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Archivio per la categoria ‘Sicilia’

Una libreria, un’isola, un sogno, un vulcano.

In Sicilia, Stromboli on Aprile 26, 2009 at 9:09 am

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Stromboli su Flickr

E’ da giorni che che mi ronza per la testa la storia di una libreria, un’isola, un sogno e un vulcano. E’ che mi è tornato in mente il bell’articolo di Concita De Gregorio pubblicato tempo fa sulla Repubblica delle Donne e che narrava di Chiara la libraia e del suo sogno fattosi realtà sotto l’ombra ingombante di Iddu, il vulcano.

Qui sotto l’articolo della De Gregorio. Ditemi voi se non è una storia bellissima.

“In fondo alla strada, ma proprio in fondo dove i turisti del trekking che vengono a passeggiare sul vulcano non arrivano mai. In fondo alla discesa che quando la vedi lasci perdere perché t’immagini il ritorno in salita sotto quel sole, meglio tagliare a destra per il mare. Ecco, laggiù in fondo c’è la libreria. È piccola piccola, poco più di trenta metri quadrati. È tutta verticale, con una scala di legno chiaro che porta al piano di sopra, lungo i gradini qualche bel libro in lingua originale, un po’ di teatro in inglese, un po’ di filosofia in tedesco, qualche romanzo in spagnolo, in francese e certo in russo. La storia della libreria di Stromboli (che si chiama “La libreria sull’isola” e bisogna andarla a cercare fuori dalle rotte delle gite di un giorno, appunto, bisogna camminare in salita e poi in discesa verso l’antico borgo di Piscità, quello dove viveva Ingrid Bergman nel film) è la storia di Chiara, la libraia, ed è una storia che va bene per tutti, anche per chi fino a quel rettangolo di gelsi e libri non arriverà mai perché parla di passione e di costanza, di illusioni che diventano realtà, parla del fatto che a volerlo ma volerlo davvero quel che di bello si riesce a immaginare alla fine si realizza. Magari tardi, magari poco, magari diverso dal previsto, ma si realizza. Chiara è una ragazza di quarant’anni con un’aria da adolescente magra, lunghi capelli, pelle scura di sole. A Prato, la sua città, era dipendente comunale. Un posto sicuro, tutto il tempo per occuparsi del resto. Quattordici anni fa è partita. “Ho sempre pensato che il mio posto fosse tra i libri. Mi è successo di conoscere una persona che mi ha portato qui. Non c’era niente, quasi niente. Ho detto: ecco, farò la mia libreria”. In questo pezzo di terra nero dove il vulcano ogni quindici minuti tuona, dove le macchine non esistono. Chiara parte ogni primavera con il suo furgoncino, va in continente, lo riempie di due o tremila libri, torna col traghetto e fino a ottobre sta in negozio. Lei da sola perché soldi per pagare dipendenti non ne ha. I titoli sono quelli che piacciono a lei. Fuori, sotto il tavolino del giardinetto d’ingresso, una gatta allatta i cuccioli. I clienti si fermano a parlare fino a tardi. Lei non lo dice, se glielo chiedi sorride e fa sì con la testa ma anche Napolitano e sua moglie Clio, quando si fermano all’isola, vanno a vedere che cosa ha portato Chiara quest’anno. Ogni sera, a luglio e agosto, nel giardino accanto ai gatti c’è il cineforum. Cinquanta sedie pieghevoli, tre o quattro sdraio da spiaggia nei laterali. Qualcuno arriva con la sedia da casa. “All’inizio mettevo i film in cassetta alla tv. Poi piano piano sono venuti lo schermo, il proiettore”. Stromboli è in cartellone tutte le settimane perché vederlo qui, sotto il profilo di “Iddu” – Lui, la sua ombra i suoi fuochi – fa un’altra impressione. Molto cinema italiano, la domenica un programma per bambini: ci vengono da soli, tornano a casa da soli. “No, con la libreria non ci guadagno. Sono tredici anni che vado avanti, però, e se dovessi lasciare credo che sarei nelle condizioni, ormai, di lasciarla nelle mani di qualcun altro. Qualcuno dell’isola, certo. Non guadagno perché la stagione è breve, però non ci rimetto. Non posso far sconti sui libri ma gli isolani lo capiscono e vengono lo stesso: è un servizio, un modo per fare due parole, un contatto che si stabilisce. È molto gratificante, davvero. Attraverso l’internet point ho stabilito relazioni, a volte mute, con persone che per mesi sono venute qui tutti i giorni: gente che arriva a studiare, a scrivere, entrano e ci diciamo buonasera, prego, certo, ecco. Quando ripartono mi sembra di conoscerli come se avessimo vissuto nella stessa casa. Questa è una terra arida, ogni cosa che fiorisce è un miracolo e non sai mai quanto possa durare. C’è il vulcano a ricordarti che tutto è effimero, tutto può sparire in un minuto. Ma d’altra parte è così per tutti, nella vita. Anche senza isole né vulcani, perciò vede, non è niente di eccezionale: è solo che qui si capisce meglio”.

