Torino, bella e possibile

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“La necessità aguzza l’ingegno” o anche “la crisi come possibilità” o, per dirla con De Andrè, “dal letame nascono i fiori”. Ed è così che, in piena recessione, con la crisi che morde, il portafoglio che langue, il pianeta che a furia di non starci attenti si estingue, consumare a bassi costi o non consumare affatto (e quindi riutillizzare, riciclare, prestare…) diventa un imperativo quotidiano. Farlo felicemente è anche meglio. Farlo in una città come Torino si può, soprattutto seguendo i consigli e le soluzioni proposte dalle guida Torino (e dintorni) Low Cost – sottotitolo Guida anticrisi all’ex capitale dell’auto – fresca fresca di pubblicazione.
L’autrice, Bruna Gherner, torinese doc trapiantata a Milano dopo un passaggio a Berlino, è fermamente convinta che vivere bene a meno si può, anzi si deve. Forte di questa convinzione Bruna prima si inventa Survive Milano, un sito che segnala posti di qualità ma accessibili a tutti (sito che mi piace, ah quanto mi piace), poi scrive una guida sulla Milano Low Cost e infine svela trucchi e consigli per vivere o visitare Torino all’insegna del risparmio, della sostenibilità e del vivere bene.

Torino (e dintorni) low cost si rivolge ai torinesi, a chi in città si è trasferito e a chi, come me, non conosce la (ex) capitale dell’auto, ma progetta prima o poi di visitarla. La guida raccoglie oltre 300 posti, alcuni piuttosto inconsueti, e segnala aspetti curiosi della città.

Nello sfogliare la guida di Bruna ho lasciato qua e là dei segni, le cosiddette orecchie, per ricordarmi di posti e idee che mi sono piaciuti, e poiché ha un blog anche per il piacere delle condivisione, eccovi due dei posti che mi sono segnata. Il resto scopritelo voi sulla guida!

L’erba in salotto
Se il titolo vi fa pensare a un posto dove fumare su un divano, allora vi dico che siete fuori strada.
Questo indirizzo bello si chiama Melissa ed è un’erboristeria con salotto “a 65 passi dalla Mole Antonelliana”, come dice la proprietaria Valeria. Melissa è un posto davvero speciale in primis perché bellissimo, affollato com’è di vecchie cose e barattoli pieni di spezie ed erbe, con una tappezzeria da casa della nonna e un divano accogliente. È speciale perché Valeria e sua mamma ti accolgono e ti consigliano e chiacchierano con te, come in un salotto. Andateci a comprare tisane e caramelle, le mitiche caramelle Leone, quest’ultime fatte confezionare con etichette fatte realizzare apposta per l’erboristeria. Oppure andateci solo per vedere tanta bellezza casuale tutta in un posto solo.

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Bagni Municipali

Anche qui il nome potrebbe trarre in inganno. Anche in questo caso gli spazi sono riutillizati e contaminati, come il divano e la tappezzeria di Melissa. I Bagni Municipali, leggo sul loro sito, sono un Laboratorio di pratiche sostenibili, con cucina. Ah però, direte voi. E che cosa sarà mai? Andiamo con ordine. I Bagni, che si trovano in uno stabile che un tempo ospitava i bagni pubblici di zona, sono un bar dove fare colazione/pranzo/aperitivo. Un bar che pratica prezzi popolari e che serve sui suoi tavoli pane e sostenibilità: produttori etici, filiera corta, prodotti sfusi, acqua in brocca, zero plastica, zero lattine. Ha un cortile dove potersi sedere a leggere giornali e far scorrazzare i bambini, che lì trovano giochi e d’estate anche una piscinetta, oltre a un aperitivo dedicato ai piccoli. Ma non finisce qui. I Bagni non sono solamente una caffetteria ma ospitano progetti, in quanto fanno parte di uno spazio più grande e multiforme, la Casa di Quartiere di San Salvario, una delle più attive e vitali di Torino. Se vi state chiedendo cosa sono le Case di Quartiere, Bruna nella guida ci spiega che si tratta di luoghi di aggregazione, nati dala riqualificazione di vecchi edifici comunali e dove andare per frequentare corsi, vedere un film, partecipare a un evento, stare in compagnia. Insomma un’altra cosa bella di Torino che vorrei ci fosse anche nella mia città, ma non solo.

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Taccuino

Torino (e dintorni) low cost
Guida anticrisi alla (ex) capitale dell’auto

di Bruna Gherner
Edito da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

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