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Archivio per la categoria ‘Ristoranti’

Mangiare con lentezza alla Repubblica del Pane. Quando Slow Food è di casa in Medio Oriente

In Beirut, Libano, Mercati, Ristoranti on Luglio 26, 2009 at 7:22 pm

pane

Lo Slow Food a Beirut abita in un piccolo ristorante dall’insegna rossa situato in una piccola via laterale della trafficata Rue Hamra, nel quartiere di Hamra, appunto. Hamra un tempo era IL quartiere di Beirut, quello più vivo e cosmopolita. Oggi ci sono altri posti, altri quartieri che sono alla moda. Ma Hamra è ancora uno dei posti preferiti dagli stranieri che vivono a Beirut. A quanto pare è anche il “quartiere dei veri Beirutesi”. o almeno così lo definisce Ziad, il mio “autista” libanese, mentre soddisfatto accompagna me e le mie valigie ad Hamra a prendere possesso di un appartamento ammobiliato all’ottavo piano di un palazzo dal nome curioso: Residence Santona.
Dopo quella prima orgogliosa presentazione del posto dovrei avrei passato i successivi due mesi, lascio Ziad alle sue teorie sull’impossibile conciliazione del Libano e ai suoi lamentii sulla maleducazione delle nuove generazioni e parto da sola alla scoperta delle possibilità che offre la mia nuova temporanea residenza. Dove andrò a mangiare la sera? dove farò colazione? cosa c’è di bello da vedere qui? Subito mi è chiaro che tra le via di Hamra, come d’altro canto ovunque a Beirut, è possibile mangiare a ogni angolo di strada, a ogni ora del giorno e gustando quasi ogni possibile menù, con una prevalenza (che ve lo dico a fare?) di meze varie e di shawarma. Giro, annuso e intanto  impreco contro il traffico e i clacson che tutti suonano per le ragioni più svariate: per chiamarti dai taxi, per incitare ad avanzare più spedita la macchina davanti, per protestare contro chi si ferma a parcheggiare, scaricare, chiacchierare. Una cacofonia costante dalla quale trovo rifugio di fronte all’insegna rossa del Bread Republic, il ristorante-panetteria, nonché casa di Slow Food Beirut, dove ho appuntamento per cena con un amico che a Beirut  vive da tempo. L’amico mi spiega, mentre ci accomodiamo a uno dei piccoli tavolini fuori dal minuscolo ristorante, che lui al Bread Repubblic viene a comprare i muffins per colazione e a farci il brunch della domenica. Mi dice anche che il patron del Bread Republic è un tal Walid Ataya, presidente di Slow Food Beirut e che nel 2008 quando si sparavano per le strade, il Bread rimaneva aperto in mezzo al caos.

Mentre ascolto storie di antichi e nuovi rancori, vecchie e nuove guerre, Hezbollah, sunniti e cristiani, esploro il menù scritto con il gesso bianco sulla porta del ristorante e intercetto una cameriera gentilissima che in perfetto inglese mi propone una bruschetta con un formaggio fresco di cui non ricordo il nome e un bicchiere di vino bianco libanese. Mi alzerò di lì soddisfatta dopo una serie di bicchieri accompagnati da una serie di racconti. Bella serata.

Bread insegna

bread lavagna

Dopo quella prima volta al Bread Republic sono tornata spesso, vuoi a comprare i giganteschi e buonissimi muffins, vuoi a fare scorta di pane profumato, vuoi a bermi un bicchiere di vino dopo il lavoro. La clientela del Bread è linguisticamente eterogenea, ma tutta ugualmente rilassata. Molti all’ora dell’aperitivo o a colazione hanno il portatile acceso, chattano , lavoricchiano, rispondono alle mail. Altri hanno un libro sul tavolino o appunti da leggere. Si sta un po’ come in un salotto, senza le poltrone, insomma. Si gusta una cucina mediterranea con parecchi influssi italiani e ingredienti libanesi. Una buona cucina, anche se non sempre all’altezza. Ma tant’è… Sei a due passi dal caos e dai clacson, in un posto carino senza essere fighetto (ce ne sono di posti fighetti a Beirut, ce ne sono assai), con una bella atmosfera, bei sorrisi gentili e tanto buon pane.