La Libreria sull’Isola ha molti titoli sulle isole, un cinema all’aperto e un internet point. Chiara aveva un sogno che adesso è realtà. Io ho voglia di andarla a trovare sull’isola.

Taccuino

La Libreria sull’Isola
Via Vittorio Emanuele III (lungo la strada «alta» che unisce le due chiese di San Vincenzo e San Bartolo)
Stromboli

Tel. 090.98.65.755

Una stanza di fronte al mare, a Ortigia

In B&B, Sicilia, Siracusa on Aprile 7, 2009 at 7:58 am

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Un’altra stanza davanti al mare sulla quasi isola di Ortigia. È la stanza di Circo Fortuna e si trova in una casetta colorata, così come lo sono le ceramiche della sua bottega. Il prezzo è interessante (60 euro per due, colazione inclusa), la stanza ampia e inondata di luce, i proprietari poliglotti e disponibili.

Suggerimento: Circo Fortuna offre una stanza sola, se la trovate prenotata non disperate, vi resta l’Hotel Gutkowski

Taccuino:

Circo Fortuna B&B
Via Vittorio Veneto n.54
Siracusa

Tel. +39 0931.1850286
Cell. +39 347.2163374
circo.fortuna@yahoo.it
www.circofortuna.it

Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini

In Catania, Shopping, Sicilia on Aprile 5, 2009 at 10:31 am

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Se il profumo avesse un indirizzo, una via e un numero civico, allora questi ci porterebbero a Catania, in un negozio minuscolo in via Santa Filomena al numero 36. Al numero 36 appena entri ti assale un leggero stordimento. Un’onda olfattiva ti lascia per un attimo confuso, mentre ti guardi intorno in un bazar affollato di boccette di vetro di mille fogge e candele meravigliosamente barocche. Mentre curioso tra etichette di maison a me note – Diptyque, L’Artisan Parfumeur – e altre che non avevo mai sentito prima – L’Etat Libre d’Orange, Cire Trudon – ascolto quello che poi scoprirò essere il patron della piccola bottega odorosa descrivere i contenuti dei flaconi a tre ragazze entrate per acquistare un profumo per un’amica. Mi ambiento lentamente nella selva degli odori, adatto la vista alle luci soffuse e origlio di soppiato un abile affabulatore narrare dell’aroma dell’incenso bruciato sul Monte Athos o della suggestione del gelsomino che si mischia alle volute del fumo di sigaretta di Greta Garbo e Marlène Dietrich. Le ragazze sono estasiate e non capisco se sono veramente entrate per acquistare un profumo o solamente per ascoltare questo cicerone dell’esperienza olfattiva. Tant’ è che se ne escono confuse e contente, ubriache di assaggi e di parole. A mani vuote.
È il mio turno. Chiacchiero, chiedo, ascolto e annuso. Antonio Alessandria, il proprietario-narratore, mi spiega la sua doppia vita da ingegnere di giorno e profumiere di sera. Mi dice che il negozio, che sta in una via affollata di botteghe e locali nel centro di Catania, apre solo la sera e che l’idea di questo piccolo boudoir della profumeria artigianale nasce da una passione a lungo accarezzata e poi coltivata con determinazione. Mi parla del suo incontro con il profumo a Roma al Bar à Parfumes di via di Ripetta, dei corsi seguiti a Milano e Parigi, dell’inaugurazione sontuosa della sua bottega degli odori. Poi mi accompagna in un tour guidato a spasso tra le fragranze e anche io, come le ragazze di prima, mi confondo e mi stupisco. Ma alla fine del mio percorso di esplorazione olfattiva esco con un profumo che più di altri mi conquista. Si chiama Putain des Palaces (eh sì) e mi accompagnerà sulla pelle fino al giorno seguente.

