Certe Afriche

Tornata da Addis Abeba, dove sono stata un mese abbondante, mi rendo conto di aver appena sfiorato la città e la sua gente, chiusa come ero ogni giorno in un ufficio a lavorare. Addis era fuori dalla mia finestra e io l’ho toccata pochissimo e conosciuta quasi per niente, un po’ annusata a distanza, intuita senza poterla vivere, e perciò senza capirla affatto. Porto con me qualche frammento del mio stare lì dietro un vetro: il rumore della pioggia che ha accompagnato tanti giorni, la scia del bianco degli scialli delle donne (che poi non si chiameranno neanche scialli e avranno un loro nome che non io ho saputo imparare), il profumo dell’incenso acceso per la cerimonia del caffè, le lacrime di un piatto piccante che mi ha fatto appunto piangere e correre ai ripari. Nulla più. Niente mal d’Africa. Poca Africa.

Altre immagini, queste sì invece non lontane e non sfuocate, nelle fotografie e nelle parole di Mauro Querci, giornalista che conosce l’Africa per averla toccata e assaggiata, annusata e ascoltata, camminata in lungo e in largo e viaggiata da vicino e perciò vista, vista davvero. Senza vetri in mezzo ad attutirne il rumore. Le foto e le parole di Mauro, le sue didascalie all’Africa, a certe Afriche, sono raccolte in un libro bellissimo da leggere e guardare. Un libro che lui definisce “un po’ guida, un po’ diario, un po’ racconto, un po’ storia e un po’ geografia”. Un libro per chi, come me, è stato in Africa senza vederla o per chi in Africa non è stato mai.

Mentre ero ad Addis, più davanti al computer che davanti alla finestra, Mauro Querci parlava del suo libro nella mia città. Lui a mostrare l’Africa a 200 metri da casa mia, nel negozio di due amiche curiose, io là in Etiopia, ma girata di schiena. I casi della vita. Torno e me ne parlano e io sfoglio il libro e me lo porto a casa. Me lo giro e rigiro come lui deve aver fatto con i paesi che racconta. E mi piace. Attraverso il libro divento più curiosa, ma adesso sono a casa ed è tardi. Leggo però in apertura di libro (e un po’, confesso, mi sento meglio) che anche Mauro ha fatto un primo incontro africano andato buco, una vacanza in una Tunisia da Club Mediterranée, che lui chiama “quel primo lapsus africano”. Ci sarà allora un altro viaggio a porre rimedio, penso davanti a una tazza di caffè etiope, che adesso mi sveglia ogni mattino. Poi penso anche che come mi sono portata a casa il caffè avrei potuto portare con me molto di più, senza neanche comprarmi nulla. Ma ho comprato il libro… Chissà, forse il mal d’Africa è solo rimandato.

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Certe Afriche.
Storie e geografie di un amore.

Testi e fotografie: Marco Querci
Art Direction: Valeria Settembre
EDIZIONE INDIPENDENTE
Prezzo 25 euro
Dimensioni 24×34 cm
Pagine 256
Acquisto su: marco.querci@alice.it

I PROVENTI DEL LIBRO
Vanno a finanziare un progetto in Sud Sudan della Onlus Cefa di Bologna (www.cefa.bo.it).

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