Particelle dis-ordinarie: shopping sostenibile con stile

Brunch domenicale a Milano. Andiamo al Frida in zona Isola. Atmosfera informale, ambiente rilassato/rilassante (come si addice a una domenica mattina), giornali e riviste da sfogliare, tante giovani famiglie con bambini, tavoli dai colori e dalle fantasie seventies, spazi ampi da ex capannone industriale, gran via vai.
Dopo una buona dose di caffè solubile, pane, burro e marmellata e uova strapazzate, vado a curiosare fuori dal capannone, nel cortile del Frida, dove mi riprometto di venire la prossima primavera per un altro brunch all’aperto o per una serata. Poi entro da Particelle Complementari, il negozio a fianco, per scoprire che fa parte di un progetto complementare al Frida e che nasce dalla classica idea di quattro amici (al bar). Nel negozio mi accoglie, gentilissima, Stefania la quale mi racconta della filosofia ecofriendly e sostenibile che sta alla base di Particelle Complementari.
Ci scambiamo gli indirizzi mail e qualche giorno dopo Stefania risponde alle mie domande sul negozio, sul progetto e sui prodotti in vendita. Ecco cosa mi scrive Stefania:

“Siamo 4 amici e soci: io, Marco, Cisko e Davide. I maschi si conoscono dai tempi dell’università, io entro in scena circa 10 anni fa. Ci conosciamo in Eurisko. Dall’amicizia nasce poi il desiderio di avviare tutti insieme un progetto di lavoro e vita diverso. L’occasione la troviamo presto. Innamorati del Frida “da clienti” riusciamo a sapere che il vecchio proprietario vuole vendere, lo contattiamo, e a fine 2004 inizia la nostra nuova avventura.
Particelle Complementari nasce invece a fine 2007, da un incontro avvenuto un anno prima con Monica Gabetta, biologa esperta in discipline ambientali (insomma come vedi e come sempre succede è tutta una storia di incontri!).
Oggi sono io che me ne occupo quasi al 100% e sin dall’inizio sono stata io la principale promotrice… del resto ero l’unica donna del gruppo! Il negozio però ha accolto i consigli e i contributi di tutti, prima di tutto dei miei soci, ma non solo. Fondamentali sono stati gli apporti di Monica (la vera musa ispiratrice) e delle collaboratrici che hanno lavorato – e alcune lavorano tuttora – al negozio come Alessandra Modarelli (designer) e Renata Carvalho Pinheiro.

L’idea di base, per il negozio, era creare un luogo sì di vendita, ma soprattutto “di pensiero”, ove coniugare il rispetto per l’ambiente e l’uomo – intesi nel maggior numero di declinazioni possibili – con un interesse, che coltivavamo tutti, per il gusto, lo stile, per qualcosa che gratifica il proprio senso estetico ma non è necessariamente “di moda”.
Insomma volevamo in qualche modo cercare di promuovere all’interno dell’abbigliamento &co (dove “co” sta per accessori ma non solo, vendiamo infatti per esempio anche detersivi ecologici alla spina) un modo diverso di consumare. Più sostenibile, più umano, più etico, più rispettoso dell’ambiente, dei diritti dei lavoratori, dei consumatori finali, senza mai perdere di vista creatività ed “estetica” appunto. Conciliare bioetica ed estetica all’interno di un esercizio commerciale che si facesse anche promotore di iniziative di vario genere, soprattutto di informazione e divulgazione. Nel tempo poi purtroppo – e sottolineo purtroppo – l’aspetto di divulgazione e informazione è andato un po’ scemando, a favore di più necessarie (al momento) logiche commerciali.
Credo però che il mio piccolissimo e continuativo lavoro di ricerca su nuovi prodotti (specie in area ecofriendly e faitrade) da proporre sia comunque un modo per informare il consumatore finale su possibili alternative – accessibili – al consumo diciamo “convenzionale”. Questa strada ovviamente è percorribile solo attraverso la scelta di prodotti belli e di qualità ma non di nicchia, con un prezzo accessibile ai più e “giusto” per rapporto qualità-prezzo già in partenza. Poi il negozio deve impegnarsi anche ad applicare il “giusto ricarico”.

Cosa vendiamo/proponiamo oggi da Particelle Complementari?

  • Abbigliamento biologico/organico.
  • Abbigliamento artigianale o di tipo artigianale.
  • Articoli (specie scarpe) con materiali ecocompatibili, ecofriendly.
  • Articoli fairtrade.
  • Articoli (accessori, bijoux ma anche capi in lana) artigianali, fatti a mano, pezzi unici – quindi: filiera corta, controllo diretto sulla produzione e le sue modalità ma anche creatività, laddove la creatività per me va intesa anche come quel valore aggiunto che fa durare le cose nel tempo.
  • Articoli (soprattutto magliette e borse) nati da progetti di riqualificazione sociale e solidarietà.
  • Articoli che in parte o in toto utilizzano materiali di recupero (riciclo, remake).
  • Vintage originale (e anche usato) selezionato secondo dei criteri, alcuni oggettivi, altri ovviamente arbitrari, cioè miei!
  • Varie ed eventuali…

La scelta di qualsiasi cosa, anche del vintage, avviene pezzo per pezzo. Il negozio è al 70% donna, ma c’è anche una sezione (da ampliare) dedicata all’uomo, più qualcosa per bambini (in primis fino a 2 anni).
Per quanto riguarda la parte artigianale, le logiche, oltre a quelle già enunciate, prevedono anche, ove possibile, il recupero di manualità e abilità “antiche”, una filiera più corta, km zero, controllo e trasparenza, il miglior rapporto qualità/prezzo (adottando bassi ricarichi, più vantaggiosi per chi produce)”.

Taccuino:

Particelle Complementari
Via Pollaiolo, 3
Milano
Tel. 02 680260

www.fridaisola.it/negozio

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