Tapas, Mangiare a Barcellona, Dormire a Barcellona
In Barcellona, Hotel, Ristoranti on Luglio 16, 2009 at 12:18 pm

Il sottotitolo di questo post potrebbe suonare così: “Miniguida per una cena e una notte a Barcellona”. Siete nel quartiere di El Born, nel cuore di una Barcellona di vecchi vicoli e nuovi locali e qui passerete la notte in un hotel di design dopo aver mangiato da un allievo di Ferran Adrià. Nel giro di un quartiere, un paio di strade. Nesuna fatica. Il tutto senza spendere una cifra astronomica. Impossibile, direte voi. Possibilissimo, dico io, se l’hotel dove prenoterete la vostra notte è il Chic & Basic Born e il ristorante dove cercherete di avere un tavolo è il Santa Maria. Provate e credete.
Hotel Chic & Basic Born

Il Chic & Basic è un albergo molto bianco, in una posizione eccezionale. È un misto di vecchio (il palazzo è del 1888) e nuovissimo (l’arredo). Le camere vanno a taglie, come i vestiti: M, L e XL. Da prenotare se piacciono gli hotel design, dal look un po’ da astronave.
Taccuino:
Hotel Chic & Basic Born
Carrer de la Princesa. 50
Barcellona
Tel. 0034 93 295 4652
born@chicndbasic.com
www.chicandbasic.com
Santa Maria

Il Santa Maria è un ristorante di tapas ma di tapas che si fanno ricordare. Lo chef qui ha “studiato” da Ferran Adrià e offre esperimenti gustosi in porzioni small. Buono e divertente. Dopo aver sperimentato piatti dagli abbinamenti insoliti, ho finito la mia cena con una mousse alla coca cola e lampone, che frizza in bocca come le cicche di un tempo con dentro la polvere frizzina. Ricordo di infanzia che mi ha fatto sorridere.
Taccuino:
Santa Maria
Carrer del Comerç, 17
Barcellona
Tel. 0034 (0)93 315 1227
Dormire a Londra, Hoxton Urban Lodge, Pret a Manger
In Hotel, Londra on Marzo 8, 2009 at 5:00 pm
Conosci un posto dove dormire a Londra? e la seconda domanda è: senza spendere una fortuna? Risposta difficile. Si sa che la cara Londra offre soluzioni per dormire tutt’altro che economiche e mette a dura prova il budget di chi la visita. Da qualche anno però un indirizzo c’è ed è quello dell’Hoxton Urban Lodge.
Nato dall’intuizione del fondatore della catena di sandwich Pret a Manger, l’Hoxton Hotel rispecchia quella nuova tendenza che vuole alberghi di design, a basso costo e no frills, insomma lusso discreto, niente (inutili) orpelli e prezzi abbordabili.
Funziona così: le stanze partono da un prezzo di 59 sterline e arrivano a 199. Prenotare una camera all’Hoxton è come prenotare il volo con una compagnia low cost. Prima si prenota, meno di paga. Sul sito dell’Hoxton segnalano che esistono anche camere a 1 sterlina e camere a 29 sterline, ma difficili da prenotare se non le si ferma appena queste camere super economiche vengono messe “all’asta”.
Inoltre l’Hoxton, che si trova nel centro di Londra, nelle vicinanze di Liverpool Street Station, offre ai suoi ospiti :
• connessione wi-fi gratuita
• una bottiglia di acqua e una di latte incluse nel prezzo della stanza
• una breakfast bag (yogurt, succo d’arancia, una banana) lasciata fuori dalla porta al mattino
• prodotti Aveda in bagno
• ingresso alla vicina spa, con palestra e piscina per 5 sterline al giorno
Per un caffè, un bicchiere, un pasto veloce a piano terra c’è il ristorante Hoxton Grille. In sintesi: mica male per un low cost!
Taccuino:
Hoxton Hotel
81 Great Eastern Street
Tel. 0044.207.55.01.000
www.hoxtonhotels.com
Design Hotel, Dormire a Parigi, Mama Shelter, Philipphe Starck, Roland Castro
In Hotel, Parigi on Marzo 5, 2009 at 6:04 pm