Al martedì mattina, poi, i tavolini del Bread si compattano e nella via si svolge un mercatino del biologico targato Slow Food: frutta, verdura, miele, spezie, torte dolci e salate. I banchetti non sono molti, una decina in tutto, ma la scelta delle cose da provare non manca. E provandole, se ne resta immediatamente conquistati.

Taccuino

Bread Republic
Hamra Street (via laterale)
Beirut

insegna slow food

Mielemercatino slow food beirut

Dormire chic & basic e mangiare (quasi) da Ferran Adrià. A Barcellona

In Barcellona, Hotel, Ristoranti on Luglio 16, 2009 at 12:18 pm

park barcelona
Il sottotitolo di questo post potrebbe suonare così: “Miniguida per una cena e una notte a Barcellona”. Siete nel quartiere di El Born, nel cuore di una Barcellona di vecchi vicoli e nuovi locali e qui passerete la notte in un hotel di design dopo aver mangiato da un allievo di Ferran Adrià. Nel giro di un quartiere, un paio di strade. Nesuna fatica. Il tutto senza spendere una cifra astronomica. Impossibile, direte voi. Possibilissimo, dico io, se l’hotel dove prenoterete la vostra notte  è il Chic & Basic Born e il ristorante dove cercherete di avere un tavolo è il Santa Maria. Provate e credete.

Hotel Chic & Basic Born

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Il Chic & Basic è un albergo molto bianco, in una posizione eccezionale. È un misto di vecchio (il palazzo è del 1888) e nuovissimo (l’arredo). Le camere vanno a taglie, come i vestiti: M, L e XL. Da prenotare se piacciono gli hotel design, dal look un po’ da astronave.

Taccuino:

Hotel Chic & Basic Born
Carrer de la Princesa. 50
Barcellona
Tel. 0034 93 295 4652

born@chicndbasic.com
www.chicandbasic.com

 

Santa Maria

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Il Santa Maria è un ristorante di tapas ma di tapas che si fanno ricordare. Lo chef qui ha “studiato” da Ferran Adrià e offre esperimenti gustosi in porzioni small. Buono e divertente. Dopo aver sperimentato piatti dagli abbinamenti insoliti, ho finito la mia cena con una mousse alla coca cola e lampone, che frizza in bocca come le cicche di un tempo con dentro la polvere frizzina. Ricordo di infanzia che mi ha fatto sorridere.

Taccuino:

Santa Maria
Carrer del Comerç, 17
Barcellona
Tel. 0034 (0)93 315 1227

Da Roscioli, ovvero nel girone dei golosi

In Ristoranti, Roma, Shopping on Marzo 19, 2009 at 9:37 pm

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“Due etti di Pata Negra per favore! E mentre aspetto, un bicchiere di vino…”
Siamo seduti a uno dei tavolini “con vista” da Roscioli, la salumeria-gastronomia-ristorante di Via dei Giubbonari e osserviamo divertiti il via vai dei clienti che entrano a fare la spesa e di quelli che si fermano per mangiare. O entrambe le cose.
C’è il giovane manager che torna da un viaggio di lavoro (si capisce perché trascina un piccolo trolley) che passa a fare la spesa al volo dopo aver trovato il frigorifero vuoto: prosciutto e carciofi. C’è il signore americano appassionato di formaggi che si fa spiegare cos’è la burrata e poi esce dal negozio felice con un pacchettino che olezza di latte di capra. C’è il quarantenne che aspetta un amico bevendosi un bicchiere di vino al bancone e intanto assaggia. E ci siamo noi che abbiamo prenotato per cena un tavolino con vista sul bancone dei formaggi e dei salumi e che non riusciamo a deciderci di fronte a un menù tentatore. Mentre sgranocchio il pane buonissimo (è da tre generazioni che la famiglia Roscioli gestisce un noto forno, poco lontano dal ristorante, che sforna pane e pizza per i romani) mi arrendo di fronte a una lista che contiene, tra le altre cose, 13 diverse selezioni di formaggi e 7 scelte diverse di mozzarella. Abbandono momentanemante il menù di fronte al quale non mi so proprio decidere e mi guardo attorno. Sedersi a cenare in gastronomia, e in particolare in questa gastronomia, provoca una continua sindrome di Stendhal. Da un lato una parete di vini, dall’altro la vetrina dei formaggi, ovunque scaffali colmi di ogni bontà: olii, paste, conserve. C’è di che perdersi e noi ci perdiamo con grande soddisfazione. Quando il cameriere premuroso si avvicina per prendere l’ordinazione, noi non siamo ancora pronti. Sarà una serata lunga… lunga e appetitosa.

