Diario di un mini-viaggio nella terra del ghiaccio: street food all’islandese

Chiosco hot dog
Una volta si chiamava Snæland, cioè Terra della neve, poi venne chiamata terra del ghiaccio e il nome le rimase.
Delle tante cose che ho imparato sull’Islanda, questa storia della terra della neve diventata poi terra del ghiaccio l’ho letta nell’introduzione della Lonely Planet, mentre a Malpensa sfogliavo svogliatamente la famosa guida attendendo il volo. Il resto l’ho imparato in nove giorni, viaggiando a fianco di un’amica di Reykjavik, islandese al 100%, e dimenticandomi la Lonely Planet sul sedile posteriore della macchina.

Al ritorno due sono le domande che tutti mi hanno fatto:
1. è vero che l’Islanda è cara?
2. che temperatura c’era?

Risposte:
1. L’Islanda è cara, ma anche no. Per esempio, la Lonely Planet consiglia di portare con sé il sacco a pelo per risparmiare. Fatelo. Negli ostelli e nelle cabine di legno nei parchi le lenzuola si pagano extra.
2. Temperature sperimentate a inizio agosto: da 8 a 20 gradi. Condizioni metereologiche incontrate: sole, vento, pioggia. E poi ancora da capo, in quest’ordine, ma non necessariamente. Il tutto, a volte, nel giro di pochi chilometri e di pochi minuti. Cosa vi diceva vostra mamma a proposito del vestirsi per andare in montagna? La mia diceva: “Vestiti a cipolla!”. Ecco, anche se qui non si tratta di andare in montagna, date retta alle vostre mamme, per una volta.

Liquidate le FAQ io qui vorrei parlarvi anche d’altro. Per esempio di hot dog presidenziali. Il resto alla prossima puntata.

Uno snack da presidente? Sì, ma con cipolla
cronions
Se non amate gli hot dog e mangiare in piedi non è esattamente la vostra aspirazione, poco importa. Un hot dog da Bæjarins beztu pylsur (traduzione: il miglior hot dog in città) è da provare. Qualsiasi islandese, accompagnandovi in un tour di Reykjavik, vi porterà orgoglioso in questo piccolo chiosco vicino al porto ad assaggiare una delle specialità culinarie nazionali. Dopo aver fatto la coda, ordinate l’hot dog completo e vi verrà servito un gustoso panino full optional, accessoriato di senape, ketchup, remoulade, cipolle crude e croccanti cipolle fritte.

La storia vuole che nell’agosto 2004 Bill Clinton, a Reykjavik per un summit sull’ambiente, mentre passeggiava per le vie della capitale volle provare il famoso hot dog. Arrivato al chiosco ordinò un hot dog accompagnato di sola senape. Da allora, se chiedete un “Clinton”, vi verrà servito un hot dog liscio con sola senape.
L’ex presidente però si è perso il tocco speciale della cipolla fritta. Così buona che al momento di lasciare il paese la mia amica islandese mi ha regalato una confezione di Cronions, cipolle croccanti in scatola da usare per farcire i panini. Chissà se a casa l’hot dog avrà lo stesso gusto…

Curiosità: The Guardian un paio d’anni fa ha eletto il Bæjarins beztu pylsu uno dei cinque migliori chioschi d’Europa.

Taccuino:

Bæjarins beztu pylsu
Posthusstraeti101
Reykjavik

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2 thoughts on “Diario di un mini-viaggio nella terra del ghiaccio: street food all’islandese

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