Difficile non parlare del Mama Shelter. E infatti tutti ne parlano, tutti lo fotografano, tutti lo commentano. Da quando lo scorso autunno il rifugio parigino progettato dall’architetto-attivista Roland Castro ha aperto le porte nel XX arrondissment è tutto una serie di ammirati: “Oooh!”, “Bello!”, “Però!”. Tutto un parlare di nuova idea di hotellerie, di design hotel alternativo, di lusso democratico. Di extreme urban tourism. Di Philippe Starck di qui, di Philippe Starck di là. Blog, siti, riviste… tutti conquistati. Tutti così estasiati che mi insospettisco. E mi domando: il Mama Shelter è solo una ben riuscita e massiccia operazione di marketing e marchette? O è bello e buono veramente? Oppure è, come credo, una gigantesca operazione di marketing per un hotel che ha sicuramente del bello, ma anche del buono? E soprattutto: se vado a Parigi, lo prenoto o non lo prenoto?
La cosa migliore è chiedere a qualcuno che c’è già stato. Per fortuna mi viene in aiuto Fabrizio, amico di vecchissima data che al Mama Sheleter ha passato un paio di notti e che è felice di farmi una micro recensione.
Cara Miro,
sì, sono stato al Mama Shelter e l’ho trovato un po’ fuori mano ma molto accogliente.
Gli ambienti si rifanno alla cultura dei Graffitari Urbani. Infatti trovi graffiti, appunti, citazioni su ogni parete.
Le camere sono poco illuminate ma molto molto sexy. In più hanno un iMac da 24 pollici con collegamento internet super veloce e musica e video e chat.
Tutto ruota intorno al ristorante. Molto carino e dai prezzi contenuti. Frequentato da clientela eterogenea: giovani uomini d’affari, turisti, pop star, scrittori, nullafacenti. Di tutto un po’.
Note negative: distanza dal centro, lontananza dal metro e dalla fermata del bus. A chi interessa, no room service.
Aggiungerei, e qui cito dal comunicato stampa dell’hotel, che al Mama Shelter ci sono anche:
- un tavolo da calcetto per 8 a disposizione degli ospiti
- una sala yoga per chi dovesse avere un impellente bisogno di incastrarsi in un’asana
- scritte in gesso che annunciano ogni giorno gli eventi & appuntamenti culturali della Ville Lumière.
Aggiungo di mio:
- gli interni curati da Starck, in particolare le lampade-super-eroi che mi fanno impazzire
- il prezzo. Buono. Non regalato, ma buono.
In conclusione: io prenoterei. Se tutti ne parlano, e soprattutto se me lo dice Fabrizio con il quale ho diviso il banco e la merenda alle elementari, significa che ci sono buone ragione per andarci.


Taccuino:
Mama Shelter
109, rue de Bagnolet,
75020 Parigi
Tel + 33 1 43484848
Prenotazioni al: paris@mamashelter.com
www.mamashelter.com
Dormire in citta', Spray Style Magazine
In B&B, Hotel on Dicembre 13, 2008 at 3:35 pm

Bed & the City, ovvero come dormire in città e vivere felici. Sul numero di Dicembre-Gennaio di Spray Style Magazine una raccolta di buoni indirizzi Nomadi Stanziali per il nostro ormai consueto appuntamento bimestrale con la rivista catanese.
Hotel in Costa Azzurra, Hotel in Costa Brava, Hotel La Jabotte
In Antibes, Costa Azzurra, Costa Brava, Francia, Hotel, Musei, Spagna on Settembre 17, 2008 at 6:56 am
Due posti dove dormire. Uno in Costa Azzurra e l’altro in Costa Brava. Due indirizzi conservati e poi ritrovati nel cassetto dei ritagli. Voglie di Mediterraneo in coda di stagione. In altre parole: posti da provare prima che faccia autunno.
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Costa Azzurra

Un piccolo hotel in quel tratto di Costa Azzurra dove le notti erano tenere ed ebbre per Scott Fitzgerald e l’amata Zelda. Nell’Antibes amata da Picasso e che a Picasso ha dedicato un museo, l’Hotel Jabotte offre un manciata di stanze vicino alla spiaggia, un cortile ombreggiato per la colazione, muri colorati.
Last but not least, prezzi onesti e atmosfere da Francia del Sud
Taccuino:
Hotel La Jabotte
13 Avenue Max Maurey
Antibes
Tel. +33 493 614589
info@jabotte.com
www.jabotte.com
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Costa Brava

Un angolo di Costa Brava fatto di rocce e macchia mediterranea e poco altro, lontano dalla mondanità, dal caos, dalla cementificazione.
L’Hostal Sa Rascassa si nasconde ad Aiguafreda, a circa una quarantina di chilmetri da Girona e dal suo aeroporto low cost. Mi sembra l’ideale per una fuga di fine estate, per la sua posizione isolata e tranquilla, il ristorante nel cortile illuminato dalle candele, il mare lì da toccare a pochi passi dalle cinque stanze.
Ma soprattutto perchè ho letto questa descrizione e mi ha fatto venire voglia di andare a vedere com’è.
Taccuino:
Hostal Sa Rascassa
Cala d’Aiguafreda, 3
17255 Begur (Girona)
Tel. + 34 972 622 845
info@hostalsarascassa.com
www.hostalsarascassa.com
Carloforte, dove dormire a Carloforte, Hotel Carloforte, Hotel Villa Pimpina, Tonno di Corsa
In Carloforte, Hotel, Isola di San Pietro, Sardegna on Agosto 12, 2008 at 9:02 pm