PS Il titolo di questo post è tratto da Il Profumo di Patrick Suskind. Quale testo migliore per parlare di profumi?

Taccuino:

Boudoir 36
Via Santa Filomena, 36
Catania
Tel. 095 7152358
Il blog del negozio

BAD & Breakfast? No. Bed&breakfast And Design.

In B&B, Catania, Sicilia on Ottobre 5, 2008 at 5:29 pm

Catania, città dai mille volti. Dalle mille cadute e altrettante rinascite. Catania distrutta e ricostruita. Catania nera di lava, raggiante di musica, blu di mare. Vociante di mercato e nottambula di bar.
Soggiornare in un b&b che si chiama BAD e che sorprende nel mix di colori e arredi mi sembra il minimo per essere in tema con l’atmosfera di questa città.

Al BAD c’è del vintage che gioca a colorare l’appartamento di un palazzo dell’800, nel ventre della città vecchia, vicino al mercato del pesce e al Duomo. C’è la carta da parati così ipnotica come non l’avete più vista dagli anni settanta e c’è barocco siciliano che spunta a sopresa, anche se qui è la patria sua. Ikea e casa della nonna che si baciano, che detto così suona male, ma visto lì fa bene agli occhi.

I due proprietari Giulia e Alessandro hanno usato tutti gli ingredienti delle loro vite precedenti (pubblicità, grafica) per shakerare un cocktail di stili nelle 3 stanze del BAD. Negli spazi comuni hanno poi deciso di offrire asilo alle opere di giovani artisti. Cos’altro? Un mini appartamento con terrazza, lettori DVD e CD nelle stanze, ambienti insonorizzati, prezzi dolci.

BAD is GOOD, dopotutto.

(le foto, tratte dal sito del BAD, sono opera sua)

Taccuino:

BAD – Bed & Breakfast and Design
Via Cristoforo Colombo 24
95121 Catania
Tel. +39 095.346903
Cell. +39.340.9601012

info@badcatania.com
www.badcatania.com

Nomadi Stanziali si aggira per Catania

In Catania, Ristoranti, Sicilia on Agosto 10, 2008 at 4:23 pm

Nomadi Stanziali si aggira per Catania. Nei locali e nei negozi, nelle librerie e nelle edicole, negli hotel e nei ristoranti, negli stabilimenti balneari… E no, non sono fisicamente in tutti questi posti. Mi trovate piuttosto sul numero di agosto-settembre di Spray Style Magazine, il primo bimestrale catanese di moda, tendenze e lifestyle, distribuito gratuitamente in 15 mila copie sul territorio di Catania e provincia. Io sono a pagina 44 dove apro il mio taccuino di indirizzi di viaggio, quegli stessi indirizzi che trovate qui. Grazie ancora alle ragazze di Spray Style che mi hanno invitato a collaborare.