Consiglio: prenotare, prenotare, prenotare. I pochi tavolini di Roscioli sono ambiti per pranzo e cena. Quelli di fronte al bancone della salumeria sono appunto di fronte al bancone della salumeria. Se non vi piace l’idea di cenare mentre altri vi fanno la spesa accanto, prenotate un tavolino nella sala sul retro.

Taccuino:

Ristorante Gastronomia Roscioli
Via dei Giubbonari, 21
Tel. 06 6875287

Antico Forno Roscioli
Via dei Chiavari, 34
Tel. 06 6864045

www.anticofornoroscioli.com

Il Gusto degli Altri #1

In B&B, Milano, Provenza, Ristoranti on Marzo 13, 2009 at 5:26 pm
[Il Gusto degli Altri è una passeggiata in rete e tra le pagine di giornali e riviste a sbirciare e raccogliere buoni indirizzi e suggerimenti]

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Il ristorante cinese a Milano

Non è facile come dirlo. Trovare un buon ristorante cinese dove non si abbia l’impressione che tutto sappia di fritto e glutammato. Dove non prevalga il mono-gusto e il mono-odore. Sigrid di Cavoletto di Bruxelles lo ha scoperto, ma dice che i milanesi lo conoscono da tempo. Il cino ristorante milanese che Sigrid descrive con tanto entusiasmo, è sobrio negli arredi. Perché anche l’occhio, oltre al palato, vuole la sua parte. Ma soprattutto, dice Sigrid, gli ingredienti sono buoni e i piatti ben riusciti. A giudicare dalle foto, sembra proprio di sì. [Via Cavoletto di Bruxelles]

Taccuino:

Mandarin 2
via Garofalo Benvenuto, 22/a
Milano
Tel. 02 2664147
www.mandarin2.it

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Una maison d’hôtes in Provenza

Adina, della Cucina di Adina, si innamora di una maison d’hôtes in Provenza e non si fa fatica a capire il perché. Anche io mi innamoro leggendo. Mi innamoro della storia di questa coppia, Isa e Philippe, che nel 2003 lascia vite precedenti per cucinare (lei) e coccolare coi massaggi (lui). Mi innamoro delle foto che trovo sul sito della maison: mi innamoro delle stanze, della piscina, del giardino. Mi innamoro e intanto annoto: Maison Felisa. Mi piace anche il nome. [Via La cucina di Adina]

Taccuino:

Maison Felisa
6 rue des Barris
30126 St Laurent des Arbres
Tel. +33 4 66399984
Cell. +33 6 82760789
maison.felisa@gmail.com
www.maison-felisa.com

Consigli per un fine settimana di-vino

In B&B, Piemonte, Ristoranti on Novembre 26, 2008 at 1:23 pm

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“Una vigna ben lavorata è come un fisico sano, un corpo che vive, che ha il suo respiro e il suo sudore”. La frase la potete leggere ne La luna e i falò di Cesare Pavese. La vigna, anzi le vigne, quelle vigne, le potete invece vedere, dal vivo, in quell’angolo di Piemonte di cui Alba è cuore e cervello assieme e Barolo, Barbaresco, Dolcetto il sangue che li irrorano.
Sono luoghi questi in cui l’autunno è meno malinconico che altrove, o forse lo è di più, e proprio per questo è più bello.

