Viaggiando si impara

Cederna Zio Burp Foto @Cristiano Callegari aka Zio Burp

Un bel sabato pomeriggio assolato, regalo gradito di una coda d’estate. Seduta su una terrazza insieme a un gruppo di amici e ad altri appassionati di viaggio che non conosco, rimiro le colline d’Oltrepò che si mostrano, per l’occasione, sfacciatamente belle.
Mi sono regalata una giornata speciale e di fianco a me siede Giuseppe Cederna, venuto qui in Oltrepò a raccontar di viaggi, a leggere brani e poesie, ricordare momenti della sua vita d’attore, di scrittore, ma anche di uomo. Un uomo con uno sguardo che va lontano, ma che ti guarda da vicino, quando ci ascolta attento leggere i racconti di viaggio che abbiamo scritto per l’occasione. Giuseppe (mi viene da chiamarlo così, anche se ha vinto un Oscar) è in Oltrepò per un laboratorio di scrittura e narrazione, ideato e organizzato dalla Scuola del Viaggio e dal Gal Oltrepò. Questo è il quarto incontro di un progetto che prende il nome di “Nelle terre dei Malaspina” e che nasce per raccontare e anche un po’ per ripensare i luoghi di questo angolo di collina lombarda, non sempre valorizzato come invece meriterebbe.

La giornata con lui prevede una mattinata a chiacchierare e a raccontare viaggi, anche quelli dell’anima, per i quali non sempre servono treni, aerei, valigie ma che portano, a volte, molto più lontano dei viaggi con valigie.
“Oggi sono qui a riempirvi di parole”, ci dice a un certo punto Cederna, mentre seduti in cerchio all’ombra di un albero ascoltiamo un suo racconto indiano e il ricordo di una sua esperienza africana. Ed è proprio così: una mattinata di parole, scritte, lette, pensate. Parole lente e solide, parole che poi restano.

Cederna sullo Staffora Foto @Gal Oltrepò

Nel pomeriggio ci spostiamo sul fiume Staffora, che qui dove siamo è poco più di un torrente, e camminando insieme percorriamo un tratto della Via del Sale, per poi fermarci ad ascoltare Giuseppe che legge e per ascoltare l’acqua che, di fianco a noi, chiacchiera lieve. Ci salutiamo infine con i piedi immersi nel fiume e visti così siamo anche un po’ buffi. Un gruppo male o ben assortito che si è levato scarpe e calzini e che sta lì senza volersene più andare via alla fine di una giornata che vorremmo non finisse.

Note

Scuola del Viaggio. Nasce nel 2005 quando tre Università – Pavia, Pisa e della Svizzera italiana – hanno unito le forze per progettare e sperimentare una scuola diversa da tutte le altre, che insegnasse a viaggiare; o meglio, che aiutasse a migliorare la propria capacità di comprendere e raccontare i luoghi attraverso la scrittura, la fotografia e il disegno. Propone laboratori di scrittura, fotografia, carnet di viaggio. Promuove tutte le forme di turismo sostenibile e responsabile.

Scuola del viaggio logo

Nelle terre dei Malaspina: il quinto e ultimo incontro con il progetto sarà il 12 ottobre al Castello di Oramala (Val di Nizza, Pavia) con il laboratorio di scrittura di Andrea Bocconi . Con lui si chiuderà questo progetto che avrà poi una seconda vita sul web, grazie ad una mappa interattiva, con tutti i video dei protagonisti che in questi mesi hanno insegnato, scritto, fotografato, disegnato e raccontato storie lungo le Terre dei Malaspina.

Per iscriversi al laboratorio e per informazioni, contattate la Fondazione – Gal Oltrepò ai recapiti: info@gal-oltrepo.it – Tel. 0383.540637

Andrea Bocconi

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One thought on “Viaggiando si impara

  1. Pingback: Giuseppe Cederna | Nelle Terre dei Malaspina

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