A proposito di Catania. Se per caso avete in programma di aggirarvi per Catania, magari con un’auto a disposizione, magari verso ora di cena, segnatevi un indirizzo che vi porterà appena fuori città, nella vicina San Giovanni la Punta. Qui, in una vecchia dimora di campagna dall’invitante giardino di palme e camelie, assaggiate cucina regionale rivisitata e alleggerita, accompagnata da un buon bicchiere di vino, di quei vini siciliani dagli intensi profumi. Gli involtini di carne ai fiori di zagara e gli spaghetti con i ricci, sapori bilanciati e perfettamente accostati, servizio gentile e giardino accogliente sono quello che ricordo di una splendida cena al Giardino di Bacco qualche anno fa. Confido che non sia cambiato nulla. Se non in meglio, ovvio.

Taccuino:

Giardino di Bacco
Via Piave, 3
95037 San Giovanni la Punta (CT)
Tel 095 7512727

Dormire guardando il mare. A Ortigia

In B&B, Sicilia, Siracusa on Maggio 4, 2008 at 2:31 pm

Durante una vacanza siciliana di qualche anno fa, passeggiando sul lungomare di Ortigia, ho scoperto l’Hotel Gutkowski, un piccolo albergo con un individiabile affaccio sul mare. Dell’Hotel Gutkowski mi avevano allora subito colpito, oltre ovviamente la posizione, l’azzurro pastello della facciata e il nome polacco per un albergo siciliano. Inutile dire che mi era subito piaciuto.
Cercando ulteriori informazioni ho poi scoperto che il Gutowski è il risultato di una riuscita ristrutturazione di due vecchi edifici abitati da pescatori e che le sue stanze sono piene di atmosfera, così come lo è la terrazza. Mi ha ulteriormente conquistato sapere che al Gutowski preparano una colazione fatta di marmellate fatte in casa, latte di mandorla e granite. Mi ha infine convinto il prezzo (110 euro per la camera doppia).
Da allora questo piccolo hotel è finito nel mio taccuino di viaggio alla voce: “bei posti dove dormire in Sicilia”. Un’etichetta meritata, direi.

Taccuino:

Hotel Gutkowski
Lungomare Vittorini, 26
Siracusa
Tel. 0931 465861
Fax 0931 480505
Email info@guthotel.it
www.guthotel.it

A zonzo per le botteghe di Ortigia

In Shopping, Sicilia, Siracusa on Febbraio 11, 2008 at 1:48 pm

Ortigia è la parte più antica di Siracusa. Un’isola che non è proprio un’isola. Una quasi isola. Ortigia è ’u scoggiu, lo scoglio. Ortigia è una serie di stradine animate, dove è bello girovagare e ascoltare e annusare. Magari perdersi. Il mare ti si para davanti così, alla fine di un vicolo, quasi all’improvviso. Poi ti fermi in piazza Duomo e entri a vedere una chiesa che è fatta tutta di sovrapposizioni. Un melting pot architettonico.
Ortigia è rinata grazie alle tante botteghe, ristoranti, piccoli hotel che i siracusani (ma non solo loro) hanno aperto negli anni, rendendo questa bellezza complessa e barocca una tappa imperdibile per chi si trova a visitare questo angolo di Sicilia.

(Immagine tratta dal sito di Circo Fortuna)

Nel cuore di Ortigia c’è Circo Fortuna, un negozio-laboratorio che vende ceramiche colorate e stoffe dalle fantasie allegre. Il biglietto da visita che lo presenta recita: “Circo Fortuna nasce a Siracusa, da una storia d’amore come nelle favole…” .
Le ceramiche di Caroline van Reit, olandese immigrata in Sicilia, hanno decori infantili e frasi dipinte e il vantaggio innegabile di metterti di buon umore. I piatti e le tazze invitano a una colazione in terrazza, magari proprio davanti al mare. O in città, quando il mare è ormai lontano e il bisogno di colorare il grigio che c’è si fa sentire.

Shopping list:

Circo Fortuna
via Vittorio Veneto, 54
via Capodieci, 42
96100 Siracusa
Tel. +390.931.1850286
http://www.circofortuna.it