Sinio, a 30 km. a sud di Alba, nel cuore della zona di produzione del Barolo, è un buona base per gustare tutto questo e per esplorare le colline ricoperte di filari d’uva. A Sinio, infatti, c’è una piccola cascina che è al contempo osteria e b&b, con sei curatissime stanze in stile rustico, uno spazio esterno invitante con tanto di calcio balilla, piscina e gatti sparsi qua e là. E un nome evocativo e simpatico: Osteria del Maiale Pezzato.

Sempre a Sinio trovate il signor Rivetto, titolare dell’azienda vitivinicola omonima. Andate a trovarlo e vi racconterà la storia del Barolo e dei suoi vigneti, accompagnando il racconto con assaggi dei suoi ottimi prodotti.
Alla fine, tornerete a casa con il bagagliaio dell’automobile stipato di bottiglie e una pazza voglia di rileggervi Pavese. A me almeno è capitato così.

Taccuino

Osteria del Maiale Pezzato
Via Carlo Coccio 2
Sinio (Cn)
Tel +39 0173 263845

www.maialepezzato.it
info@maialepezzato.it

Azienda Agricola Rivetto
Loc. Lirano 2
Sinio (CN)
Tel. +39 0173613380
Fax +39 0173613977

www.rivetto.it
rivetto@rivetto.it

Signori e Signore, ecco a voi il tortello cremasco!

In Eventi & Appuntamenti, Ristoranti on Novembre 9, 2008 at 6:21 pm

“Qui siamo proprio nella Bassa”. Difficile trovare una sintesi migliore per il paesaggio che ci accompagna verso la Rassegna Eno-Gastronomica del Cremasco. Strade strette, per prima cosa. Ma strette davvero, che le macchine, quando si incrociano, devono fermarsi e negoziare il passaggio. Poi la nebbia, la leggera nebbiolina delle sere di inizio novembre, che spruzza di umidità la campagna.
Già, la campagna: da queste parti non vale il luogo comune che qui un tempo era tutta campagna. Perché lo è ancora. Paesi sonnolenti, uno o due bar aperti, avventori sulla strada a fumare e a guardare l’automobile foresta che passa per Ripalta Arpina. Perché questa è la meta della nostra serata: ci attende infatti, in una piccola villetta in stile rustico appena fuori dal centro abitato, La Locanda degli Elfi.
Siamo arrivati per sperimentare il menù degustazione da 30 euro, vini inclusi, e alla fine possiamo dire che l’esperimento è riuscito. Sapori forti, “padani”, ma ingentiliti dai trucchi di chi la sa lunga su come far digerire (in senso letterale) la cucina del territorio, ottima ma ostica. Del menù abbiamo apprezzato la frittatina alle verdure, le polpette al sugo di pomodoro, i pesciolini fritti. Ma eccellenti si sono soprattutto rivelati i tortelli cremaschi, con il giusto equilibrio tra il salato dell’impasto e il dolce del ripieno.

La Rassegna, giunta quest’anno alla 16esima edizione, è iniziata il 19 ottobre e terminerà il 30 novembre. C’è tutto il tempo per provare uno dei dieci ristoranti che aderiscono all’iniziativa. O più d’uno.

Taccuino:

A tavola con la tradizione cremasca
Rassegna Eno-Gastronomica del Cremasco
16esima Edizione
Dal 19 Ottobre al 30 Novembre 2008

Qui i ristoranti che aderiscono e i menu’ della rassegna

Sapessi come è strano…dormire a Milano

In B&B, Milano, Ristoranti on Ottobre 19, 2008 at 9:01 am

(Una stanza del b&b Cocoon )

AAA cercasi b&b a Milano. Si richiede bella presenza e prezzo decente. Astenersi hotel anonimi o extra lusso.