Carloforte ha i ritmi pigri di un paese-isola e solo il tonno del celebre ristorante sembra essere, almeno nel nome, di corsa. Che poi si dice di corsa a significare che il tonno inscatolato è autentica polpa di tonno pescato nelle tonnare. O almeno dicevano così un tempo i produttori di tonno. Ma non divaghiamo.

Si diceva dei ritmi pigri di Carloforte. Iniziamo dalla colazione mattutina a base di focaccia genovese. Una tappa dal panettiere a rifonirsi per la spiaggia, poi in piazza ad acquistare il giornale e quindi a scegliersi un posto al sole. La scelta della spiaggia dipende prima di tutto dal vento che, mi hanno detto gli isolani, dopo poco dovresti imparare a riconoscere, anche se sei un cittadino di bassa pianura. Come me. A dire il vero io sono subito diventata pigra a farmi spiegare il vento ogni mattina dal gentile proprietario del Villa Pimpina, l’hotel dove ho alloggiato e dove sono stata tra i primissimi ospiti. Perchè il Villa Pimpina, 10 stanze in una vecchia casa ristrutturata nei carugi del centro di Carloforte, ha aperto i battenti da poco, pochissimo, appena un mese fa ed è una nuova creatura che i genitori presentano con comprensibile felicità e soddisfazione. Lui, il proprietario del Villa Pimpina, nella prima vita fa l’architetto e si vede. Si vede nella scelta dei dettagli, come ad esempio quei vecchi pavimenti recuperati, più belli di un tappeto, che ti accolgono all’ingresso dell’hotel. E tante altre cose ancora che hanno reso il mio soggiorno al Pimpina meritevole di passaparola.
E d’altronde i carlofortini con i quali ho parlato mi hanno predetto mal d’isola, una malattia a quanto pare ineluttabile che colpisce chiunque si fermi qui abbastanza per apprezzare i panorami, i ritmi, i profumi dell’isola tabarkina. Malattia contagiosa, forse anche solo attraverso queste mie parole. Lettore avvisato.

Da sapere (consigli pratici e ludici):
- sull’isola di San Pietro per raggiungere le spiagge ci vuole la macchina o il motorino. Si può traghettare sull’isola il proprio mezzo o noleggiarlo una volta lì. Le spiagge sono vicine al paese ma non così vicine da essere raggiunte a piedi. Se avete gambe, la bici va bene.
- le spiagge sono di sabbia e facili da raggiungere. Si tratta di fare due passi dopo avere parcheggiato alle loro spalle. Alcune sono poco più che calette, altre più ampie. Alcune (la Caletta per esempio) hanno bar e noleggio sdraio, altre non sono attrezzate e non hanno neppure ombra naturale. La mia preferita? La spiaggia Guidi che ha un minuscolo baretto che apre per pranzo e prepara panini con pomodoro, tonno e capperi.
- Dall’aeroporto di Cagliari ci sono taxi che vi possono portare all’imbarco per Carloforte a Calasetta. C’è anche un bus.
- il paese è vitale al mattino e “riapre” dopo le 17:00 quando, di ritorno dal bagno, i forni vi attendono con teglie di farinate e pizze appena sfornate. Da provare.
- la mondanità non è proprio di casa qui. Niente ore piccole o disco bar. Un bicchiere di Ichinusa, la birra sarda, conclude la giornata ai tavolini all’aperto dal Barone Rosso in via XX Settembre. Per un aperitivo di fronte al tramonto, il bar sulla spiaggia Caletta regala un posto in prima fila per lo spettacolo del sole infuocato in picchiata nel mare. In alternativa, per una vista mozzafiato nella parte dell’isola dove ci sono le scogliere, portatevi bottiglia, bicchieri e focaccia al Faro. Imperdibile.
- il proprietario del Villa Pimpina affitta anche alcune case in paese e in campagna. In generale, fermandosi per periodi lunghi una casetta in campagna con lo spazio esterno è una buona idea. In alternativa c’è il b&b La Tartaruga. Offre tariffe oneste e una bella posizione tranquilla sulla strada per le spiagge.
Taccuino:
Hotel Villa Pimpina
Via Genova 106/108
09014 Carloforte (CI)
Tel e fax 0781.854180 – 338 1365705 – 338 7024838
www.villapimpina.it