Come sopravvivere a Mykonos e tornare felici [parte prima]

spiaggia mikonos

La spiaggia di Ftelia vista dalla terrazza del ristorante omonimo

Inizierò questo post con la madre di tutte le banalità: a Mykonos bisognerebbe andare fuori stagione. Sempre che non siate amanti della vita notturna e del caos, e che non vi piacciano le spiagge dove si balla con molti decibel al tramonto. Detto questo, la buona notizia è che noi siamo stati a inizio luglio e siamo sopravvissuti. Felicemente, molto felicemente. Quasi solitari, mai in coda, con pochi decibel e in assenza di mondanità. Senza aver mai messo piede in una spiaggia che contenga nel nome la parola Paradise. Godendoci l’isola in tranquillità. Un’altra Mykonos. Che esiste, o almeno esiste ancora la prima settimana di luglio. Più tardi, non saprei.

 

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La spiaggia di Ftelia
La spiaggia di Ftelia (foto sopra) si trova a nord dell’isola. A circa cinque chilometri dalla Chora, Ftelia si raggiunge facilmente in motorino o in auto percorrendo un breve tratto di strada sterrata.
Esposta ai (mal)umori del Meltemi, è anche conosciuta come la spiaggia dei surfisti. Se la cercate su internet, leggerete che Ftelia è così ventosa da non essere indicata per nuotare o prendere il sole. Sarà anche vero, ma io ci ho passato più di una giornata di abbronzature e bagni.
Ftelia non è attrezzata con ombrelloni e sdraio e forse anche per questo rimane una spiaggia tranquilla. Qualche coppia, qualche famiglia. A inizio luglio era ancora poco affollata.
Priva di alberi dall’ombra ristoratrice, ma provvista di rifugio per una pausa dal sole. C’è infatti un ristorante, in posizione sopraelevata rispetto alla spiaggia, che regala una bella vista e due terrazze ombreggiate, di cui una con enormi e comodi cuscini. Si respira un’aria rilassata, anche se non si tratta certo di una taverna semplice; il posto è anzi molto curato negli arredi. Musica di sottofondo, non invadente anche all’ora del tramonto. Cucina italiano-greca. Il cuoco, italiano di Firenze, ci ha raccontato che prepara le pizze più buone dell’isola, almeno a detta di alcuni giornalisti greci che hanno fatto un servizio sul ristorante. Non saprei dirvi. Noi abbiamo provato insalate fresche e abbondanti per pranzo e ouzo a fine giornata come aperitivo.
I prezzi non sono proprio popolari, ma neppure folli come sanno/possono essere altrove sull’isola. Le foto qui sotto vi danno un’idea di cosa si vede seduti su uno dei cuscini sotto il pergolato.

Ftelia 1
ftelia3

ftelia2

La spiaggia di Panormos
A nord-ovest dell’isola, Panormos è una lunga striscia di sabbia raggiungibile facilmente in motorino e in auto.
All’ingresso di Panormos si incontra subito un ristorante-lounge bar. Bianco, chic, con la musica. Ombrelloni, sdraio e cuscinoni colorati sulla sabbia. Oltrepassata questa parte più mondano-comodo-caotica, la spiaggia si fa tranquilla. Basta allontanarsi un centinaio di metri dal bar per trovare angoli tutti per sé.
Con cinque euro noleggiamo un piccolo ombrello da sole che ci viene portato dove vogliamo noi. E noi scegliamo un angolo di spiaggia dove il primo vicino di salvietta è abbastanza lontano da non sentire cosa diciamo. Poi ordiniamo un Nescafè Frappè alla ragazza del bar che percorre la spiaggia a intervalli regolari e che ci viene portato “a domicilio”. Volendo dal proprio ombrellone si può anche ordinare il pranzo.
Riassumendo: ombra, caffè freddo, mare trasparente, musica in lontananza. Panormos a inizio luglio? Tutto considerato, promossa.

(CONTINUA)

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4 thoughts on “Come sopravvivere a Mykonos e tornare felici [parte prima]

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  4. uh, Mykonos! peccato che le mie economie ed i miei periodi liberi ancora non coincidono con il biaggio in questo posto incantevole. quest’anno però me ne torno in Grecia, a Sivota….conoscete???

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