Dormire a Milano. Dormire in una città che, come si è detto, non è esattamente a vocazione turistica. Una città da hotel d’affari, da catene alberghiere o, in alternativa, da strutture extra lusso. Eppure, a saper cercare, anche Milano offre piccoli b&b di fascino, indirizzi preziosi dove lasciare il cuore e non il portafoglio. Noi ne abbiamo individuate almeno due:

 

    Cocoon b&b. Bed & breakfast con giardino, recita il sito del Cocoon. Piccolo e raccolto, con solo tre stanze, questo b&b fa subito pensare che il nome scelto calzi a pennello. In più si trova in zona Tortona, uno dei quartieri più creativi ed eclettici del capoluogo lombardo. Come dire: dentro cocooning, fuori design.

Cocoon bed and breakfast

Via Voghera, 7
Milano
Zona Tortona
Tel     +39 028322769    
Cell.    +39 3498606014    
Fax +39 028394895

www.cocoonbb.com

 

     
    VietnaMonAmour b&b. Forse non tutti sanno che a Milano, in zona Città Studi, c’è un angolo di Vietnam. In un palazzina dei primi del ‘900 ci sono le 4 stanze del VietnaMonAmour b&b, che offre raffinati arredi vietnamiti e un giardino per la colazione, quando il tempo lo permette.
    Ma è finita qua: il VietnaMonAmour è anche ristorante. La cucina che offrono Christiane, parigina di origine vietnamita, e Dario, piemontese ed esperto conoscitore di vini, è semplicemente deliziosa. E siccome non c’è il due senza il tre, il VietnaMonAmour si fa anche negozio, dove trovare originali pezzi di artigianato e abbigliamento.

VietnaMonAmour bed & breakfast e ristorante
Via alessandro Pestalozza, 7
Milano
ZonaCittà Studi
Tel.     +39 0270634614    
Cell.    +39 3355790129    

www.vietnamonamour.com

Milan l’è un gran Milan, parola di Micol

In Guide, Milano, Musei, Ristoranti, Shopping on Ottobre 12, 2008 at 10:07 am

(Terrazze del Duomo, Milano by Auro)

“Non sono in molti ad apprezzare davvero Milano”, ci dice in apertura la guida meneghina delle 101 esperienze da fare almeno una volta nella vita nella città che fu da bere e che per alcuni sembra solo da digerire. Perché Milano è una città forse poco amata per chi ci corre e lavora e per chi vi vive da una vita e non l’ha mai vista davvero. Non veramente turistica, non a misura d’uomo, non di bellezza sfacciata, Milano riserva 101 cose in grado di farcela amare almeno un po’. Così dice Micol Beltramini, autrice della guida e blogger.

Ho chiesto a Micol di riassumere in poche coordinate uno speciale percorso da consigliare a un’amica di passaggio a Milano, un percorso che tenga insieme originalità e atmosfera. Ne sono venuti fuori quattro suggerimenti in pillole. Ecco qui gli indirizzi di Micol:

1. Shopping

“Per lo shopping vintage sicuramente Cavalli e Nastri, nei due punti vendita in Brera e in via Mora, e Oplà, in via Vigevano. Per lo shopping più in generale consiglio la seconda parte di Corso Ticinese, poco prima della porta, dove ce n’è un po’ per tutti i gusti”.

2. Una cena milanese doc

“Suggerirei L’osteria del Binari, subito dopo il ponte di Porta Genova, in particolare d’estate così ci si gode il pergolato dietro e ci si può giocare a bocce. Per risparmiare, l’Arci Bellezza di via Bellezza: si mangia benissimo per pochissimo e l’atmosfera non si batte”.

3. Milano da bere

Tre bar in particolare: il Bar Basso, il Magenta o il Jamaica. Il Magenta d’elezione perché facevo l’università lì vicino e perché lì di fronte c’è Buscemi, che è il mio negozio di cd preferito”.

4. Un po’ di arte e cultura

“Per quanto riguarda musei o gallerie, Triennale e PAC sono a tutt’oggi le location più belle che abbiamo. Belle nel senso milanese del termine, che guarda al futuro più che al passato. Poi, per un momento in puro stile Amsterdam, le Gallerie di Lambrate; passate in via Ventura e via Massimiano di sera e dimenticate tutto quello che avete visto finora.”

