi marini, il letto a baldacchino, il pavimento di legno, la creperie a piano terra dove, tra gallettes, moules frites e sidro, trascorrerete una piacevole serata. E meglio se fuori c’è la nebbia, sarà ancora più suggestivo. Ma se vogliamo essere prosaici, qui di magico c’è anche il prezzo. Basso come la marea quando si ritira e lascia scoperta la sabbia.
Quando siete a Le Conquet non perdetevi una gita a Ouessant, l’isola più occidentale di Francia. Un comodo traghetto con diverse corse giornaliere vi conduce su quest’isola dopo un’ora circa di traversata. Una volta arrivati a Ouessant il mezzo più comodo per esplorare l’isola è la bicicletta, da noleggiare all’imbarcadero. Poi un pic nic con vista faro vi ripagherà delle “fatiche” ciclistiche. Volendo potete anche pernottare sull’isola, la nostra guida suggeriva il Ti Jan ar C’hafe, altro piccolo hotel di charme che putroppo non abbiamo provato. Ma voi fatelo e non fatevi intimorire dal vecchio detto “qui voit Ouessant, voit son sang” (“chi vede Ouessant, vede il suo sangue”), fosche previsioni nordiche che non vi devono spaventare.
Taccuino di viaggio:
Le Relais du Vieux Port
1, quai du Drellac’h
29217 Le Conquet
Tel. 02 98 89 15 91
Fax 02 98 89 19
http://www.lerelaisduvieuxport.com
In B&B, Francia, Provenza on Gennaio 13, 2008 at 4:36 pm

Ai piedi delle Alpilles, in un villaggio che le guide definiscono bien provencal, dietro le solide mura di un mas del XVII secolo, inaspettato ecco si apre un angolo di Oriente. Varcato il portale azzurro verrete accolti da Juliette e Jo in un giardino dove lanterne, candele, tessuti e sinuose sedie in ferro battuto conferiscono all’ambiente un’ indolente atmosfera Magreb. Ma non basterà questo richiamo da Mille e una notte e neppure la piscine tranquilla e invitante a farvi dimenticare che siete in Provenza.
Le due chambres di questo raccolto B&B – una suite e una piccola camera matrimoniale – rispecchiano in ogni particolare quest’atmosfera. Tutto è curato e armoniosamente in stile e anche la colazione non vi farà rimpiangere di non aver soggiornato nella ben più famosa (e immensamente più turistica) Les Baux de Provence, che comunque rimane a portata di gita, a soli cinque chilometri da Maussane.
Se potete, affittate le due camere con un gruppo di amici. Il giardino sarà tutto per voi.
Taccuino di viaggio:
L’Ange & l’Eléphant
9, rue de la Reine Jeanne
13520 Maussane les Alpilles
www.elephange.com
In B&B, Istanbul, Turchia on Settembre 14, 2007 at 3:40 pm

Appoggiate zaino e valige, prendete le chiavi della vostra stanza, incamminatevi lungo le strette scale che portano all’ultimo piano di questo edificio e uscite in terrazza. Capirete subito che lì su quella terrazza ci passarete un sacco di tempo. E che Istanbul vista dall’alto è bella, molto bella. Il mattino dopo a colazione, seduti sui cuscini ricamati, sentirete il richiamo dei gabbiani che volano sulla vostra testa. Lontano l’orizzonte blu del mare; vicina, molto vicina, quasi da toccare, la Moschea Blu con le sue cupole e i suoi minareti. Su quella stessa terrazza verrete poi a riposare dopo aver gironzolato lì intorno, nel quartiere di Sulthanamet. Una partita a back gammon, due chiacchiere, un bicchiere di ouzo, le luci del tramonto, quelle della sera. Quando poi il muezzin comincerà la sua litania, allora sarà incanto vero. L’Hotel Nomade vi offre la vista e la posizione. Il suo personale la gentilezza, buoni consigli, all’occorrenza un cai servito nei tipici bicchierini a tulipano. Le stanze, piccole, sono decorate con gusto, luminose e dai colori chiari. I proprietari del Nomade gestiscono anche il ristorante di fronte all’hotel, il Rumeli, e, su ordinazione, vi portano la cena in terrazza. Ma è bello anche mangiare al ristorante, ai suoi tavolini sul marciapiede, ottimi punti di osservazione per gustarsi il via vai dei turisti e le chiacchiere dei negozianti. Ristorante e hotel non sono tra i più economici di Istanbul ma fanno stare bene, e questo non guasta mai.
Taccuino di viaggio:
Hotel Nomade
Divanyolu Caddesi, Ticarethane Sokak 15
34410 Sultanahmet Istanbul
Tel: +90 (212) 513 81 72
Fax: +90 (212) 513 24 04
http://www.hotelnomade.com