There’s a new kid in town


Sono tornata a Riga a un anno di distanza. Nel mio mese nella capitale lettone ho rivisto posti che già conoscevo e scovato (pochi) indirizzi nuovi.
Per la mia ultima cena in città mi metto in testa di sperimentare un ristorante speciale e che mi lasci con il buon sapore di un arrivederci. Chiedo un po’ in giro e proprio quando mi sto per rassegnare a una cena in un posto che già conosco, una mia collaboratrice tira fuori dal cilindro il nome del ristorante in città più nuovo che c’è, così nuovo da non avere ancora un numero di telefono rintracciabile, un sito o una qualsivoglia recensione online.
Il ristorante si chiama Tris Pavaru Restorans, che tradotto in italiano sarebbe ‘Il ristorante dei tre chef’ e, come suggerisce il nome, è la nuovissima creatura di tre popolari cuochi, tra i quali Martins Sirmais, il Jamie Olivier lettone. La mia collaboratrice mi assicura che il posto è bello e piacevolmente informale e la cucina meritevole. Il tutto poi è sorprendentemente collocato nella città vecchia di Riga, la parte più smaccatamente turistica della città, dove quasi tutti i ristoranti offrono cibo piuttosto ordinario e terribilmente pesante e dove le trappole da turisti abbondano.
La mia ultima sera in città sembra a questo punto promettere bene e quando, con un gruppo di amici, varco la soglia del locale, decido subito che il posto mi piace. Mi piacciono le luci e l’arredo e mi conquista quell’atmosfera rilassata da ristorante che è anche un po’ bar e un po’ salotto.
Al centro della sala principale corre un bancone a ferro di cavallo dove ci si può sedere a mangiare e che racchiude da un lato una parte della cucina, permettendo così a chi si accomoda al banco di ammirare i cuochi in azione. Bello, aperto e informale.

Foto tratta dal sito kursuzsauks.lv

Il simpatico cameriere che ci accompagna al tavolo ci spiega il menù della serata. La scelta è limitata a un paio di alternative per il primo piatto e altrettante per il secondo. Tutto quello che ci verrà servito, ci spiega, è preparato con ingredienti locali e di stagione, secondo combinazioni e ricette che nascono dall’estro del momento del cuoco.
Il tavolo è apparecchiato con tovagliette di carta sulle quali, scopriremo presto, viene servito l’antipasto, che consiste in gocce colorate di mousse diverse depositate con estro artistico sulla tovaglietta da un paio di camerieri armati di tasche da pasticciere e che creano davanti ai nostri occhi quadri astratti di cibo in crema. Un antipasto disegnato al momento sul tavolo con una tecnica degna di Pollock! Noi siamo sorpresi e divertiti e pronti ad affrontare le successive sorprese che non mancheranno, come la zuppa che ci viene versata nel piatto con una sorta di imbuto o come il secchiello raffredda vino che contiene ghiaccio secco e che perciò fuma in continuazione come i pentoloni delle streghe. Altri piatti vengono serviti invece serviti in maniera più ortodossa e tradizionale.

Foto tratta dal sito kursuzsauks.lv

La qualità del cibo purtroppo è altalenante: buone alcune cose, meno convincenti altre. Il bilancio finale però è positivo: bel locale, buona posizione, costo della cena decente, personale simpatico e premuroso. La mia ultima sera a Riga mi lascia in ricordo un bel sorriso.

Taccuino:

Tris Pavaru Restorans
Torņa iela 4 (Jēkaba Kazarmas).
Tel. +371 20370537
Orari apertura: 12:00 – 23:00

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