Da leggere:

Micol Arianna Beltramini
101 cose da fare a Milano almeno una volta nella vita
Editore: Newton Compton

Sotto la Versilia ci sono le dune, vicino alle dune un ristorante, al di là del ristorante il mare

In Ristoranti, Spiagge, Toscana on Settembre 29, 2008 at 4:43 pm

 

Passo il fine settimana in Versilia. Mi lamento della eccessiva urbanizzazione e della cementificazione di tratti di costa dove arrivando si fa fatica a vedere il mare, finchè un’amica che conosce le zone lì intorno mi porta a Marina di Vecchiano, nel Pisano, e lì smetto all’istante di lamentarmi. A Marina di Vecchiano il mare c’è, un mare che si vede luccicare in mezzo a un incontaminato paesaggio di dune. La natura qui è protetta dall’esistenza del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e perciò la vista spazia indisturbata tra la macchia mediterranea, le pinete e il mare.

Alle spalle delle dune di sabbia c’è un ristorante con una bella terrazza in legno e lì ci fermiamo per pranzo. Il ristorante è informale e allo stesso tempo carino, la padrona di casa di schietta simpatia toscana e il menù goloso. Assaggiamo sia pesce sia carne affidandoci ai consigli della nostra oste che ci suggerisce pasta con i coltellacci e ravioli con il ragù di mucco pisano.
Fatte le 2 doverose domande:
1. Cosa sono i coltellacci?
2. Cos’è il mucco pisano?
ci siamo sentiti rispondere che i coltellacci sono i cannolicchi e che il mucco pisano è la razza bovina che rumina nel parco.
Gli uni e gli altri buonissimi, lavati via con un buon vino locale e smaltiti subito dopo con una bella passeggiata sulla spiaggia. Troppo freddo per tuffarsi nel mare etrusco. Ci torniamo la prossima estate per controllare l’effetto che fa questa splendida distesa di sabbia in periodo turistico e per assaggiare nuovi piatti nel “nostro” ristorante.

PS Un grazie agli amici che ci hanno ospitato e fatto scoprire questo angolo di Toscana.


(interni ed esterni del ristorante Casafòra)

 

Taccuino:

Ristorante Casafòra
Piazzale Montioni,
Marina di Vecchiano (Pi)

Tel. 050 804702
Orari: 12-15, 20-23
Giorno di chiusura: lunedì

Canederli e altre prelibatezze dal Trentino. Una cena dalla signora Mirella

In Ristoranti, Trentino Alto Adige on Agosto 17, 2008 at 12:40 pm


(Una foto di Fondo, paese della Val di Non dove, grazie a lui, ho scoperto la buona cucina trentina. Ho scritto il commento che segue l’anno scorso, dopo una gustosa scorpacciata in un ristorante della zona, nel quale sono poi ritornata quest’estate. Il ristorante è rimasto immutatamente buono, il commento immutatamente valido)

“Mai assaggiato stangolapreti così buoni!” e la signora Mirella è già pronta a portarne un altro vassoio, insieme magari a un altro assaggio di gnocchi al sugo di arrosto. Difficile dire di no, anche sapendo che dopo ci saranno altre delizie, alle quali sarà altrettando difficile resistere.

Siamo in montagna, nella Valle di Rumo, in quel Trentino di piccoli paesi, solide tradizioni e poca (per fortuna!) mondanità. L’agritur Mirella ci viene segnalato da un amico che passa tutte le sue vacanze lì vicino, in Val di Non, e che perciò conosce tutto di queste valli, anche gli indirizzi più nascosti, che sono anche quelli più preziosi. Il ristorante della signora Mirella è uno di questi e l’amico ci porta a cena lì.
Celato in una casetta nella frazione di Mione di Rumo, l’agritur, che prende il nome dalla sua sorridente titolare, ci accoglie in una piccola sala in legno dominata da una vecchia stube.
Nel menù specialità trentine, poche cose, molto golose. Noi abbiamo iniziato con strangolapreti, gnocchi e canederli. Difficile dire cosa ci è piaciuto di più. Il sughetto degli strangolapreti è burro fuso di una tale bontà che invita, anzi obbliga alla scarpetta. E al diavolo le calorie.
Tra i secondi abbiamo assaggiato le costine di maiale al vino bianco, il coniglio arrosto e gli involtini di carne al Trentingrana. E per non farci mancare nulla, una porzione abbondante di tortel di patate, accompagnata da insalata di cavolo cappuccio condita con il cumino. Per finire gelato di fior di latte (produzione della casa) con frutti di bosco.

