I mercati di Barcellona

 

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Foto: La Cucina di Calycanthus

Si chiamano Maite, Maria e il Fotografo. Postano ricette, pensieri e immagini su un bellissimo diario di cucina online, La Cucina di Calycanthus. Conoscono e amano Barcellona e sono stati così gentili da rispondere alle mie domande sui mercati della città. Ecco cosa ci suggeriscono.

 

La Boqueria questa conosciuta, quella che tutti visitano. Tutti, anche quelli che percorrono solo le ramblas o poco più. Cosa fa uno che è di Barcellona alla Boqueria? Dove compra? Dove si ferma a mangiare un boccone?
Entrando nel mercato di Sant Josep (La Boqueria) si ha effettivamente l’impressione di entrare nel mercato dei mercati. I banchi in prossimità della Rambla sono vetrine di gioielleria allestite per i turisti, ma dietro si apre tutto un mondo. I barcellonesi vanno fieri di questo mercato, lo frequentano e pensano che sia uno dei migliori del mondo.
Per rendersene conto è imprescindibile visitare la zona delle pescherie, che si trova in un labirinto circolare proprio nel centro del mercato, come in tutti i mercati della città. Qui si rischia di girare e perdersi per ore prima di decidere cosa acquistare, tanto enorme e completa è l’offerta e tanto ricchi e opulenti sono i banconi di zinco e di marmo traboccanti di frutti di mare.
A nord del mercato, nella piazzetta di Sant Josep, i payeses (noi diremmo gli ortolani) allestiscono dei banchetti di verdura frequentatissimi dalla gente del quartiere. Se ci si dimentica di chiedere chi è l’ultimo della fila si rischia di aspettare invano per ore, oppure di scatenare il panico fra i clienti… E li intorno un baretto vale l’altro, basta farsi ispirare dai cibi esposti nelle barras. Tutti indistintamente si fermano a bere una birra e a mangiare una tapa, dalla anziana signora al giovane studente. Tentare di mangiare al Pinotxo o ad uno degli altri chioschi-bar prospicienti la Rambla può essere un’impresa ardua.

Boqueria, e poi? Quale è un mercato da vedere e che non è sulle nostre guide?
Barcellona è la città dei mercati. Esiste una attivissima associazione dei Mercati Municipali di Barcellona e si sente una particolare attenzione della municipalità sul mercato inteso come punto nevralgico della vita del quartiere. Ogni mercato ha dunque una sua peculiarità che gli deriva anche dal carattere e dall’atmosfera del quartiere in cui vive (e che fa vivere).
Sulle guide si troverà sicuramente il nuovo mercato della Barceloneta, con le sue vele d’acciaio disegnate dall’architetto Josep Miàs o Santa Caterina con le sue cupole di legno e ceramica dell’altro grande architetto catalano Enric Miralles . Nomi di star dell’architettura contemporanea che stupiscono se accostati ad un luogo che può sembrare banale o povero e che invece è centrale nella concezione di una città che si fa ogni giorno più bella, più vivibile, più viva e più funzionale per i suoi abitanti.

Fra i tanti mercati che ci piacciono scegliamo quello di Gracia, uno dei quartieri più vivi della città. Uno di quei posti in cui ci si sente un po’ a casa e che si ama a prima vista, per la sua atmosfera e per la sua capacità di accoglierti. Il barrio ha due mercati, Libertat e la Abaceria central.
Al primo tocca quest’anno il turno del restauro e non sarà visitabile per qualche mese, il secondo, sul carrer Travesera de Gracia, mostra tutti i suoi cento anni di età. Ma il suo fascino è proprio lì, nell’essere un mercato “antico”, pieno di storia e di storie, perfino di letteratura. Quest’anno compirebbe i suoi cent’anni anche Mercé Rodoreda, la scrittrice catalana che meglio ha saputo descrivere la spagna della prima metà del secolo scorso. “La piazza del Diamante” è ambientato nel quartiere, ed è il nostro libro del giorno.

Volendo consigliare un mercato non alimentare da visitare a Barcellona, quale consigliereste e perché?
Il mercato di Sant Antoni è forse il più grande mercato della città. Il suo recinto ottagonale, che abbraccia un intero isolato dell’Example sinistro, alla conclusione della Ronda di Sant Antoni, ingloba due altissime navate a forma di croce che si uniscono in una cupola centrale degna di una cattedrale di acciaio e vetro. La sua nascita era già stata prevista nel piano Cerdà (il famoso piano regolatore di Barcellona del 1859) e la sua origine “antica” è evidentissima nelle volute moderniste dell’acciaio rosso della sua struttura. E anche nel suo interno si trovano insegne e chioschi liberty che ospitano un banco del pesce oppure una macelleria.
La domenica però la croce centrale chiude e il suo perimetro ottagonale ospita un enorme mercato del libro usato. È uno dei “mercatini” più amati dai barcellonesi, che lo frequentano, lo affollano e lo rendono vivo, colorato, interessante. Noi vi abbiamo trovato volumi a volte sorprendenti, caramelle inaspettate che, a lasciarsi prendere dalla golosità, ti ritrovi in un istante a superare i dieci chili del bagaglio a mano.

Ho visitato un mercato (Boqueria, Santa Caterina o un altro) e adesso cosa mi consigliate di veramente speciale (negozio, galleria d’arte, bar, …) lì intorno?
Se avete fatto un giro all’Abaceria non vi resta che passeggiare nel quartiere e fermarvi in tutti i bar che trovate! Le viuzze strette di Gracia si aprono in sorprendenti piazzette quadrate piene di tavolini. Scriviamo solo alcuni appunti per non perdersi, anche se forse perdersi sarebbe la cosa migliore da fare! Salite verso la plaça del Sol, se c’è il sole sedetevi all’aperto in una delle tante terrazze, altrimenti all’angolo con carrer del Planeta c’è “sol soler” un piccolo bar con bei tavolini di marmo e sedie di legno vecchio stile.
Salendo per via Verdi, all’altezza della Plaza del Diamant e del carrer de l’Or si trova la Taberna basca Gasterea, un bar di tapas e sidreria con una barra piena di ogni bendidio. Più in alto, al numero 58 la Casa Portuguesa, un piccolo bistrot molto accogliente dove si può assaggiare del formaggio portoghese o i deliziosi pasteles de Belen.
Ripartendo dal mercato e seguendo invece carrer de Puigmartì si arriva, in carrer del Penedés 11, alla libreria Know food, una libreria unica! specializzata in cucina e alimentazione inventata da Sergi, esperto di libri, di cucina e del barrio di Gracia. Un libraio simpatico che parla bene italiano; se ne può approfittare per fare due chiacchiere. Noi ci abbiamo passato un intero pomeriggio e siamo usciti con una busta piena di libri e la voglia di ritornarci. Insomma la libreria vale una visita e meriterebbe una segnalazione a parte, magari in una guida sulle librerie… alla prossima.

 

Grazie alla Cucina di Calycanthus per le dritte preziose e per la foto!

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