Dalla signora Mirella occorre prenotare, perchè il posto è piccolo. Occorre essere armati di appetito, perchè si mangia “da montagna”. Occorre infine segnarselo sul taccuino, perchè non è su rotte conosciute, ma ne vale la pena

Taccuino:

Agritur Mirella
Via Mione, 21
Mione di Rumo (Trento)
Tel: 0463/530328
Solo su prenotazione

Nomadi Stanziali si aggira per Catania

In Catania, Ristoranti, Sicilia on Agosto 10, 2008 at 4:23 pm

Nomadi Stanziali si aggira per Catania. Nei locali e nei negozi, nelle librerie e nelle edicole, negli hotel e nei ristoranti, negli stabilimenti balneari… E no, non sono fisicamente in tutti questi posti. Mi trovate piuttosto sul numero di agosto-settembre di Spray Style Magazine, il primo bimestrale catanese di moda, tendenze e lifestyle, distribuito gratuitamente in 15 mila copie sul territorio di Catania e provincia. Io sono a pagina 44 dove apro il mio taccuino di indirizzi di viaggio, quegli stessi indirizzi che trovate qui. Grazie ancora alle ragazze di Spray Style che mi hanno invitato a collaborare.

A proposito di Catania. Se per caso avete in programma di aggirarvi per Catania, magari con un’auto a disposizione, magari verso ora di cena, segnatevi un indirizzo che vi porterà appena fuori città, nella vicina San Giovanni la Punta. Qui, in una vecchia dimora di campagna dall’invitante giardino di palme e camelie, assaggiate cucina regionale rivisitata e alleggerita, accompagnata da un buon bicchiere di vino, di quei vini siciliani dagli intensi profumi. Gli involtini di carne ai fiori di zagara e gli spaghetti con i ricci, sapori bilanciati e perfettamente accostati, servizio gentile e giardino accogliente sono quello che ricordo di una splendida cena al Giardino di Bacco qualche anno fa. Confido che non sia cambiato nulla. Se non in meglio, ovvio.

Taccuino:

Giardino di Bacco
Via Piave, 3
95037 San Giovanni la Punta (CT)
Tel 095 7512727

In Sardegna non c’è (solo) il mare

In B&B, Montiferru, Ristoranti, Santu Lussurgiu, Sardegna on Agosto 6, 2008 at 9:40 pm


“Sul territorio della Sardegna ci sono circa 7000 nuraghi…”. Inizia così la nostra lezione mattutina di storia di civiltà nuragica. Siamo nella campagna intorno ad Abbasanta, nella zona della Sardegna centrale tra il Montiferru e il Barigadu, in provincia di Oristano. Zona di sughero e querce, di greggi di pecore che ti si parano davanti di ritorno dalla giornata al pascolo. Zona di case solitarie, spazi vuoti e orizzonti riposanti, per gli occhi e la mente. Perchè in Sardegna non c’è solo il mare e parafrasando Marcello Fois vale la pena scoprire cosa c’è al di là delle seppur splendide coste, del mare di smeraldo, del vento che spinge la vela.
Nel tentativo di andare al di là del mare abbiamo soggiornato al Mandra Edera e di lì girovagato nei dintorni per un tuffo nel mistero dei nuragi intervallato da numerose tappe gastronomiche ad assaggiare il bue rosso e il formaggio casizolu, due presidi Slow Food che hanno patria da queste parti. E’ al Mandra Edera che abbiamo approfittato della gentilezza della proprietaria, laureata in storia e appassionata narratrice, per una mini lezione prima di affrontare la visita al sito nuragico di Santa Cristina. Al Mandra Edera abbiamo poi goduto della bellezza di una tenuta, dove è possibile fare passeggiate a cavallo, nuotare nella piscina o semplicemente sedersi a guardare il verde del prato e degli alberi.



(nelle foto le casette in affitto al Mandra Edera, il portico della casa e la piscina)

Sempre in zona abbiamo camminato nel silenzio delle stradine del piccolo borgo di origine medievale di Santu Lussurgiu e fatti accogliere per cena dalla donne dell’albergo diffuso dell’Antica Dimora del Gruccione. Qui la titolare Gabriella con il suo team tutto al femminile ci ha aperto il pesante portone che porta nel cortile interno della dimora, la vecchia abitazione dei bisnonni, che oggi offre al visitatore camere differenti l’una dall’altra e un ristorante che vale la pena cercare al di là del portone. La cena è per gli ospiti dell’albergo ma su prenotazione si può mangiare alla Dimora anche venendo dall’esterno.


(la porta di ingresso della Antica Dimora del Gruccione e il giardino interno)

Infine nell’universo di donne che ha caratterizzato il nostro viaggio nelle colline del Montiferru come dimenticare Mattea Usai, che nel paese di Seneghe delizia il palato all’Osteria del Bue Rosso, con un menù prevalentemente incentrato sulla razza bovina sardo-modicana che dà il nome a questo ristorante. Un ristorante semplice e di sostanza, una cucina del territorio vera e non ruffiana, una propretaria simpatica e solare. Armatevi solo di sano appetito e non rimarrete delusi.

E se poi vi dovesse proprio mancare il mare, le coste dell’oristanese sono a un’ora di distanza. E che mare! Giudicate voi.

Taccuino

Hotel Mandra Edera
Località Mandra Edera
Abbasanta (OR)
Tel. 0785 52710
mandraedera@tiscali.it
www.mandraedera.it

Antica Dimora del Gruccione
Santu Lussurgiu (OR)
www.anticadimora.com

Osteria Al Bue Rosso
piazzale Montiferru 3/4
Seneghe (OR)
Tel. 0783 54384 oppure 338 2369026

Gustavo vino da Gustavo. In Umbria, a Trevi.

In Enoteche, Ristoranti, Trevi, Umbria on Giugno 15, 2008 at 8:36 am

“Chi è Gustavo?” è stata questa la prima domanda che abbiamo fatto dopo aver visto l’insegna esposta fuori dal locale. Ci piaceva l’idea del nome omen, del destino iscritto nel nome e ci siamo subito detti che se ci fossimo chiamati Gustavo avremmo sicuramente aperto un ristorante e lo avremmo chiamato con il nostro nome. La risposta però è stata negativa, dietro la vineria Gustavo purtroppo non c’era nessun Gustavo. La buona notizia è che quella è stata l’unica delusione della serata.

La seconda domanda “Avete un tavolo libero per cena?” ha riscosso maggior successo. Con gran respiro di sollievo da parte nostra, che in quella piazzetta del piccolo borgo umbro di Trevi a quel punto volevamo proprio fermarci a mangiare. Perchè la vineria degustazione Gustavo è un angolo raccolto e ricco di atmosfera e i tavolini preparati di fianco alla chiesa di San Francesco erano semplicemente e perfettamente invitanti per una serata estiva.

La cena poi si è illuminata di luci discrete e di musica che ha inondato la sera nella piazzetta. Ricordo la voce del cantante degli Avion Travel e un paio di buoni bicchieri di vino. Ricordo che la coppia seduta di fronte aveva scelto la degustazione d’olio. Ricordo, dipinta sulle pareti all’interno del locale, la frase di Goethe: “La vita è troppo breve per bere del vino mediocre”. Già.

Taccuino:

Gustavo – Vineria e Degustazione
Via salita San Francesco 13
Trevi (Perugia)
Tel. 0742-78545 oppure 338-2579609 oppure 333-6911302 oppure 338-3058621

www.gustavogustavino.it